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Ranking Uefa, Abete: "Dura competere con societa' che fatturano il doppio". E da' la colpa a Calciopoli

Il presidente federale commenta l'ennesimo fallimento italiano nelle coppe

RANKING UEFA CALCIOPOLI JUVENTUS ABETE FIGC / ROMA - Per il terzo anno di fila non ci sono squadre italiane nelle semifinali di Coppe europee. Juventus e Lazio si sono spinte fino ai quarti di finale, ma ciò non basta per migliorare il quarto posto nel Ranking Uefa. Giancarlo Abete analizza ai microfini di 'Radio Anch'io lo Sport' la situazione del calcio italiano. "C'è un problema oggettivo, per il quale siamo al quarto posto nel ranking Uefa. Ci sono società che fatturano il doppio dei nostri club, ovvio che ci siano differenze anche a livello tecnico con i nostri club. - ha detto Abete - Il calcio italiano si inserisce all'interno della crisi del Paese, con problemi veri e ben più gravi per le imprese. Il salto di qualità sugli impianti spotivi deve essere comunque fatto, abbiamo retto grazie ai diritti televisivi ma ora bisogna intervenire anche negli stadi. Dobbiamo essere grati a coloro che investono nel calcio, sicuramente si può fare meglio nella programmazione e nel contenimento costi".

CALCIOPOLI "Il ranking si basa su attività di 4-5 società, nel caso dell'Italia è contato molto anche Calciopoli che ha tolto la Juventus per tanti anni. Questi sono fattori da valutare".

RIFORME "Servono ma vanno fatte con serenità. Inghilterra e Spagna hanno 20 squadre come noi, non si può pensare sia il ritorno a 18 squadre che cambi tutto. Dal 2014 ci saranno solo 102 squadre professionistiche in Italia, erano 25 anni che non si faceva una riduzione così importante. A livello di competitività internazionale questo non cambia nulla, non sono le squadre di Lega Pro ad influire sul ranking, non è logico accostare questi problemi al fatto che Barcellona e Real Madrid siano più forti delle squadre italiane".

STADI "Gli stadi sono la priorità, anche per una questione di immagine. Da cittadini tutti ci rendiamo conto che attraverso gli stadi si manifesta tutto il gap con gli altri Paesi. La differenza la fanno la cultura dello sport e gli impianti sportivi nei quali si gioca: tutto il resto è migliorabile con il tempo, gli stadi invece vanno rifatti e basta".

EXTRACOMUNITARI "Fermo restando l'attenzione che va data a queste problematiche non è certo il 3° extracomunitario che fa la differenza a livello di competitività internazionale. Basta scorrere i nomi di quelli arrivati nel 2012-13 per capire che la gran parte di loro non ha fatto la differenza per i club di appartenenza".

COPPA ITALIA "L'auspicio è che la data sia confermata anche in caso di finale Lazio-Roma. Non giocare in quella data non sarebbe un successo, ma a decidere devono essere anche gli organi di ordine pubblico. Pomeriggio o sera non cambia niente, gli incidenti a Roma sono avvenuti anche di giorno".

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