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Calciomercato > Inter > Inter, Mancini: "Juve avanti anni luce. Con Touré e Ibra..."

Inter, Mancini: "Juve avanti anni luce. Con Touré e Ibra..."

L'ex tecnico nerazzurro racconta l'esperienza ormai conclusa e non solo


Roberto Mancini ©Getty Images
Luca Incoronato (@_n3ssuno_)

07/09/2016 08:35

INTER MANCINI TOURE' IBRA TOTTI / ROMA - Il suo ritorno all'Inter, sostituendo in corsa Mazzarri, aveva esaltato la piazza. I tifosi rivedevano infatti in Mancini la speranza di tornare a vincere. Alla guida dei nerazzurri sarebbe tornato uno di loro ma, dal calciomercato al campo, qualcosa è andato storto. Ecco come racconta il suo ritorno e commenta le ultime news Inter, Roberto Mancini, intervistato dal 'Corriere dello Sport': "Non voglio dire d'aver fatto male ad accettare. Era una sfida importante e sono certo di non aver sbagliato a tornare a Milano. La missione purtroppo non si è conclusa ma resta un'esperienza positiva. Oggi esiste una squadra base che prima non c'era, dunque sono stati fatti dei passi avanti. Mi spiace però non aver terminato il lavoro, come la prima volta".

DIVORZIO - "Alla fine ci siamo stretti la mano da amici. I rapporti restano buoni con l'Inter e non ho motivo per avevre raconri. Penso sia lo stesso per loro. Non siamo riusciti ad imboccare la strada per raggiungere gli obiettivi che l'Inter deve sempre avere: scudetto e Champions. Resterò un tifoso nerazzurro ovviamente".

PREPARAZIONE MAL GESTITA - "Tutte sciocchezza. Gullit è stato l'ultimo a tirarmi inballo. Da giocatore era invidioso e lo è anche ora da disoccupato. Cosa ne sa per parlare del lavoro di un collega? All'Inter hanno i dati del lavoro fatto. Ho uno staff di professionisti e nessuno può permettersi di denigrare il nostro piano. Non esiste una squadra pronta il 20 agosto. Servono sei o sette giornate. Questo vale per tutti".

CAMBIARE - "Forse cambierei il mese di gennaio del black out totale. Se qualche sconfitta fosse diventata un pareggio, forse il preliminare di Champions l'avremmo giocato noi, non la Roma".

YAYA TOURE' - "Yaya era da sempre tra i miei obiettivi. Avevamo quasi chiuso l'acquisto con Thohir un anno fa, poi preferì non tradire il City. E' uno di quei giocatori, come Ibrahimovic, che fanno la differenza. L'esito di un campionato possono spostarlo da soli, come Messi e Ronaldo. Se un club italiano avesse preso Touré o Ibra, nonostante la Juventus sia oggi di un altro pianeta, o magari i due insieme, avrebbe lottato per il titolo. Parlo di Napoli, Milan, Roma e Fiorentina. Non solo dell'Inter".

SCUDETTO - "Direi che è solo per la Juventus. Higuain fa la differenza. Non segnerà 36 gol come a Napoli, però è un colpo che crea il vuoto alle spalle. I bianconeri sono avanti anni luce come società, con uno stadio di proprietà. Dopo cinque titoli, voglio vedere quanti ancora ne vincerà. Può battere ogni record".

DIETRO LA JUVE - "Napoli, Roma, inter e Milan, con Fiorentina e Lazio che ossono creare problemi in gara secca. De Laurentiis ha investito i 90 milioni di Higuain su talenti importanti. Ne raccoglierà i frutti col tempo".

TOTTI - "E' un giocatore fantastico, in cui spesso mi sono riconosciuto. Ha avuto un gran coraggio a continuare. Alla sua età, io ero già in panchina da molto tempo. Il mio rimpianto è non averlo mai allenato. Mi sarei diventito moltissimo, soprattutto in partitella".

RIPARTIRE - "Aspetto un progetto serio. Non ho fretta. Italia o estero? Nessuna preclusione. La Premier però resta il top".

ITALIA - "Ventura è stato intelligente. Ha lavorato sulla base di Conte e ha messo inmoto la macchina. Nel bienno potrà sfruttare talenti emergenti come Verratti, Insigne, Immobile, Baselli e Bernardeschi. E' un maestro di calcio".




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