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Calciomercato > Milan > Milan, Ancelotti spiega: "Per i rossoneri fine di un ciclo. Serie A? Mi sono autoescluso..."

Milan, Ancelotti spiega: "Per i rossoneri fine di un ciclo. Serie A? Mi sono autoescluso..."

Il tecnico del club bavarese ha commentato l'esperienza tedesca, parlando anche di serie A


Carlo Ancelotti © Getty Images
Luca Incoronato / Andrea Corti

12/09/2016 09:58

BUNDESLIGA BAYERN MONACO ANCELOTTI MILAN JUVENTUS / MONACO - Il tecnico del Bayern Moanco, Carlo Ancelotti, leader in Bundesliga, ha parlato della nuova esperienza tedesca e del calcio italiano a 'Radio Rai': "E' una bella società, con un'ottima organizzazione. E' guidato da ex giocatori, che sanno cosa accade in uno spogliatoio. Inoltre si respira un bell'ambiente. La gestione poi è a 'conduzione familiare'. Le persone che lavorano qui, lo fanno da molti anni. E' un po' ciò che si respirava al Milan".

SERIE A - "Dal punto di vista tecnico non vedo tante difficoltà. Anche qui, come in Italia, si fa fatica a reclutare giocatori top. La differenza è nell'ambiente. Qui gli stadi sono sempre pieni. Il Borussia Dortmund aveva una media di 81mila spettatori lo scorso anno".

BAYERN - Le sirene del calciomercato hanno portato Ancelotti in Baviera: "Sento d'avere una squadra forte. Champions? Si inizia domani. Passo dopo passo, proveremo ad andare avanti".

SUPER LEGA - "Non ne sento parlare in società ma credo che una situazione del genere, con eventuale distacco dall'Uefa, non rientri nell'interesse del Bayern e di altri club. Sono discorsi prematuri e non credo sia possibile metterli in pratica. Le grandi squadre europee sono felici in Champions. Nel 2018 cambierà qualcosa, soprattutto per i campionati più competitivi, mutando un po' la formula".

CALCIO TEDESCO - "E' difficile riconoscere un calcio tipico di un Paese. Oggi si è un po' globalizzato".

SANCHES - "E' un ottimo giocatore. Un centrocampista moderno, dinamico e molto forte. Credo farà bene. Arrivare al Bayern per un giovane è diverso. Non c'è la pressione di altri ambienti".

PRESSIONI - "Il Real Madrid ad esempio ha una pressione mediatica incredibile, presente ogni giorno. Qui è diverso e per il calciatore c'è più serenità".

TOTTI - "Mi hanno insegnato che devi essere tu a decidere di smettere. Non devono dirtelo gli altri. E' stato così per Maldini e sarà così anche per Francesco. Sta bene ed è determinante, quando gioca. Sarà lui a scegliere, un giorno, di fare altro. Credo però siano belle scene per il calcio, vedendo calciatori di questo livello ancora attaccati a certi colori. Così come Maldini, il suo è un attaccamento diverso dagli altri. Ricordo Pruzzo, che iniziò ad allenarsi con grande intensità una volta giunto ai 30 anni. Non puoi giocare a 40 anni se non sei serio".

MILANO CINESE - Inevitabile, per una bandiera rossonera come Ancelotti, parlare del cambio di proprietà che sta monopolizzando le news Milan degli ultimi tempi: "E' di certo la fine di un ciclo, quello di Berlusconi, che resta irripetibile, non soltanto per il Milan ma per tutte le altre squadre. C'è però la tendenza a dimenticare. Spero ci sia la voglia di riportare il Milan ad alti livelli. Per questo credo l'aspetto economico sia fondamentale".

PLAYSTATION - "Il mio discorso riguardava l'importanza dei ritiri, che un tempo sottolineavano l'importanza dello stare insieme. Ora i giocatori sono vicini soltanto a tavola. Preferisco poi che i calciatori siano a casa con le loro famiglie. Non è necessario dormire insieme ai compagni".

ROSTOV - "E' una squadra ostica. Non hanno grandissimi calciatori ma sono molto organizzati".

JUVENTUS - "La Juventus è già stata protagonista in Europa e lo sarà ancora. Se poi per protagonista s'intende vincere, questo non so dirlo".

HIGUAIN - "E' un giocatore nato per fare gol. Può garantire 30 gol in stagion ed è qualcosa di molto importante, dando meno incertezze".

CINA - "Non credo, mi trovo bene in Europa. I cinesi comprano un po' ovunque, non soltanto in Italia".

GIOVANI - "E' un problema generale. E' vero che la Germania ha costruito le proprie fortune dai giovani, partendo dal 2006 ma ora c'è difficoltà anche qui nel veder emergere dei nuovi talenti. L'Italia ha comunque giocatori come Donnarumma, dunque qualcosa salta fuori".

ITALIA - "Chi lo sa. C'è qualcosa però che mi piace molto ed è il quotidiano con i giocatori. Non mi alletta molto lavorare 3 volte al mese. Magari invecchiando, la cosa mi interesserà. Serie A? In questo momento mi sono escluso da alcuni club, per questioni di storia (ride ndr)".

 




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