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Calciomercato > Cagliari > Cagliari, Rastelli: "Orrico, Novellino e Lippi i miei riferimenti"

Cagliari, Rastelli: "Orrico, Novellino e Lippi i miei riferimenti"

Il tecnico si racconta: "Gavetta fondamentale per me, non sono come Conte e Mou"


Massimo Rastelli ©Getty Images

21/07/2016 11:24

CAGLIARI RASTELLI SERIE A / CAGLIARI - Massimo Rastelli esordiente in Serie A. Nelle vesti di allenatore, il tecnico del Cagliari non ha mai giocato nella massima serie italiana. Quest'anno con i sardi proverà a raggiungere la salvezza. Il tecnico si è confidato alla 'Gazzetta dello Sport' parlando degli inizi della sua carriera e molto altro: "Il passo definitivo l’ho fatto con Franco Giglio che ebbi come dirigente a Sorrento e mi portò alla Juve Stabia. Ma già dai 32 anni ho cercato di guardare. Ho seguito Orrico, Novellino, Lippi. Che era bravo nel far capire che la cosa fondamentale è la costruzione di un gruppo. In una squadra ci sono tante teste, bisogna saperle gestire e governare. Parlo in continuazione con i calciatori".

MAESTRI - "Io sono lontano da Conte e Mou, sono semplicemente Rastelli. Ma guardo con interesse ai miei colleghi. Allegri che vince, Sarri, Di Francesco mio compagno a Piacenza. Oddo e Juric? Juric ha fatto vedere grandi cose, ha portato tanta intensità, il Pescara ha meritato ampiamente nei playoff".

IL LAVORO - "Lavoro tanto e mi porto il lavoro a casa. E quando c’è una partita la sera anche mia moglie la vede con me, capisce la mia passione. Così come le mie tre figlie. Con lo staff cominciamo alle 9.30 e finiamo all’ora di cena. Oltre al lavoro in campo c’è anche quello in ufficio: analisi, video. Dal martedì ci prepariamo sugli avversari, osservando il materiale che arriva. Gavetta? Mi è servita tantissimo".

SALVEZZA - "Cosa occorre? Grande equilibrio. Tutti cercano di pressare alti, di essere aggressivi, di attaccare con più uomini, ma è fondamentale sempre ricompattarsi".

PISACANE - "E’ l’unico che ho voluto portare con me. Fabio incarna la mia mentalità. Ha valori importanti e quando è venuto a Cagliari in B ho pensato che potesse trasmetterli ai compagni. Lo ha fatto in punta di piedi".

 

M.D.A.




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