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Calciomercato > Notizie > Cronaca, Mughini esplode sul 'caso Lapo': "Ognuno di noi ha delle pulsioni"

Cronaca, Mughini esplode sul 'caso Lapo': "Ognuno di noi ha delle pulsioni"

Il noto giornalista in difesa del rampollo di casa Agnelli


Lapo Elkann ©Getty Images

30/11/2016 10:25

CASO LAPO / Il 'caso Lapo Elkann' è tornato dominante. Una vicenda (il rampollo della famiglia Agnelli avrebbe finto un sequestro dopo aver passato una notte con una escort) discussa ed approfondita anche negli studi di 'Porta a Porta'. Tra gli ospiti di Bruno Vespa, il giornalista tifoso juventino Mughini. Ecco la difesa del noto opinionista: "Oggi ho visto che le armate anti Lapo sul web imperversavano. Io l'ho conosciuto poco ma tanto mi è bastato per capire una persona onesta e dolorante. Essere figli di un ricco non è una colpa, come esserlo di un povero. Ognuno di noi ha poi delle pulsioni e lui ne ha tante. E' però un essere umano, nella sua grandezza e miseria, che fa male a se stesso. Un ubriaco alla guida uccide tante persone, lui fa male a se stesso. Non è il rampollo della Fiat, come viene detto. Era il nipote preferito dell'avvocato', che in lui rivedeva un certo animo dandy. Andrebbe visto come uno di noi. Non condivido dunque questo continuo vivisezionarlo, come anche voi avete un po' fatto...".

Lapo Elkann, la difesa di Mughini

"Incontrerò personaggi interessanti in campo creativo e imprenditoriale nei prossimi giorni": così su Instagram si era espresso Lapo prima di andare a New York, dove è stato protagonista di un epispodio che ha fatto tornare alla memoria quanto accaduto nel 2005 quando era stato ricoverato in coma per overdose all'ospedale Mauriziano di Torino. Mughini: "Non mi riesce mai andare contro uno che è in ginocchio per i fatti suo-  aveva scritto su 'Dagospia' -. Non riesco a condividere questa mitragliata di sfottò. Sono truppe cammellate, da quando ogni volta si avventano. Lui è quello che è, non riesce a mettere a freno le sue pulsioni". La trasmissione 'Porta Porta' ha ospitato un magistrato che esclude la possibile condanna per una simulazione di reato. L'udienza è stata fissata per il prossimo 25 gennaio a Manhattan.

E.T./L.I.




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