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Calciomercato > esclusivo > Lazio, ESCLUSIVO Onazi: "Dovevo andare via. Nessun rapporto con Lotito e Tare"

Lazio, ESCLUSIVO Onazi: "Dovevo andare via. Nessun rapporto con Lotito e Tare"

Il centrocampista nigeriano si è trasferito al Trabzonspor, in Turchia


Ogenyi Eddy Onazi ©Getty Images
ESCLUSIVO
Matteo Torre (@torrelocchetta)

05/08/2016 12:28

LAZIO ESCLUSIVO ONAZI INTERVISTA LOTITO / ROMA - Dopo cinque stagioni in biancoceleste, Ogenyi Eddy Onazi non è più un calciatore della Lazio. Il centrocampista nigeriano è rimasto nel cuore dei tifosi per la sua grinta in campo, oltreché il carattere generoso e taciturno, refrattario alle polemiche. Oggi Onazi è un nuovo calciatore del Trabzonspor e si è raccontato in esclusiva ai microfoni di Calciomercato.it, ripercorrendo la sua carriera nella Capitale.

E' il tuo primo trasferimento in carriera. Che sensazioni hai nel cambiare club?
"Mi sento molto bene, ci sono ragazzi di talento e con tanta voglia di vincere. Anche in questo club dovrò lavorare duramente per raggiungere i miei obiettivi".

Perché hai scelto il Trabzonspor tra i club interessati a te?
"Avevo interessi da diverse società, ma il problema era trovare un accordo con la Lazio. Oggi come oggi, nel calcio sono coinvolte così tante parti in una trattativa che metterle d'accordo tutte non è facile".

Perché sei andato via dalla Lazio? E' vero che Inzaghi voleva trattenerti ma il club voleva venderti?
"La Lazio mi ha offerto il rinnovo, sia il Ds che Inzaghi mi hanno chiesto di restare. Mi dispiace ferire i sentimenti di Simone perché mi ha cercato di persuadere molte volte, ma avevo bisogno di andare via per schiarirmi le idee. Mi serviva un nuovo ambiente perché molto è accaduto nella Lazio – e non sto qui a farvi l'elenco – ma sono molto felice di essere al Trabzonspor ora".

Hai detto che dovevi 'schiarirti le idee'. Qual era il peso nella tua testa? Cosa non ti faceva sentire libero nella Lazio?
"Come ho detto, molte cose sono successe e dovevo andare via. Ho obiettivi nella mia vita e voglio centrarli; aver lasciato quell'ambiente mi aiuterà a perseguirli. La Lazio è stata il mio punto di partenza e devo dire un grande grazie a Bollini, che mi ha aiutato in Primavera, e a Petkovic, per il suo supporto quando sono entrato in prima squadra. E dico infinite grazie anche a Inzaghi per aver creduto in me: avrei amato giocare per lui. Ma in questo momento avevo bisogno di cambiare".

Quali sono i tuoi obiettivi col tuo nuovo club e per la tua carriera?
"Lottare per la Champions League è molto importante.  E vogliamo vincere il campionato turco".

Com'era il tuo rapporto coi tifosi della Lazio?
"Mi hanno dimostrato amore dal primo giorno, persino oggi che sono andato via. Ci sono stati piccoli screzi ma è normale nella vita non piacere a qualche persona. Io sono felicissimo dei tifosi della Lazio, sono i migliori. E con loro ho vissuto il momento più bello: vincere la Coppa Italia contro la Roma il 26 maggio 2013".

Com'era il tuo rapporto coi giocatori? Sei ancora in contatto con qualcuno?
"Sì, mi sento con alcuni ragazzi perché abbiamo un buon rapporto, ma non ho mai avuto un migliore amico nella Lazio perché non mi sento al sicuro quando le persone ti sorridono di fronte e alle spalle ti pugnalano. Per questo ho sempre preferito restare sulle mie".

Com'era il tuo rapporto con Lotito e Tare?
"Non abbiamo alcun rapporto perché non è compito mio. Il mio compito è giocare a calcio".

C'è una profonda ferita tra alcuni tifosi e la Lazio. In questi cinque anni hai visto lo stadio sia pieno che vuoto. Cosa pensi della situazione, dato che l'hai vissuta dall'interno?
"E' triste. La Lazio è un grande club con tanti tifosi e lo stadio è sempre vuoto, ma abbiamo fatto del nostro meglio come giocatori per vincere le partite e riportarli da noi. Purtroppo la situazione persiste. Io penso che il club debba provare a risolvere le cose con i tifosi, perché senza tifosi il calcio non può mai funzionare".

Perché eri infelice alla Lazio? Saresti rimasto in diverse circostanze?
"Sì, sarei rimasto alla Lazio se le cose fossero state migliori e se tutti nella squadra avessero voluto costruire un buon rapporto. Più altre cose di cui non mi sento di parlare".

Lasciamoci con un bel ricordo. Qual è stato il momento più divertente che hai vissuto nello spogliatoio?
"Una volta Cavanda disse che avevamo bisogno di un deodorante per ambienti, così si alzò, prese l'estintore e lo spruzzò dappertutto: ci siamo messi a correre come matti per scappare! Ma forse il più pazzo è Radu: se ti presenti in allenamento con delle scarpe buffe lui te le prende, le appende e le mette all'asta iniziando a gridare: 'Offerta! Sconto del 50%!'".




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