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Calciomercato > Italia > Italia, Ventura: "Il calciomercato non deve entrare qui. Noi sorpresa in Russia"

Italia, Ventura: "Il calciomercato non deve entrare qui. Noi sorpresa in Russia"

Il tecnico analizza i prossimi incontri della Nazionale


Giampiero Ventura ©Getty Images
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

20/03/2017 13:57

ITALIA VENTURA CONFERENZA / Giampiero Ventura analizza il momento della Nazionale italiana in vista dei prossimi impegni. Il tecnico è intervenuto in conferenza stampa per affrontare tutte le news Italia. Calciomercato.it vi ha offerto la diretta testuale. 

SERIE A - "Credo sia un momento clou del camionato. Ogni partita che sbagli può inficiare la stagione. Basti pensare alla Roma, uscita dall'Europa League e che rischia di uscire anche dalla Coppa Italia. Ci sono mille motivi per cui può esserci questa situazione. A questo punto della stagione c'è sempre stata una situazione simile per alcune squadre.

STADIO - "Fino ad oggi non ho mai inciso sulle scelte dei campi dove giochiamo. Alcune posso condividerle, su altre ho delle perplessità. Palermo non ha mai deluso sotto l'aspetto del pubblico, è sempre stata estremamente calorosa".

DISTRAZIONE MERCATO - "Quando c'era il mercato come allenatore di club un po' mi creava problemi. In questo caso per me non esiste questo problema: parliamo della Nazionale italiana, non posso pensare che un calciatore venga qui e pensi al mercato. Abbiamo fatto tre riunioni con gruppi di giocatori per resettare quanto successo con le loro squadre dal punto di vista tattico. Questo vale anche per le problematiche esterne al campo. E' un problema che non c'è". 

MERET - "Se non fosse venuto con noi, sarebbe andato con l'under 21: è un falso problema. Credo che il presidente della Spal, dell'Udinese e Meret siano felici che il portiere sia qui. E' il rischio dei calendari. E' l'ultimo dei nostri probleme e anche di quello della Spal". 

MODULO - "Sostengo che una Nazionale non può avere un solo modo di giocare altrimenti diventerebbe tutto molto scolastico. Uno deve avere una propria identità. Lavoriamo almeno su due fronti, i giocatori sono già consapevoli di questo e poi in base a come gioca la squadra avversaria vediamo come schierarci. Non sappiamo mai nulla delle altre: la Germania contro di noi si è schierata in maniera completamente diversa. Degli altri non sappiamo nulla, allora facciamo lo stesso con loro". 

COPPE EUROPEE E MOVIMENTO CALCIO - "Mi auguro che siamo all'inizio di qualcosa. Pensiamo alla mia prima conferenza qua, otto mesi fa, era impensabile di parlare in certi termini. Eravamo la Nazionale più avanti con l'età e c'erano problematiche di varia natura. Ora quasi tutti condividono la strada da percorrere. L'ho detto in tempi non sospetti che c'era un'infornata di giovani che andava innaffiata per costruire una nazionale importante. Il problema importante è la qualificazione. Se riusciamo a qualificarci, l'Italia potrà essere una grande sorpresa. Ci sono tante cose positive. Ma serve fare un passo alla volta e il primo è qualificarci e per farlo servono i giovani ma anche l'esperienza dei meno giovani. Serve logica e in questa c'è il giovane chiamato a giocare e quello convocato per stare nello spogliatoio per apprendere determinate cose". 

PARTITA SPAGNA E CALENDARIO - "Ho fatto una battuta e c'è stata una riunione in Senato. Ho paura a rispondere. Vorrei affrontare questo tema per mettere a fuoco delle situazioni per il bene dell'Italia. E' il bene dell'Italia è anche il tema delle società di club: se negli ultimi 10 anni solo una squadra si è qualificata ai preliminari di Champions, forse servirebbe un po' più di tempo per essere competitivi. Questo tema verrà affrontato e prenderemo insieme delle decisioni". 

4 CALCIATORI INTER - "Candreva ed Eder c'erano già, Gagliardini si è ritagliato uno spazio nell'Atalanta e deve confermare quanto fatto per essere chiamato. Di novità c'è solo D'Ambrosio che io conosco e che sta facendo bene in Nazionale. A 27-28 anni è un messaggio: chi fa bene in campionato, può essere chiamato. Sento parlare dell'Inter italiana, di Milan italiano, l'Atalanta già lo è. Più i giocatori giocano, più sono in grado di dimostrare quanto valgono e più possono essere utili in Nazionale". 

Italia, Ventura in conferenza su infortunati e direttore tecnico

DIRETTORE TECNICO - "Ci sono gli infortuni di Perin e Marchetti. Serviva continuità altrimenti il lavoro di Di Biagio è inutile. Chi è nell'under 21 non deve essere contento di essere in under, ma deve ambire ad andare in Nazionale A. Come chi fa bene in campionato può andare in Nazionale, lo stesso vale per chi fa bene nell'Under 21. Sul direttore tecnico la domanda dovete farla a Tavecchio. Ha avuto qualche problema di salute, ci raggiungerà a breve e se ci sarà l'opportunità di parlarne ne parleremo". 

PREOCCUPATO - "L'unica cosa che mi preoccupa è la salute: ho perso Florenzi e Bonaventura per tutta la stagione, Gabbiadini non ha potuto rispondere alla convocazione, Chiellini ha problemi, non ho mai avuto Marchisio. Ho avuto Verratti a tempi alterni. Di tutto il resto siamo fuori. Siamo l'Italia e dobbiamo rendere orgogliosi i tifosi e renderci orgogliosi noi stessi. Il resto va analizzato, viviamo in un momento storico particolare". 

SPAGNA E BARCELLONA - "Sono fattibili entrambe. Difficili ma fattibili. La Juventus mai come in questo momento è consapevole della propria forza, c'è grande autostima e ha la possibilità di battere il Barcellona. Credo che ci sia più o meno la stessa cosa qui. E' difficile andare a fare risultato in Spagna, non è precluso. Se vai al 60% è difficile, ma se vai al 95% te la giochi". 


 




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