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Calciomercato > Serie A > Serie A, Ronaldinho: "Milan, Maldini sarebbe stato un grande dirigente. Gabigol e Gerson..."

Serie A, Ronaldinho: "Milan, Maldini sarebbe stato un grande dirigente. Gabigol e Gerson..."

La leggenda brasiliana ha parlato anche dello Scudetto: "Juventus? Non è detto"


Ronaldinho e Davids (Calciomercato.it)

12/10/2016 12:10

SERIE A INTERVISTA A RONALDINHO SU LA REPUBBLICA / ROMA - 'La Repubblica' propone oggi una lunga intervista a Ronaldinho, a Roma per 'La Partita della Pace'. Calciomercato.it vi riporta i passaggi salienti delle sue dichiarazioni sulle ultime news Serie A.

IL MILAN - "E' difficile immaginare un Milan senza Berlusconi. La vita va avanti, le cose cambiano. E' complicato giudicare senza conoscere le situazioni. Maldini sarebbe stato un grande dirigente. Lui è la storia del Milan, ha sangue rossonero nelle vene, conosce tutto di quel club".

TOTTI - "Fa bene a giocare ancora (ride, n.d.r.). Io sono felice di quello che faccio, immagino anche lui lo sia. È uno dei piu grandi della storia del calcio. Gente come me, Totti e Del Piero nasce una volta ogni 50 anni".

NEYMAR - "Neymar non è il mio erede, è un mio amico"

GABIGOL - "Dite che Gabigol è un mistero, perché? Lui ha un fiuto del gol eccezionale, è giovane, farà la storia dell'Inter".

GABRIEL JESUS - "Da gennaio giocherà nel Manchester City, ha tecnica e fantasia. Approdare in Europa lo farà crescere. Qui si gioca un calcio totalmente diverso, è un altro pianeta, bisogna cambiare mentalità e adattarsi in fretta".

GERSON - "Ho giocato con lui nel Fluminense, con il sinistro fa quel che vuole. Ai giovani brasiliani bisogna dare il tempo di ambientarsi, non è facile cambiare tutto".

FELIPE ANDERSON - "Lui è uno di quei calciatori che piacciono a me perché ha tecnica, velocità e potenza. È completo, non gli manca niente".

SCUDETTO - "Le concorrenti sono valide e a me divertono le sorprese: non è detto che la Juventus vincerà di nuovo".

IL CALCIO - "Guardo un po' di tutto, ma non reggo più una partita intera: mi annoio. Mi accontento degli highlights . Al calcio italiano preferisco quello spagnolo, più tecnico".

FUTURO - "Ho vinto tanto e giocato in grandi club, non ho rimpianti. Avevo degli idoli e il giorno dopo magari me li ritrovavo accanto in allenamento. E' stato bello anche giocare con chi aveva caratteristiche totalmente diverse, come Puyol e Gattuso: ci completavamo. Io allenatore? Non ci penso proprio, non è nelle mie corde. Continuerò a giocare finché ce la farò".

S.D.




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