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Calciomercato > Roma > Roma, Riccardo Totti: "Da piccolo ero più forte di Francesco! Il suo futuro..."

Roma, Riccardo Totti: "Da piccolo ero più forte di Francesco! Il suo futuro..."

Il fratello e procuratore del numero 10 giallorosso: "Andateci piano col dire che la sua storia è finita"


Francesco Totti ©Getty Images

27/09/2016 08:50

ROMA RICCARDO TOTTI INTERVISTA SU IL MESSAGGERO / ROMA - Nel giorno del 40esimo compleanno di Francesco Totti, 'Il Messaggero' propone una lunga intervista a Riccardo, fratello e procuratore del numero 10 della Roma.

PARAGONI - "Da ragazzino, su questo non ci sono dubbi, ero più forte di Francesco, come sostiene da anni nostro padre; ma adesso, ditemelo voi, come faccio a paragonarmi a lui? Io giocavo in porta, ma ero polivalente e dove mi mettevi giocavo. E bene".

L'ESORDIO IN SERIE A - "A Brescia accadde tutto al volo. Francesco stava giocando con la Primavera a Trigoria, noi eravamo lì e poi ci disse che doveva andare con la prima squadra. Nessuno pensava che avrebbe giocato, altrimenti saremmo partiti tutti!".

FRANCESCO DA 'PICCOLO' - "Era un ragazzino molto bravo a toccare la palla, a far gol, ma che diventasse 'Totti', sinceramente non me lo sarei mai aspettato. Se lui se l'aspettava? Vi dico solo che la sera, prima di dormire, prendeva il suo quaderno e cominciava a fare autografi: Francesco Totti, Francesco Totti, Francesco Totti... Pagine e pagine di firme".

FRANCESCO DA 'GRANDE' - "Andateci piano a dire che la storia finirà qui... E' questione di fisico e di testa. Secondo voi è normale che uno gioca ancora a 40 anni nonostante due ginocchia rifatte, dieci viti nella caviglia e un pezzo di ferro nella gamba? No, non è normale. Se lui ci riesce, vuol dire che ha anche una testa davvero giusta. Francesco comincerà a pensare di smettere quando capirà di non sentirsi più bene. Io sono il procuratore di Francesco, ma la mia professione non è quella di procuratore. Quando smetterà lui, smetterò anch'io".

LA GIOCATA PREFERITA - "Io mi sono stancato di vedere sti palloni lanciati al volo da cento metri sui piedi dell'attaccante solo davanti al portiere... Ancora co ste cose a 40 anni? Dai, nun se ne po' più: mo basta..." (scherza, n.d.r.).

S.D.




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