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Calciomercato > Altro > Coni, l'annuncio di Malagò: "Stop a Roma 2024. Che figuraccia". E risponde alla Raggi

Coni, l'annuncio di Malagò: "Stop a Roma 2024. Che figuraccia". E risponde alla Raggi

Il presidente del Comitato Olimpico Nazionale ha parlato in conferenza stampa


Malagò © Calciomercato.it
Federico Scarponi e Alessio Lento (@lentuzzo)

11/10/2016 12:29

CONI MALAGO' ROMA 2024 OLIMPIADI RAGGI / ROMA -  "Oggi è il giorno della chiarezza. Dobbiamo parecchie risposte. Oggi ho scritto al CIO, per comunicare che interrompiamo il corso di candidatura alle Olimpiadi". Con queste parole, Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha annunciato in conferenza stampa il ritiro ufficiale della candidatura per le Olimpiadi del 2024 di Roma dopo il 'no' del sindaco della Capitale Virginia Raggi. Spiega Malagò, come raccolto da Calciomercato.it: "Il CIO per precisione, riconosce soltanto le comunicazioni del Comitato Olimpico Nazionale, le comunicazioni del sottoscritto. Poi, chiunque, può chiaramente scrivere. Ho sempre sostenuto che per sostenere questo progetto, ci fosse bisogno di tre gambe. Ma una di queste, secondo me, secondo la stragrande maggioranza degli italiani, per motivi ideologici e demagogici è venuta a mancare. Sono stato perciò costretto ad interrompere questo percorso dopo 3 anni di lavoro ad 11 mesi dalla conclusione. Ho girato il mondo per dare credibilità al paese e alla nostra candidatura".

Continua il presidente del Coni: "Interrompere questo processo ad 11 mesi non è un record storico. C'è un precedente analogo e triste. Si è perpretato un danno nei confronti dello sport italiano. Il 4 aprile 1974 la città di Vancouver, si ritirò dalla corsa 6 mesi prima dall'assegnazione. Vancouver dopo quell'errore è riuscito soltanto 30 anni dopo ad avere le Olimpiadi. Credo che abbiano pagato un pesante prezzo per quella scellerata decisione. Io che sono il responsabile dello sport italiano, ho il dovere di tutelare l'immagine del nostro mondo: per la prima volta nella nostra storia, all'unanimità, si era deciso di supportare questa candidatura. Non era appunto mai successo". "Devo cercare a questo punto, politicamente di far tornare credibile a livello internazionale, credibile il nostro sistema sportivo. Ho studiato diverse alternative, percorsi che diano agli occhi del CIO una versione più realistica dell'interesse che abbiamo nei confronti delle Olimpiadi. Per questo, ho deciso di candidare Milano per la sessione CIO del 2019. Dovremo cancellare le ferite create dalla demagogia".

Malagò fa alcune precisazioni anche sulle dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa dal sindaco Raggi: "Le 'Olimpiadi del Mattone'? Non è così, erano previsti solo nove impianti nuovi su trentasei. Le Olimpiadi avrebbero coinvolto anche altre città, con sindaci di tutti i partiti politici. Madrid si è candidata ben quattro volte... non è vero che si sia tirata indietro come noi. Alla luce delle sconfitte precedenti, non ha voluto tentare la quarta volta. Boston invece non si è mai candidata al comicato olimpico statunitense. Quasi il 70% degli italiani ha detto 'no'? Non è vero, mi spiace. Gli ultimi recenti sondaggi dicono che i favorevoli siano in maggioranza. No alle Olimpiadi dello spreco? Non è così, la città di Roma non avrebbe pagato un euro, tutte le spese sarebbero state a carico del CIO e del GovernoIrresponsabili dire sì? E' da irresponsabili rinunciare ai soldi del CIO e del Governo? Questa città ha rinunciato a soldi, infrastruttire, posti di lavoro. Interrompendo oggi il cammino verso la candidatura del 2024, il Coni dovrà concentrarsi sui nostri asset e rivedere il proprio programma".

Ancora Malagò: "Nelle mie parole non c'è polemica. Zero. Non mi sono piaciuti certi atteggiamenti, parole, le urla. Se avessi incontrato la sindaca Raggi le avrei detto che avrei fatto di tutto per portare le Olimpiadi in modo lecito a Roma. Anche con Beppe Grillo avrei voluto parlare, ma non ci sono riuscito. Avevo in mente tre nomi ideali per questo progetto, che non sa nessuno: Nevio Alessandri, presidente del comitato organizzatore; la seconda persona è l'architetto e senatore Renzo Piano; la terza persona è il generale Cataldi, perché in questi giorni lui è stato contattato dall'amministrazione se poteva dargli una mano, prendere uno dei tanti ruoli vacanti. Era difficile dire di no a questi nomi, ma io non ho mai potuto parlare con la signora e aprire il dossier. Da oggi, salvo che per i suoi asset, il Coni smetterà di occuparsi di Roma. Auguri al 'Flaminio'... leggo che ci sono progetti, vedremo tra un anno. Come fai a dire ad un uomo di sport di ritirarsi dalla gara? Vi rendete conto di cosa è successo? Noi abbiamo fatto quello che ci era stato chiesto di fare. Il Governo ci stai? Sì. Città di Roma ci stai? Sì. Giunta, Regione? Sì. Consiglio Nazionale? Sì. Cosa dovevamo fare? Vi rendete conto che figuraccia abbiamo fatto? Questa è la ratio assurda di questa vicenda, stavamo facendo al meglio quello che ci era stato chiesto di fare. Piano alternativo? C'era e potenzialmente esiste ancora. Ma c'è un problema, non ci votano più. Non abbiamo più credibilità con questa candidatura. Malgrado questa squadra fantastica, non abbiamo nessuna possibilità ormai".




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