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Calciomercato > Juventus > Scudetto, basta alibi: se vince la Juve è anche grazie a Roma e Napoli

Scudetto, basta alibi: se vince la Juve è anche grazie a Roma e Napoli

Analisi sul campionato e la corsa scudetto


Sarri e Allegri © Getty Images
Eleonora Trotta (@eleonora_trotta)

28/11/2016 10:55

PUNTO CM.IT SCUDETTO JUVENTUS ROMA NAPOLI / ROMA -  Il refrain degli allenatori (in passato Garcia, recentemente Sarri) sul fatturato irraggiungibile della Juve stona come non mai. Un alibi anacronistico non solo per la sconfitta dei bianconeri a Genova. Perché è un pensiero che frantuma  lo spunto dell'appassionato medio, secondo il quale "la palla è rotonda" e i giochi non si possono chiudere secondo calcoli matematici. Lo insegna il Leicester, del resto. Storia di un anno fa, che potrebbe essere rivissuta anche dal Nizza in Ligue1. Guardando poi il campo e la classifica sarebbe, per le avversarie, una scusa 'sgamata' assegnare già sulla carta lo scudetto ai bianconeri. Se la Juventus, come da programma e in linea con la sua rosa più forte e maggiormente ricca di campioni (Buffon, Bonucci, Barzagli, Dybala e Higuain su tutti), arriverà al tricolore, bisognerà indagare soprattutto sui demeriti delle avversarie. Sui punti persi per strada dalla Roma e dal Napoli in questa prima parte del campionato di Serie A, sulle scelte tecniche e su alcuni errori di valutazione in sede di mercato.

Mancanze da contestualizzare e da dividere tra società ed allenatori. Diawara, per esempio, era stato bloccato dalla Roma, ma mollato da Sabatini su indicazione di Spalletti. Il tecnico toscano ha puntato tutte le sue fiches Paredes. Un ottimo giocatore, in crescita e con margini di miglioramento, ma forse distante dalla personalità messa in mostra dall'ex Bologna. Sarri, invece, non ha gestito nel migliore dei modi il caso Gabbiadini. Un attaccante quasi venduto da De Laurentiis in estate, ma rimasto alla fine per la mancanza di alternative reperibili. A proposito di calciomercato, tornano attuali le considerazioni sulla sessione estiva della Juve. Sulla carta 'stratosferica' ma da subito con alcune lacune. Pogba (titolare con Conte a 19 anni) non è stato sostituito, Pjanic non ha la personalità da Juve, Higuain è un attaccante pazzesco ma inserito in un modulo diverso da quello di Napoli, dove la squadra giocava per lui. Ora il Pipita gioca 'con' e per questo i record di gol difficilmente potranno essere raggiunti. L'infortunio ha poi stoppato Dani Alves, apparso comunque lontano dal campione di Siviglia e Barcellona. E se a questi grattacapi aggiungiamo gli infortuni che quasi democraticamente hanno colpito la formazione di Allegri, Spalletti e Sarri, ecco che i giochi potrebbero riaprirsi. Un gioco che vede tra gli iscritti anche Atalanta, Milan e Lazio. Lo dice il calcio. Uno sport che ricorda a tutti: la Juve è la più forte, la più completa, la più organizzata, la squadra che annovera più campioni di tutti pronta a rinforzarsi a gennaio a centrocampo. Vincerà lo scudetto? Sì, al 99%. Ma, eventualmente, per i suoi grandi meriti e marcati demeriti delle avversarie. 




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