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Calciomercato > Italians & Passengers > ITALIANS EURO 2016 - Dal top Perisic al flop Pogba: il pagellone finale

ITALIANS EURO 2016 - Dal top Perisic al flop Pogba: il pagellone finale

Le pagelle finali degli stranieri Serie A impegnati ad Euro 2016


Pogba © Getty Images
Michele Furlan (Twitter: @MicheleFurlan1)

12/07/2016 16:21

ITALIANS NAZIONALI EURO 2016 COPPA AMERICA / ROMA - Il Portogallo di Fernando Santos e Cristiano Ronaldo è campione d'Europa, a sorpresa. Si è concluso un torneo ricco di emozioni e colpi di scena. Calciomercato.it vi offre Italians Euro 2016: il pagellone finale degli stranieri di Serie A che hanno preso parte ad Euro 2016. Dal top Perisic al flop Pogba.

N.B.: sono considerati 'Italians' anche i calciatori che hanno disputato la stagione 2015/2016 in Serie A seppur in prestito.


ITALIANS - IL PAGELLONE DI EURO 2016 DEGLI STRANIERI SERIE A


ALBANIA


ETRIT BERISHA (Albania, Lazio): 5,5 - Sull'Europeo del portiere albanese pesa in maniera pesante l'errore decisivo nella gara d'esordio con la Svizzera. Una topica che ha complicato il torneo alla squadra di De Biasi. Va detto, però, che in alcuni casi Berisha si è rivelato decisivo anche nelle sfide successive contro Francia e Romania. Sfortunato.

ELSEID HYSAJ (Albania, Napoli): 6,5 - Ha confermato quanto sta facendo vedere da anni in Serie A. Quantità e qualità senza mai stancarsi, un motorino sulla fascia. Punto di forza della Nazionale matricola ad Euro 2016, è stato uno dei calciatori più convincenti della truppa di Gianni De Biasi. Sarri può gongolare. 


BELGIO

RADJA NAINGGOLAN (Belgio, Roma): 7 - Voto alto perché, di fatto, è stato uno dei pochi a salvarsi dopo la deludente uscita ai quarti di finali del Belgio. Spesso sottovalutato da Wilmots, ha lasciato che a parlare fosse il campo regalando ottime prestazioni a centrocampo. Uomo d'equilibrio, ha firmato anche due reti bellissime. I 'Diavoli Rossi' hanno deluso, lui no.

DRIES MERTENS (Belgio, Napoli): 5,5 - Non è stato il suo Europeo, c'è poco da fare. Ha pesato l'incertezza della posizione e la mancanza di fiducia piena. Quando è partito dalla panchina non ha cambiato il ritmo e quando è stato titolare non ha fatto la differenza come si poteva augurare, considerando le notevoli doti tecniche. 


CROAZIA

SIME VRSALJKO (Croazia, Sassuolo): 5,5 - Gioca solamente una partita, quella contro la Spagna, senza incantare. Commette qualche ingenuità e comunque è troppo timido, palesando la poca esperienza internazionale che convincono il commissario tecnico a scegliere sempre in favore di Ivan Strinic. 

IVAN STRINIC (Croazia, Napoli): 5,5 - Quasi sempre titolare sulla sinistra, è uno dei punti deboli della Croazia. Giocatore ordinato ma che pecca in spunti, non è mai nel vivo dell'azione e anche in fase difensiva lascia a desiderare, commettendo qualche errorino di troppo. Ci si poteva attendere di più ma l'annata da comprimario al Napoli non ha certo giovato. 

IVAN PERISIC (Croazia, Inter): 7,5 - E' lui il miglior 'Italians' di Euro 2016. A tratti irresistibile sulla fascia, macina km e semina avversari come se fossero birilli. Crea un numero indefinito di palle gol, segna due reti e concretizza un assist. Cala di tono solamente nella 'maledetta' partita col Portogallo che ne decreta la fine della corsa. E' stato sicuramente uno dei gocatori più determinanti della competizione. TOP

MARCELO BROZOVIC (Crazia, Inter): 6,5 - Quando la Croazia ha girato bene si è visto un gran bel calcio e lui ne è stato protagonista. Mezz'ala spostata sulla fascia, ha giocato come incursore ma anche portando la croce in alcune situazione. Spesso pericolo e mai banale nel cercare di spezzare la difesa avversaria. Un po' lunatico, come hanno potuto constatare i tifosi dell'Inter. 

NIKOLA KALINIC (Croazia Fiorentina): 6 - Ha fatto sempre da riserva a Mario Mandzukic, dimostrando però di essere più in forma negli spezzoni concessi. Su tutti la gara con la Spagna: rete di tacco e palla filtrante per Perisic che vale il 2-1 croato e la qualificazione agli ottavi di finale. Si è smarrito insieme ai compagni nella sconfitta contro il Portogallo. 

MARIO MANDZUKIC (Croazia, Juventus): 4,5 - Diciamoci la verità: in Francia il vero Mandzukic non si è visto. Ha lavorato dietro le quinte, come suo solito, 'pulendo' palloni e giocando di sponda ma è sempre mancato nel momento del salto di qualità che un vero ariete avrebbe potuto fare a questa squadra. Il tabellino è impietoso: zero gol, qualche occasione creata e poco altro.

MILAN BADELJ (Croazia, Fiorentina): 6 - Poco appariscente ma preziosissimo per l'equilibrio della squadra di Cacic. Ha lavorato in regia insieme a Rakitic, permettendo al giocatore di Barcellona licenze offensive possibili solo grazie ad uno schermo efficace. Bravo in interdizione e pulito nel costruire, ha dimostrato ancora una volta di essere un gran lavoratore. 


FRANCIA

PATRICE EVRA (Francia, Juventus): 6 - Non ha convinto pienamente ma il suo Europeo strappa comunque la sufficienza. Il terzino, sempre schierato titolare da Deschamps, ha regalato momenti alterni: ottime discese e cross interessanti ma anche pericolosi cali di concentrazione specialmente in fase difensiva. La sua leadership si è fatta valere, poteva fare senz'altro di più dal punto di vista tecnico. 

PAUL POGBA (Francia, Juventus): 4,5 - Sicuramente il giocatore più discusso dell'intero torneo. Caricato di aspettative, ha dimostrato di avere le spalle ancora troppo strette per poterle reggere. Spesso avulso dal gioco, ha regalato anche sprazzi di classe pura (con la Germania) e ha segnato un gol pregevole con l'Islanda. Non ha convinto nessuno e sicuramente ha influito la scelta di Didier Deschamps di fargli giocare le ultime gare come mediano senza licenza di inventare. FLOP

LUCAS DIGNE (Francia, Juventus): s.v. - Non è mai sceso in campo durante l'Europeo. 


GERMANIA


SAMI KHEDIRA (Germania, Juventus): 6,5 - La Germania campione del Mondo di Joachim Löw ha mostrato da subito qualche crepa. Il gioco convincente, però, si è visto solamente quando Khedira è riuscito a tenere il centrocampo con la consueta intelligenza. Dopo il ko fisico nei quarti di finale contro l'Italia, la 'Mannschaft' è andata in confusione e Schweinsteiger non è riuscito, nonostante l'esperienza, a tappare la falla. Purtroppo per lui i problemi fisici sono una costante.


ISLANDA

EMIL HALLFREDSSON (Islanda, Udinese): s.v. - 24' minuti contro l'Ungheria sono troppo pochi per valutare un torneo vissuto da assoluta comparsa. 


POLONIA


WOJCIECH SZCZESNY (Polonia, Roma): 6 - Ha giocato una sola gara, quella d'esordio, facendo vedere buone cose. Si è fatto sempre trovare pronto contro l'Irlanda del Nord, tenendo inviolata la propria porta. Ha poi ceduto il passo a Fabianski: titolare designato dal commissario tecnico Adam Nawalka. 

THIAGO CIONEK (Polonia, Palermo): 5,5 - Gioca solamente la partita contro l'Ucraina, nella quale mostra alcuni limiti. Glik giganteggia e copre alcune sbavature dell'ex Modena che poi torna in panchina per il resto del torneo. Rincalzo onesto, Nawalka ha sempre fatto capire quali erano le gerarchie in difesa. 

KAMIL GLIK (Polonia, Torino): 7 - Grande Europeo per l'ex capitano del Torino, trasferitosi al Monaco pochi giorni dopo l'eliminazione con il Portogallo. Leader difensivo, bravo nell'anticipo e in marcatura e anche nell'impostare. Ha saputo 'ringhiare' contro avversari di grande calibro mostrando in maniera concreta l'attitudine da condottiero. 

JAKUB BLASZCZYKOWSKI (Polonia, Fiorentina): 6,5 - Forse a Firenze un Blaszczykoswski così non lo si è mai visto. Schierato da Nawalka sulla fascia destra, si è rivelato un motorino inesauribile in copertura e in fase offensiva. Ha chiuso con due reti ed un assist ma anche con l'amarezza del rigore decisivo fallito nei quarti contro il Portogallo. 

PIOTR ZIELINSKI (Polonia, Empoli): 5 - Riserva che ha visto poco il campo. Ha giocato solamente un tempo nell'ultima partita del girone contro l'Ucraina, lasciando a desiderare. Strano per uno dei giocatori rivelazione della scorsa Serie A. Potrà rifarsi, essendo un classe '94. 


ROMANIA

VLAD CHIRICHES (Romania, Napoli): 6 - Forse l'unico a salvarsi nella disastrosa spedizione romena. Capitano e leader della squadra, ha comandato la difesa con caparbietà arrivando fin dove possibile. Spesso si è dovuto arrendere più per demeriti di altri, anche se a volte non è stato indenne da errori. Comunque sufficiente, almeno lui. 

CIPRIAN TATARUSANU (Romania, Fiorentina): 5 - Comincia bene il torneo anche se sulla rete di Giroud, nonostante la carica evidente, non è esente da colpe. Prosegue con sicurezza contro la Svizzera ma contro l'Albania si macchia di un errore grossolano che spezza ogni velleità di passaggio del turno per la Nazionale di Iordanescu. 


SLOVACCHIA

NORBERT GYÖMBER (Slovacchia, Roma): 5 - Pochi minuti contro l'Inghilterra per blindare lo 0-0. Poi, contro la Germania, viene schierato fuori ruolo come terzino e non la vede più. La 'Mannschaft' travolge la Slovacchia, Gyömber affonda insieme ai compagni con la scusante della giovane età e della scarsa esperienza internazionale. 

MILAN SKRINIAR (Slovacchia, Sampdoria): 5 - Discorso molto simile a quello fatto per Gyömber. Uno spezzone contro l'Inghilterra, poi il commissario tecnico Kozak decide di schierarlo davanti alla difesa (lui che è un centrale puro) nell'ottavo contro la Germania. L'esperimento finisce male e la Slovacchia va a casa con il mal di testa. 

MAREK HAMSIK (Slovacchia, Napoli): 6 - E' vero, si è spento contro la Germania ma se la Slovacchia arriva fino agli ottavi di finale il merito è soprattutto suo. Uomo squadra dal punto di vista del carisma e della cifra tecnica. Segna uno dei gol più belli del torneo ed è determinante nella cruciale vittoria con la Russia. Come al solito va a corrente alternata: ma quando si accende è una meraviglia.

JURAJ KUCKA (Slovacchia, Milan): 5,5 - Meriterebbe almeno mezzo voto in più per la tenacia e la volontà con cui scende in campo e sprona i compagni. Poi però lascia intravedere molti limiti, diventando arruffone e poco efficace. Ogni tanto qualche guizzo dei suoi, ma è poca cosa. La 'garra', però, di certo non gli manca. 


SPAGNA

ALVARO MORATA (Spagna, Juventus): 6,5 - Sprazzi di un giocatore che ha il futuro dalla sua parte. Tre gol nella fase a gironi (due contro la Turchia e uno alla Croazia) conditi da belle giocate e dalla certezza che sarà lui il 9 delle 'Furie Rosse' in futuro. Anche qualche pausa delle sue, specialmente nell'ottavo di finale perso contro l'Italia. 


SVEZIA

PONTUS JANSSON (Svezia, Torino): s.v. - Non è mai sceso in campo.

OSCAR HILJEMARK (Svezia, Palermo): s.v. - Non è mai sceso in campo


SVIZZERA


STEPHAN LICHTSTEINER (Svizzera, Juventus): 6 - Ha cominciato male, con in la spia della riserva accesa. Poi si è calato nel ruolo di capitano e ha recuperato voti positivi. Buona la prova contro la Polonia contro cui decide, da capitano, di tirare il primo rigore. Segnandolo. 

BLERIM DZEMAILI (Svizzera, Genoa): 5,5 - La generazione elvetica è in crisi e lo dimostra il fatto che l'inventiva del gioco fosse consegnata sui piedi di Dzemaili, ottimo tecnicamente ma anche altrettanto discontinuo. Qualche bella giocata, qualche ottima idea ma anche tante, troppe pause. 


TURCHIA


CANER ERKN (Turchia, Inter): 5,5 - La Turchia è stata una delle delusioni di questo Europeo. Il neo-interista Caner Erkin ha mostrato tanti limiti in fase difensiva ma anche qualche guizzo interessante palla al piede. Nel complesso, però, il suo torneo è insufficiente. 




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