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Calciomercato Inter, tra i dubbi di Mancini e il nuovo corso Suning: il punto

Tra il tecnico e la nuova proprietà non è scoccata la scintilla: doppio piano per la campagna acquisti


Roberto Mancini ©Getty Images
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

07/07/2016 13:17

CALCIOMERCATO INTER MANCINI SUNING / MILANO - Un periodo di assestamento era più che preventivabile: da pochi giorni in casa Inter ha preso il via una nuova era, è partito il corso Suning ed è inevitabile che ci sia la necessità di qualche settimana di tempo affinché tutto vada al proprio posto. Nell'assemblea di fine giugno si è certificata l'uscita di scena di Massimo Moratti (ora 'semplice' consulente dei nuovi proprietari), il ridimensionamento di Thohir (che resta presidente almeno fino ad ottobre) e l'ingresso dei cinesi in società: una svolta epocale che inevitabilmente avrà conseguenze anche sul calciomercato Inter e gli effetti già si iniziano a vedere. Si parte  dal tecnico che sembra non essere molto soddisfatto dopo il primo approccio con i nuovi patron: dai dubbi di Mancini, complici l'abbandono delle piste Touré e Zabaleta, al nuovo corso Suning, facciamo il punto sulle strategie di mercato dell'Inter.

L'Inter di Mancini: da Touré a Candreva, calciatori pronti per puntare al vertice

La strategia di Roberto Mancini è chiara da tempo: il tecnico dell'Inter sul calciomercato ha chiesto calciatori pronti per far fare il salto di qualità alla squadra nerazzurra. Magari anche qualche giovane promessa di sicuro avvenire (vedi Berardi), ma soprattutto giocatori di esperienza che possano contribuire ad avvicinare la formazione milanese al vertice della classifica. Il sogno neanche tanto nascosto del tecnico di Jesi è Yaya Touré: da quanto è tornato a Milano, Mancini ha iniziato una corte serrata per portare in Italia il centrocampista ivoriano del Manchester City. Fallito l'assalto la scorsa estate per volontà dello stesso calciatore, ora sembra che a voler rinunciare al 33enne sia proprio la nuova proprietà, intenzionata a puntare sui giovani talenti, anche di livello mondiale, per rilanciare la squadra. Proprio il no a Touré, insieme a quello per Zabaleta e alla difficoltà a chiudere l'operazione Candreva, alimentano i dubbi e le perplessità di Mancini e potrebbero portare ad una clamorosa rottura con l'Inter

Addio Mancini, con de Boer o Prandelli nasce l'Inter dei giovani

E se si arrivasse all'addio di Roberto Mancini? La società nerazzurra non si farà certo trovare impreparata e già sono in ballo due nomi per la possibile successione del Mancio: si tratta di Frank de Boer, reduce dall'esperienza all'Ajax, e Cesare Prandelli, in cerca di rilancio dopo le ultime delusioni tra Italia e Turchia. Il tecnico olandese era già nel mirino di Thohir prima del cambio della guardia e non dispiace ai cinesi; l'ex ct della Nazionale, invece, sarebbe il preferito di Zhang Jindong, numero uno del Suning. Entrambi accumunati da una caratteristica che si sposerebbe a perfezione con il progetto cinese: la capacità di lanciare i giovani. Ed è proprio ai talenti emergenti che punterebbe, anzi già sta puntando, il mercato nerazzurro: il nome più in vista è sicuramente quello del brasiliano Gabriel Jesus, attaccante classe 1997 del Palmeiras, sui taccuini dei dirigenti delle più grandi squadre d'Europa. L'Inter ci sta provando in maniera importante, arrivando anche ad aprire alla possibilità di far restare in Brasile il giovane calciatore fino a dicembre per portarlo poi in Italia nel 2017. Come raccontato da Calciomercato.itsu Gabriel Jesus c'è anche l'interesse del Barcellona che però non ha ancora formulato un'offerta, oltre a quello della Juventus. Il nome del brasiliano è un esempio che chiarisce le intenzioni del Suning in vista della campagna acquisti 2016/2017: non si baderebbe a spese, del resto Gabriel Jesus non sarebbe certo un colpo low cost, non per acquistare calciatori già avanti con l'età ma per portare in squadra i campioni del futuro, come ad esempio l'italiano Bernardeschi, pure accostato al club di Milano. Un'Inter 'verde' più che nerazzurra e chissà se le ambizioni cinesi riusciranno a sposarsi con la fame di successo di Mancini




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