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Lazio: Petkovic e la sindrome di Reja

I biancocelesti, dopo gennaio, tirano il freno a mano: un copione gia' visto

LAZIO PETKOVIC SINDROME REJA / ROMA - Vladimir Petkovic è l'allenatore che ha rinvigorito l'entusiasmo dei tifosi della Lazio. Da perfetto sconosciuto, il tecnico bosniaco ha impiegato poche settimane per guadagnarsi quello che il suo predecessore, Edy Reja, aveva messo anni ad ottenere: i cori della Curva Nord. Ma ora su di lui si sta abbattendo lo spettro del goriziano – o meglio: della Lazio delle ultime tre stagioni. Il copione, infatti, è pressoché identico: avvio di anno entusiasmante, con i biancocelesti capaci fino a gennaio di navigare nelle zone alte della classifica, con vista sul primo posto. Gennaio, già: il mese del mercato invernale coincide prima con una selva di nomi, quindi con un paio di acquisti dell'ultim'ora dopo aver visto sfumare i colpi più appetiti. L'anno scorso furono Honda e Nilmar, quest'anno Felipe Anderson: al loro posto Candreva prima e Pereirinha poi.

La piazza, a questo punto, comincia a manifestare mal di pancia. A dispetto dei risultati, i tifosi imporrebbero il cosiddetto salto di qualità. Che però non arriva: come stregati e contagiati dal mercato d'inverno, i calciatori biancocelesti calano fisicamente, ma soprattutto mentalmente. E puntualmente si infortuna per diverse settimane lui, Miroslav Klose; e puntualmente Hernanes perde lo smalto di inizio stagione. La Lazio può appellarsi a diverse coincidenze sfavorevoli, ma il tifoso è più umorale, e vede soltanto il ripetersi degli stessi errori e problemi che hanno impedito per due stagioni consecutive di centrare la Champions League (a vantaggio dell'Udinese, capace solo di farsi estromettere prima ancora della fase a gironi, anche qui per una serie di coincidenze sfortunate).

E' davvero cambiato qualcosa da Reja a Petkovic? Il tecnico goriziano prese una Lazio che lottava per non retrocedere e la portò stabilmente in Europa, seppur con risultati altalenanti: mise a fuoco l'obiettivo Champions, non centrandolo, e in Coppa Italia non andò mai lontano. Petkovic, invece, ad oggi è un re di Coppe: quindici partite, zero sconfitte. Finale di Coppa Italia da un lato, ritorno degli ottavi di Europa League dall'altro (con vista sui quarti).

Oggi, dai gol fatti ai gol subiti, dalla media punti alla percentuale di vittorie, la Lazio di Reja e quella di Petkovic sono pressoché identiche: sono i numeri a dirlo. La svolta, fin qui, è stata nel rendimento di Coppa. Che la prossima estate, con Perea già in tasca e Anderson in trattativa, possa essere fruttifera, finalmente, di una Lazio che non molli un centimetro neppure in Serie A? Non ci è dato saperlo, ma una cosa è certa: sarà già la quarta stagione dall'incubo Serie B. Hernanes aveva 24 anni; ne avrà 28. La squadra invecchia, bisogna fare in fretta. Tempus fugit, Lazio manet.

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