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Calciomercato > Serie A > Serie A, Sacchi: "Quanto mancherà il gioco del Napoli a Higuain?"

Serie A, Sacchi: "Quanto mancherà il gioco del Napoli a Higuain?"

Il tecnico analizza il prossimo campionato a un giorno dal via


Arrigo Sacchi ©Getty Images
Mario D'Amiano

19/08/2016 08:04

SERIE A JUVENTUS NAPOLI ROMA INTER MILAN SACCHI / ROMA - Il nuovo campionato di Serie A sta per iniziare. Dopo un calciomercato super, la Juve proverà a difendere per la quinta volta consecutiva il titolo di campione. I bianconeri non possono che partire da favoriti dopo aver indebolito le dirette concorrenti con l'acquisto dei loro campioni più pregiati. Arrigo Sacchi, che il campionato italiano lo conosce molto bene, ha fatto il punto della situazione a un giorno dal via: "Diciamo che, se le cose restassero come sono adesso, la squadra di Allegri avrebbe molte, moltissime probabilità di aggiudicarsi il titolo - dice alla 'Gazzetta dello Sport' - La società è avanti dieci anni rispetto alle avversarie. L’allenatore conosce perfettamente il calcio italiano. I giocatori, individualmente, sono i migliori. Adesso devono diventare più “europei”, essere più propositivi nel gioco".

GLI ACQUISTI - Le ultime news Serie A vedono i bianconeri davanti a tutti anche per gli ottimi acquisti, ma Sacchi non è del tutto d'accordo: "Quand’è che in Italia capiremo che il gioco del calcio è un fatto collettivo? I singoli sono importanti soltanto se il collettivo funziona. Quando ero dirigente del Real Madrid Alfredo Di Stefano, mica uno qualunque, mi disse: “Abbiamo i migliori calciatori del mondo, ma facciamo il gioco peggiore”. Aveva ragione: undici fuoriclasse, se non c’è uno spartito, non vanno da nessuna parte. Higuain? Voglio valutare quanto mancherà al Napoli e quanto il gioco del Napoli mancherà a Higuain. Non è un dettaglio da sottovalutare".

DOPO LA JUVE - Sacchi è sicuro, dopo i bianconeri vengono i giallorossi: "Spalletti è molto bravo e molto preparato. Ho seguito la partita contro il Porto. Nella prima mezzora la Roma ha dominato. Dopo il gol dell’1-0 ha cominciato a tirarsi indietro, poi è venuta l’espulsione di Vermaelen e tutto si è complicato. Napoli? Tutto da scoprire. Si parte, però, da una certezza: Sarri. E’ un allenatore bravissimo, anche se i miracoli li fa soltanto il Signore... Diciamo che a livello individuale ha perso qualcosa, però sul piano del gioco può continuare a stupire. Vede, il Napoli è una delle poche squadre italiane che ha uno stile. Significa che, quando la guardo, riconosco la mano del tecnico, ha un’identità ben precisa".

LE MILANESI - Inter e Milan stentano a tornare sui livelli del passato. Le due milanesi nemmeno quest'anno partono coi favori del pronostico per i primissimi posti della classifica: "L’Inter ha cambiato società e guida tecnica, e certe cose possono incidere anche sul rendimento dei giocatori - prosegue Sacchi - De Boer è un allenatore preparato, ha idee innovative ed è un uomo intelligente. Milan? Impossibile decifrarlo. Montella è in gamba, dà un’impronta molto definita alle sue squadre. I giocatori devono essere umili e disponibili al sacrificio. E tutti dovranno sforzarsi di ritrovare l’orgoglio di appartenenza: sono in una società che ha scritto la storia del calcio, devono esserne felici".

LE SORPRESE - L'ex tecnico fa il punto sulle possibili mine vaganti: "Se l’Inter assimila in fretta i metodi di de Boer può diventare una mina vagante. E poi ho due pallini: Sassuolo ed Empoli. Fiorentina? Sousa è uno dei migliori allenatori in circolazione. Chiede alle sue squadre di essere padrone del campo, anche se magari i giocatori non hanno le qualità tecniche degli avversari. Questo coraggio mi piace".




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