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Calciomercato > Milan > Calciomercato Milan, la società prende forma: la strategia post Berlusconi

Calciomercato Milan, la società prende forma: la strategia post Berlusconi

Dall'espansione in Oriente allo stadio di proprietà, ecco il progetto rossonero


Silvio Berlusconi ©Getty Images

08/08/2016 08:18

CALCIOMERCATO MILAN BERLUSCONI CORDATA CINESE / MILANO - Dal preliminare ai fatti, è questo che ora si aspettano i tifosi del Milan. Il nuovo club inizia a prendere forma, con Marco Fassone che ricoprirà il ruolo di advisor del gruppo cinese fino al closing, per poi divenire, come riporta l'edizione odierna de 'La Gazzetta dello Sport', amministratore delegato e direttore generale. Ancora dubbi sulla figura di Galliani, che di certo dirigerà questa sessione di mercato Milan, con la società che sarà impegnata poi in un 'casting' per assegnare il ruolo di direttore sportivo. Attualmente i nomi maggiormente caldeggiati sono quelli di Ausilio e Sabatini ma, come riportato dal 'Corriere dello Sport', a gestire il calciomercato futuro rossonero potrebbe essere anche Bigon, aggiuntosi alla lista.

La 'rosea' prova a fare chiarezza sulla strategia della cordata asiatica, che si basa principalmente sullo sviluppo commerciale del Milan in Asia. Sarebbe questo uno dei punti più cari a Berlusconi. Il fascino rossonero in Oriente è ancora molto grande e i nuovi proprietari punteranno su operazioni su vasta scala, sfruttando la grande mole di tifosi, tra analisi di marketing, implemento del merchandising e diritti televisivi.

Il fatturato del club dovrà aumentare fino a coprire l'investimento di 350 milioni previsto nel prossimo triennio. Un incremento necessario dunque di 100 milioni l'anno, cifra che Berlusconi ha sempre ritenuto fattibile, ben conoscendo le potenzialità della propria creatura, nonostante gli ultimi anni difficoltosi. Una tematica che va ad affiancarsi a un altro grande tema: lo stadio di proprietà. La Juventus ha aperto le porte in tal senso in Italia alla possibilità di avvicinarsi alla Premier League, aumentando in maniera consistente il capitale societario grazie agli introiti di un impianto spotivo che non appartenga al Comune. L'ipotesi caldeggiata sarebbe quella di costruirne uno nuovo, magari prendendo in considerazione i progetti creati e lasciati ad oggi in stand-by, anche se tutto questa non sembra al momento di primaria importanza.

L.I.




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