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Calciomercato > Roma > Roma, Sabatini: "Nessuna vergogna! Fallita rivoluzione culturale, lo Scudetto..."

Roma, Sabatini: "Nessuna vergogna! Fallita rivoluzione culturale, lo Scudetto..."

Il dirigente ha ufficialmente rescisso il contratto che lo legava al club capitolino


Walter Sabatini (Calciomercato.it)

07/10/2016 13:05

DIRETTA ROMA SABATINI CONFERENZA STAMPA ADDIO LIVE / ROMA - Dopo 5 anni, Walter Sabatini non è più il direttore sportivo della Roma. La notizia era nell'aria da tempo: ieri è arrivato il comunicato ufficiale del club relativo alla rescissione del contratto che legava le parti. L'ormai ex dirigente giallorosso - il cui posto è stato presso da Massara - ha indetto una conferenza stampa per parlare dei motivi che lo hanno portato a questa decisione. Calciomercato.it la segue in tempo reale per voi.

Ecco il direttore: "L'alta pressione mi faceva bene per parlarvi in conferenza stampa. Vorrei ricordarmi della mia prima volta qua, ma andiamo avanti. Non sarò più fisicamente qui a Trigoria, ma mi sentirà sempre partecipe. Abbiamo ancora qualche chance di non chiudere il cerchio da sconfitti, smentendo le comprensibili opinioni generali che sento in giro. C'è una struttura solida. E' mancato al convocazione al Circo Massimo per i tifosi, in alcuni momenti ho pensato che le nostre squadre prima o poi avrebbero potuto competere per un risultato eclatante come lo Scudetto. Mi porto a casa questo rammarico, questa frustrazione. Non mi vergognerei mai di questa Roma, sono anni che siamo competitivi. Sono stato totalmente assorbito dalla Roma in questi anni, ho vissuto per la Roma: non ho scritto, parlato senza pensare a questo club. Questa è stata la mia vita".

ROMA E GLI 'INDIVIDUI': L'ACCUSA - "Ammetto di aver fatto degli errori, che puntualmente e giustamente sono stati sottolineati. Non mi piace che Baldini, Baldissoni sia definiti come dei massoni, cosa che forse succederà anche con Gandini. C'è sempre stata questa tendenza degli 'individui', non della stampa, a criticare e distruggere la Roma ed i suoi dirigenti, io ho sempre accettato le critiche e lo farò sempre. I latrati a pagamento magari un giorno ci potranno anche aiutare. Non trattiate i dirigenti della Roma come carne al macero, sosteneteci. Non possiamo permetterci di competere con alcuni club, dobbiamo essere dei 'rissaioli', io ho sempre fatto così perché è nelle mie corde. Quest'ultimo calciomercato è stato statico e noioso, poco mi ha rispecchiato, ma abbiamo deciso così anche per via degli infortuni di Rüdiger, Vermaelen e Mario Rui. L'anno scorso invece è stata una sessione pirotecnica , schizofrenica anche per via della UEFA come poi l'ultima, dove prendevamo due vendendo uno solo. Chi è stato venduto è stato anche sostituito bene come nel caso di Benatia-Manolas. Ammetto di aver preso anche della cantonate, una è Piris, il povero Piris che effettivamente non era da Roma". 

TOTTI - "Gli darei il premio Nobel per la fisica, visto che non gli hanno mai dato un Pallone d'Oro. Le sue giocate non sono riproponibili, mentre alcuni campioni che lo hanno preceduto sono comunque stati emulabili. Ha messo in discussione Einstein, Keplero ed altri con le sue traiettorie. Costituisce però anche un 'tappo' che oscura un gruppo di lavoro, tutti faranno fatica a staccarsi da questo 'pezzo di carne' che è Totti per molti".

IL BILANCIO - "Squadra forte fatta di ragazzi seri che hanno voglia di fare qualcosa di importante. La prima volta che sono entrato qui non ero nemmeno il ds della Roma, ero solo una figura in pectore. Il mio fallimento? Non la gestione sportiva o i risultati, penso di aver portato questo club su tutti i tavoli che contano. La rivoluzione culturale serviva a pensare alla vittoria come una cosa necessaria e non possibile. Tutto l'ambiente deve pensare al successo come una necessità, un comportamento che tutti dovevano - e devono - avere. Da questo punto di vista sento di non aver centrato l'obiettivo. Mi auguro che con l'allenatore di ora si riesce ad adeguarci a questa filosofia e che rimanga qua altri cinque anni. Patrimonializzazione? Ok il dato ufficiale, ma secondo me è un po' tarocco (scherza, ndr)".

COMMISSIONI - "Quando risate che vi siete fatti! Non c'è nulla di quello che dite voi: le vacanze pagate, le mig**** pagate. Non ci sono favori per nessuno, abbiamo fatto qualche caz***, ma questi individui venissero con me in tribunale con un consorzio, la 'Cialtroni and co.', e venissero a perdere! Poi non li mando in beneficenza i soldi che mi darete, vado a giocarli fino a che non gli ho persi tutti!".

I NOMI MANCATI E LE CESSIONI - "Ne avrei presi altri 100 di giocatori! E' stata dura vendere tanti ragazzi, cedere Lamela però mi ha proprio ucciso! Erik era un 19enne e chiesi uno sforzo, un'operazione difficile ed inquinata. Poi venderlo è stato un dolore davvero grande. Molto spesso mi viene consigliato di prendere qualcuno, poi però io non lo faccio se non credo ne valga la pena. Una volta in 20 anni mi è capitato...".

L'EPISODIO E LA DECISIONE - "Sono sempre andato sui giocatori con prepotenza per prenderli e portarli alla Roma, consapevole di essere romanista. Purtroppo è venuta meno questa cosa, non sono riuscito a prendere un giocatore e questo episodio è per me stato decisivo, non devo più essere io il direttore sportivo di questa squadra. Sono troppo incaz*** per dirvi chi è comunque".

L'ADDIO - "Perché vado via? Sono cambiate le regole d'ingaggio, io posso fare solo mio calcio, sono incancrenito, non una mente elastica. La dirigenza punta su altre prerogative, stanno cercando un algoritmo vincente, mentre io vivo d'immaginazione di istinto. Sostituito da una macchina? No, da una cultura diversa".

PALLOTTA - "Pallotta è un bostoniano allegro, io sono un etrusco residuale. Tra di noi c'è stato un buon rapporto nonostante qualche logico conflitto. Penso che lui sappia bene cosa sia la Roma e cosa simboleggi per la gente di Roma. Non siamo andati lontani dal successo: Milan ed Inter vorrebbero essere la Roma! La Juve ci è stata superiore, noi però non siamo mai stati troppo lontani. Pallotta non si è stufato della Roma, è un privilegio per lui".

IBARBO E... - "Alcuni hanno parlato di operazione fallimentare. Quel povero disgraziato è arrivato a 2 milioni ed è stato ceduto a 2 milioni di euro. Lui stesso in un derby ha iniziato l'azione per il gol di Iturbe - altro vituperato - un momento cardine per il nostro accesso alla Champions. Anche di Borriello parlavamo come un problema: lui stesso fece la rete decisiva per il record delle 10 vittorie di fila".

TEMPO DI ADDII - "La gente di Trigoria mi ha sempre sostenuto, nutrito, curato. Mi spiace molto perdere queste persone. Vedo anche molta altra gente alla quale ho voluto silenziosamente molto bene. Fidatevi delle persone della Roma, ci sono persone competenti".

O.P.




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