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Calciomercato > Francia > Psg, Thiago Motta: "Sono più italiano che brasiliano. Addio Inter? Ecco perché"

Psg, Thiago Motta: "Sono più italiano che brasiliano. Addio Inter? Ecco perché"

Il centrocampista della Nazionale ha parlato apertamente della propria carriera


Thiago Motta © Getty Images

17/09/2016 08:46

ITALIA PSG THIAGO MOTTA INTER / PARIGI (Francia) - Dal 2012 al Paris Saint-Germain, Thiago Motta è uno dei perni della Nazionale italiana, nonostante le ripetute frecciatine dei tifosi. I ct continuano però spesso a fare affidamento sulla sua tecnica ed esperienza ed eccolo, pronto a raccontarsi, in un'intervista al 'Corriere dello Sport': "Mio padre mi racconta che ho iniziato a giocare a calcio a 4 anni. Mi portava con lui quando giocava con gli amici. Amava il calcio ma non aveva mai giocato ad alti livelli. Un giorno c'era un allenatore di calcio a 5, che mi vide e andò a parlare con mio padre. Da allora non mi sono più fermato". 

IDOLI - "Ne ho cambiato un po' nel tempo. A 15 al Barcellona mi innamorai di Rivaldo. Baggio invece mi è sempre piaciuto ma Zidane è la classe assoluta".

BARCELLONA - "Giocai un torneo sudamericano in Uruguay con la Nazionale brasilaian Under 17. In Brasile giocavo in una squadra che si chiamava Juventus e in Nazionale ero l'unico senza contratto. Un procuratore andò a parlare col club e mio padre, così la mia carriera è iniziata, dal Barcellona. Con i blaugrana ho vinto due campionati e anche la Champions League. La seconda con l'Inter e poi svariati scudetti tra Italia e Francia".

GASPERINI - "Ho avuto allenatori come Mourinho, Ancelotti e Benitez ma nessuno come Gasperini. Mi ha insegnato tanto a livello umano, tecnico e tattico".

ITALIANO - "Quando sono arrivato in Spagna, per via delle mie origini, ero già italiano. Al Genoa mi hanno detto che avrei potuto puntare alla Nazionale, ma non ci credevo. Era una privilegio ma poi, dal Genoa all'Inter, ho avuto questa chance. Più italiano che brasiliano? Oggi sì, assolutamente".

ADDIO INTER - "Mi trovavo bene ma c'erano persone che non erano d'accordo conme. Branca, con Oriali, era il direttore sportivo al tempo. Non era d'accordo sul fatto che io fossi all'Inter. Non c'era più la stessa fiducia e, avendo la possibilità di andare al Psg, mi sono detto che potevo andare dove c'era un futuro per me. Moratti è sempre stato un gentiluomo. Mi ha scoltato e abbiamo trovato un accordo".

FISCHI - "E' vero che sono lento ma ho altre caratteristiche. Non credo Ancelotti o Conte mi avrebbero usato se fossi così scarso. Posso aver sbagliato delle gare ma non so da dove nasca questo giudizio".

ALLENATORE - "Vorrei allenatore dopo aver smesso. Ho visto tanto calcio e non c'è posto migliore del centrocampo per leggere tutte le fasi di una gara".

L.I.




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