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Calciomercato > Milan > Milan, da Sacchi a Ibrahimovic: campioni e successi dell'era Berlusconi

Milan, da Sacchi a Ibrahimovic: campioni e successi dell'era Berlusconi

Nei trent'anni di presidenza, i rossoneri hanno alzato al cielo 28 trofei


Berlusconi alza la Champions © Getty Images
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

05/08/2016 14:42

MILAN ERA BERLUSCONI SUCCESSI CAMPIONI / MILANO - Il Milan di Sacchi è entrato nella storia del calcio, come quello di Capello e Ancelotti: tre squadre, un unico comun denominatore, Silvio Berlusconi. E' il Milan di Berlusconi ad aver scritto pagine indimenticabili per il calcio italiano e non solo: trent'anni di presidenza, 28 trofei alzati al cielo quasi sempre facendo bel calcio, un mantra per l'ormai ex patron rossonero. Oggi le news Milan ufficializzano, infatti, il cambio di proprietà del Milan: finisce un'epoca, ne inizia un'altra e i tifosi rossoneri sperano sia altrettanto vincente.

L'era Berlusconi inizia il 20 febbraio 1986, data in cui l'ex premier acquista la società: il 18 luglio dello stesso anno arriva l'Arena  per la prestazione della squadra in elicottero, una scena che si ripeterà spesso nel corso del trentennio berlusconiano, una novità all'epoca, segno che il calcio stava cambiando. 

Il primo successo del Milan di Berlusconi arriva nel 1988: la squadra di Arrigo Sacchi e del trio olandese, Rijkaard, Gullit e van Basten, supera il Napoli di Maradona e si laurea campione d'Italia. Il primo degli otto scudetti conquistati dai rossoneri che si impongono anche in Europa e nel mondo: in totale nei trent'anni sono state messe in bacheche anche una coppa Italia, sei supercoppe italiane, 5 Coppe Campioni/Champions League, 5 Supercoppe europee, tre Coppe Intercontinentali e Mondiali per club. 

Un elenco lunghissimi di successi tra i quali non si può non mensionare la prima Coppa Campioni del 1988/1989 (4-0 alla Steaua in finale) e l'ultima Champions nel 2006-2007 contro il Liverpool, la vendetta dopo la disfatta di Instanbul. Ma in tema Champions non si può non mensionare il successo sulla Juventus nel 2002-2003 con il rigore decisivo di Andriy Shevchenko, uno dei tanti campioni portati in rossoneri da Berlusconi. 

Già perché fino a qualche anno fa, il 'suo' Milan faceva incetta di trofei in campo e di fuoriclasse nel calciomercato: si parte con il trio olandese, si finisce con Ibrahimovic, ma in mezzo c'è un elenco che farlo completo sarebbe impossibile (dici Kakà e fai torto a Ronaldinho o Pirlo, e poi Ancelotti in campo e in panchina, Seedorf, Donadoni, Nesta, Baggio, Weah, Inzaghi e altri ancora). Campioni prelevati con assegni milionari, ma anche fuoriclasse cresciuti in casa che hanno fatto la storia della società: come non ricordare Franco Baresi e Paolo Maldini, le ultime bandiere di un club che ora vuole tornare a trionfare. Non sarà più il Milan di Berlusconi ma c'è da scommetterci che l'ex patron sarà il primo a gioire vedendo la bandiera rossonera tornare a sventolare in cima al mondo. 




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