• Atalanta
  • Bologna
  • Cagliari
  • Chievo
  • Crotone
  • Empoli
  • Fiorentina
  • Genoa
  • Inter
  • Juventus
  • Lazio
  • Milan
  • Napoli
  • Palermo
  • Pescara
  • Roma
  • Sampdoria
  • Sassuolo
  • Torino
  • Udinese
  • Champions league
  • Coppa Italia
  • Europa league
  • Italia
  • Lega PRO
  • Serie A
  • Serie B

Calciomercato > Pagelle > PAGELLE Calciomercato 2016 - I voti della redazione alla SERIE A!

PAGELLE Calciomercato 2016 - I voti della redazione alla SERIE A!

Calciomercato.it ha valutato i movimenti effettuati durante questa sessione estiva delle contrattazioni


Gonzalo Higuain ©Getty Images

01/09/2016 16:12

PAGELLE CALCIOMERCATO ESTATE 2016 VOTI SQUADRE SERIE A / MILANO - Si è da poco conclusa la sessione estiva del calciomercato 2016. Tantissimi colpi sono stati messi a segno, ma la padrona indiscussa della Serie A, è certamente la Juventus di Marotta e Paratici.

Di seguito le pagelle della redazione di Calciomercato.it con i voti a tutte e 20 le squadre del massimo campionato di calcio italiano. 

ATALANTA 6 - Gasperini significa rivoluzione, almeno sul piano tattico. Inizialmente il Gasp ha preferito optare su un più coperto 3-5-2, ma la squadra si evolve pian piano verso l'abituale 3-4-3. Zukanovic ottimo puntello, Paloschi colpo che 'rischia' di andare spesso a bersaglio. Probabilmente manca un esterno e un altro elemento di filtro a centrocampo. Grassi è forse un po' troppo 'light' per il credo tattico del tecnico ex Genoa.

BOLOGNA 5,5 - Il colpo Cerci avrebbe reso la situazione davvero interessante, ora intorno a Destro c'è qualche incognita di troppo. Interessante Krejci, in mezzo al campo Dzemaili farà da chioccia a tanti giovani interessanti, Nagy e Viviani su tutti. Ma c'è sempre Taider a fare da scudo. Torosidis e Morleo tutor dei promettenti Krafth e Masina. Qualche dubbio sul dualismo Da Costa-Gomis in sostituzione di Mirante, che non si sa quando tornerà. L'inizio non è stato dei migliori e anche sul mercato si poteva fare sicuramente qualcosa in più per il salto di qualità.

CAGLIARI 7 - Mercato grandi firme per il Cagliari di Giulini, che stavolta non vuole più fallire e anzi punta decisamente in alto. Una bella intelaiatura arricchita dai nomi di Isla, Padoin, Borriello, Bruno Alves e Ionita, poi gli intelligenti acquisti di Bittante e Tachtsidis sul gong. Peccato per Mati Fernandez sfumato all'ultimo: sarebbe stata una campagna da 8 pieno. Se proprio dobbiamo trovare qualche falla manca forse un attaccante di riserva, ma la già così salvezza può arrivare in carrozza. Poi chissà...

CHIEVO VERONA 6 - Squadra che vince (anzi, che non perde) non si cambia. Continua la politica sparagnina del Chievo, che preferisce sempre tenere intatta l'ossatura di base inserendo pochi nuovi innesti in una squadra che ormai si conosce a memoria. Sono arrivati solo De Guzman e Sorrentino, per il resto tutto come lo scorso anno. Che può anche non essere un male, visto che siamo sempre qui a darli per spacciati e poi invece si salvano sempre in carrozza. Ma il mercato in sé è insufficiente: almeno una punta poteva arrivare per far stare più tranquillo Maran.

CROTONE 6 - Pochi elementi di esperienza a completare un organico di giovani promettenti che possono dire la propria. Da segnalare il doppio colpo Trotta-Falcinelli sul gong, adesso l'attacco è davvero interessante. Mancava un regista, è arrivato il promettente Crisetig. Ma la squadra di Nicola (esordiente anche lui) potrebbe pagare lo scotto della matricola, senza una guida consapevole.

EMPOLI 6 - All'inseguimento del sogno Paredes, l'Empoli ha rafforzato la sua rosa con innesti di prospettiva ed esperienza come Mauri e Gilardino. Inevitabili le cessioni di Mario Rui e Tonelli, i tifosi toscani possono consolarsi con la permanenza di Saponara.

FIORENTINA 6 - Non scalderà il cuore ai tifosi della Fiorentina, ma il bilancio del mercato viola è positivo. Appena sufficiente, nulla più, sia ben chiaro. La rosa agli ordini di Paulo Sousa però è completa in ogni reparto: fondamentali soprattutto gli innesti nel reparto difensivo, ovvero De Maio, Salcedo, Milic, Diks e Maxi Olivera. Il centrale ex Genoa - assieme al giovane messicano - colma finalmente la lacuna nel settore centrale e dà maggior ampiezza al turnover toscano; sugli esterni a fronte delle partenze ci sono stati arrivi interessanti. Nessun colpo di primo livello, ma diversi giovani di prospettiva. In mezzo al campo Sanchez può dare spessore e muscoli, uniti al talento di Cristoforo che tuttavia paga una certa fragilità fisica. Importante anche la conferma di Tello, che dopo una lunga trattativa è tornato ancora una volta in prestito dal Barcellona. Gli oltre 25 milioni incassati da Corvino per Alonso sono un mezzo trionfo, come essere riusciti a piazzare altrove Mario Gomez ed il relativo stipendio. Ceduto anche Rossi che non è stato rimpiazzato da Jovetic, per il quale è sfumato l'accordo con l'Inter. Positive le conferme di Kalinic e Borja Valero, a lungo accostati a Napoli e Roma, ma rimasti a Firenze. Manca sicuramente un nome che potesse contribuire al salto di qualità, e con il 'tesoretto' arrivato dal Chelsea per Alonso ci si aspettava qualcosa in più: il gap con le big quindi rimane ancora marcato. Omar Parretti

GENOA 6,5 - Fare e disfare. Preziosi ci ha abituati a questa rivoluzione continua, poi alla fine dimostra (spesso) di avere ragione lui. Rinforzati tutti i reparti, ma Ansaldi, Suso e De Maio mancheranno. Alla fine è rimasto Rincon, ed è un bel colpo, così come gli innesti di Veloso e Ocampos, entrambi acquisti di livello superiore. Tanti elementi da tenere d'occhio e il botto finale: il 'no' al Napoli che aveva offerto 20 milioni per Pavoletti. Per una squadra di questa caratura vale quanto un acquisto col botto.

INTER 6,5 - Un mercato a due velocità e con due diversi condottieri. La prima parte, sotto la guida di Mancini, era volta alla ricerca di giocatori esperti e pronti a far fare subito il salto di qualità all'Inter. In tale ottica si inserisce il grande colpo Banega a costo zero, il regista del centrocampo che tanto è mancato la passata stagione. Con l'arrivo di de Boer si è cambiato registro, puntando su giovani talenti chiamati a dimostrare il loro valore che vanno considerati comunque molto più che campioni in prospettiva come Joao Mario e Gabigol. Senza dimenticare che l'arrivo del gruppo Suning ai vertici del club ha dato una solidità finanziaria che ha permesso di respingere gli assalti ai big come Icardi, Perisic e Brozovic. Non mancano però le note negative: dalla figuraccia Erkin, preso e rivenduto in un paio di mesi senza fare il suo esordio ufficiale, alla solita difficoltà a cedere i giocatori in esubero (da Jovetic a Felipe Melo), fino alla grossa lacuna che emerge leggendo la rosa dell'Inter: un centrale difensivo. Ranocchia, ritornato dal prestito alla Sampdoria, è l'unico 'rinforzo' e la prima scelta dopo la coppia titolare Miranda-Murillo, tanto che ha giocato la prima di campionato contro il Chievo. Maurizio Russo

JUVENTUS 8 - Con l'arrivo di Cuadrado (per lui si tratta di un ritorno) la società bianconera ha concluso una sessione di mercato faranoica. Com'è normale che sia, il colpo è stato l'acquisto di Gonzalo Higuain dal Napoli, senza sottovalutare quello di Pjanic dalla Roma, le due principali antagoniste in Italia. Interessante Pjaca, giovane di grande prospettiva, mentre Dani Alves e Benatia portano esperienza e solidità. Ceduto Pogba a cifre che non si potevano rifiutare, via anche Zaza e Pereyra  (oltre a Morata per il quale il Real ha esercitato il diritto di recompra) ormai fuori dal progetto tattico di Allegri. Trattenuto invece Lichtsteiner, accostato all'Inter: chiara l'intenzione del club bianconero di non rinforzare una possibile rivale per il campionato. Con Matuidi sarebbe stato un mercato perfetto. Ma, si sa, la perfezione non esiste... E il mancato colpo Witsel sul filo di lana lo dimostra. Alessio Lento/Stefano D'Alessio

LAZIO 6  - Al netto del caos scaturito dal mancato arrivo in panchina di Marcelo Bielsa, i biancocelesti hanno dato vita ad un mercato interessante, sia in entrata che in uscita. Prendere Immobile a meno di 9 milioni di euro è stato sicuramente un buon affare, così come piazzare Candreva all'Inter per quasi 25 milioni di euro. Bastos (miglior centrale dello scorso campionato russo) e Wallace, insieme al rientro di de Vrij, rafforzano il reparto difensivo, vero tallone d'Achille del campionato passato. Leitner e Lukaku sono due scommesse low-cost. Qualche dubbio in più lo lascia Luis Alberto, arrivato proprio l'ultimo giorno di mercato dal Liverpool. Capitolo a parte meritano la questione portiere e quella relativa a Keita, che forse potevano essere gestite meglio. Nonostante Marchetti e Berisha fossero entrambi in bilico, è partito solamente l'estremo difensore albanese e la promozione di Vargic a secondo sembra non dare troppe garanzie. Keita è rimasto pur avendo  chiesto espressamente la cessione: se la società riuscirà a ricucire i rapporti, potrebbe essere un valore aggiunto alla rosa di Simone Inzaghi. Federico Scarponi/Silvio Frantellizzi

MILAN 5 - Difficile dare di più ad un club che non è riuscito ad inserire nessun titolare in organico. Complice le note vicende societarie, Adriano Galliani ha avuto un raggio di azione limitato. Sfumati man mano tutti gli obiettivi prefissati (Pjaca, Musacchio, Bentancur e Cuadrado), Vincenzo Montella ha accolto a Milanello Lapadula, Vangioni, Gustavo Gomez, Sosa, Pasalic e nelle ultime ore anche Mati Fernandez, che di certo, però, non innalzano di molto il livello della rosa. La disponibilità economica era poca ma fare di meglio era certamente possibile. Il migliore acquisto è sicuramente la permanenza di Bacca. Il colombiano, tra i calciatori di maggior qualità della rosa, era stato messo sul mercato per finanziare i colpi in entrata. L'unica offerta concreta è arrivata da Londra, ma il West Ham non ha convinto del tutto il calciatore che alla fine ha deciso di rimanere. Niente Bacca, niente soldi. Anche il mercato in uscita risulta alquanto deludente. I rossoneri sono stati costretti a liberare Matri, Menez e Diego Lopez senza profitto. Luiz Adriano e Honda sono alla fine rimasti e rischiano adesso di scaldare parecchio la panchina. Wilshere, Jovetic, Fabregas e Ramsey restano i nomi usciti nelle ultime ore: Galliani ha provato a mettere a segno il colpo finale nel suo forse ultimo mercato, senza però riuscirci. Il calciomercato estivo 2016 va così in archivio. Non resta, adesso, che aspettare gennaio e soprattutto i soldi cinesi. 
Martin Sartorio

NAPOLI 7 - Mercato molto ragionato e futuribile, ma condizionato fortemente dall'inatteso addio di Higuain, che inizialmente ha portato un'onda emotiva frutto di super offerte per Icardi, Kalinic e perfino Cavani, tutte a vuoto. Con i soldi del 'Pipita', De Laurentiis ha effettuato un corposo restyling di ogni reparto, inserendo anche parte dei proventi Champions. Tonelli (subito infortunato) e il jolly Maksimovic in difesa, dove il vero colpo è stato trattenere Koulibaly nonostante le super-offerte del Chelsea.  A centrocampo tre giovanissimi per dare aria ai titolari, ma tre giovanissimi di calibro internazionale: Rog, Zielinski e Diawara fra qualche anno varranno parecchi soldi. Promette bene il colpo Milik, già a segno con una doppietta all'esordio al San Paolo, ottimo anche l'affare low-cost Giaccherini. Se dobbiamo trovare una falla manca forse un portiere di riserva affidabile e un terzino che dia il cambio a Hysaj. Ma tutto sommato il bilancio può dirsi più che positivo. Antonio Papa

PESCARA 6 - Finora il vero talento si è dimostrato Massimo Oddo, che con i suoi ragazzi terribili ha già messo in difficoltà il Napoli. Un mercato già di per sé degno di nota si è arricchito nel finale dell'esperienza di Pepe e Aquilani, che daranno una grossa mano nello spogliatoio, così come Bizzarri. Da tenere d'occhio diversi giovani, su tutti i già presenti Caprari e Verre, ma anche dal mercato è arrivata gente di belle speranze come Cristante, Manaj, Biraghi e il 'parigino' Bahebeck. Una squadra che potrebbe stupire

PALERMO 5 - Tanta confusione e poca concretezza. La sessione estiva del mercato lascia in eredità il Palermo forse meno organizzato dei quattordici anni di gestione Zamparini. Tra i fattori ad aver generato questo risultato impossibile non annoverare il cambio di direttore sportivo in corsa, da Foschi a Faggiano e l'influenza dei "consulenti" del patron. Non a caso Faggiano al suo arrivo ha dovuto fare i conti con trattative già chiuse, come Rajkovic, Aleesami e Sallai, battendo il suo primo colpo dell'esperienza rosanero con Gazzi. Poi la corsa contro il tempo con gli arrivi di Bruno Henrique e Diamanti negli ultimi giorni e le grosse difficoltà nel reperire una punta. Dalla suggestione Balotelli ai rifiuti di Cassano e Bergessio, il reparto offensivo rosanero resta la vera incognita in vista della nuova stagione. Giorgio Elia

ROMA  5,5 - Il fiore all'occhiello del mercato giallorosso è sicuramente Bruno Peres. Il centrocampista di qualità, atteso fino al gong finale del calciomercato, non è mai arrivato a Trigoria e questo non può che influire sulla valutazione dell'operato giallorosso. Contrariamente al passato, Walter Sabatini si è concentrato soprattutto sul reparto difensivo, rinforzato dagli arrivi di Fazio, Juan Jesus, Vermaelen, Bruno Peres, Mario Rui, la conferma di S e l'acquisto di Alisson. Dopo le prime uscite infelici caratterizzate pure da un'espulsione ingenua a Porto, la speranza è che il centrale belga possa trasferire la sua qualità. L'ex nerazzurro ha confermato invece i suoi limiti tattici e solo la cura Spalletti potrà farlo crescere. Sicuramente a Milano sono in pochi a rimpiangerlo. Su Gerson resta invece un enorme punto interrogativo. Per la società il brasiliano sarebbe dovuto essere, anche gradualmente, il sostituto di Pjanic, ma il tecnico giallorosso ha fatto capire di non ritenerlo pronto per le rotazioni a centrocampo. Troppo poco per strappare la sufficienza piena in questa sessione, soprattutto se l'obiettivo è quello di provare ad infastidire la corazzata Juventus.
Eleonora Trotta/Daniele Trecca

SAMPDORIA 6 - Mercato di acquisti intelligenti e altri un po' meno. Praet è un colpaccio vero, Cigarini dà equilibrio, Bruno Fernandes e Linetty altri innesti di prospettiva. Da verificare Krajnc: se mantiene le promesse anche la difesa è a posto, ma forse un altro elemento più solido non avrebbe fatto male. Quanto peseranno gli addii di De Silvestri, Moisander, Fernando e Soriano? Per il momento poco, ma lì davanti se non ingranano Muriel e Budimir sarà piuttosto dura.

SASSUOLO  6.5 - Il grande colpo di mercato è stato sicuramente trattenere Domenico Berardi, che dopo il lungo tira e molla tra Juventus ed Inter ha deciso di rimanere un altro anno in neroverde. Pesa l'addio di un perno come Sime Vrsaljko, volato all'Atletico Madrid, ma una plusvalenza di tale portata è difficilmente rifiutabile. Con i soldi del croato, gli emiliani hanno poi potuto puntellare la rosa con innesti come Alessandro Matri e Antonino Ragusa, più tanti talenti in rampa di lancia, in linea con il lavoro fatto fin qui dalla società: Sensi e Mazzitelli in primis, poi Iemmello e Ferrari che arriveranno tra un anno. Ambizione e programmazione. Ben fatto. Lorenzo Polimanti

TORINO 6 - Cairo è riuscito come sempre a vendere a carissimo prezzo i suoi gioielli (Maksimovic 25 milioni!), ma la squadra vien fuori piuttosto rivoluzionata, seppur con elementi di grande spessore sia in termini di blasone che sul piano tecnico. Addio al capitano Glik, a Bruno Peres, a Immobile, ma dentro Ljajic e Iago Falque, un lusso sugli esterni, dentro Joe Hart, che almeno per il curriculum è un colpo da big. De Silvestri e Valdifiori innesti di grande valore (ma Zappacosta?). Se Castan torna il 'vero' Castan e se Belotti mantiene le premesse di queste prime uscite, sognare non è proibito. Anzi...

UDINESE 6 - Il solito carico di giovani interessanti con qualche cessione eccellente ma tutt'altro che dolorosa: Zielinski, Edenilson e Fernandes erano tutt'altro che inamovibili e hanno portato ottimi introiti. Arrivano potenziali titolari come De Paul, Peñaranda e Samir, occhio anche a Fofana. Tutti elementi che vanno a rinforzare un'intelaiatura non proprio solidissima, che l'anno scorso ha sfiorato la retrocessione. Elementi ottimi, che potrebbero non bastare, anche se lì davanti il tandem Zapata-Thereau è una garanzia, se entrambi stanno bene.




Commenta con Facebook