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Calciomercato > Milan > Milan, Sacchi: "Rimpiangeremo Berlusconi, era avanti di 20 anni!"

Milan, Sacchi: "Rimpiangeremo Berlusconi, era avanti di 20 anni!"

L'esperto tecnico prosegue: "Rispetto alla Juve lui vuole vincere, convincere e divertire"


Arrigo Sacchi ©Getty Images
Mario D'Amiano

06/07/2016 11:11

MILAN SACCHI BERLUSCONI / MILANO - In casa Milan sta per finire l'era Berlusconi. Dopo decenni di trionfi e soddisfazioni, il presidente ha deciso di cedere alla tentazione cinese, chiudendo così una pagina di storia del calcio italiano e internazionale. L'allenatore più rinomato di questa era vincente è sicuramente Arrigo Sacchi, capace di innovare il mondo del calcio con le sue idee. Nel corso degli anni, anche dopo aver lasciato la panchina rossonera, è sempre stato un punto di riferimento per Berlusconi e Galliani per il calciomercato e altre direttve. Sacchi ha così commentato: "Per me il Milan è Silvio Berlusconi e mi sembra impossibile che debba andare via, che abbia davvero scelto di farlo - dice alla 'Gazzetta dello Sport' - Ma a questo punto deve pensare a se stesso e alla sua salute. Qualche anno fa mi voleva come allenatore del Milan, ma decisi di rifiutare perchè non avevo abbastanza energia per farlo".

GLI INIZI - Il presidente rossonero portò una nuova metodologia nel calcio italiano e internazionale: "Il suo avvento nel calcio è stato un evento simile a quello che potrebbe succedere se in uno stagno arriva una valanga. Ribalta tutto. Alla fine degli anni Ottanta era tutto fermo. E Silvio era avanti di parecchio. Tempo fa ho cenato con Rijkaard che mi ha detto: “Sa, parlavo con Van Basten l’altro giorno e ragionavamo sul Milan. Eravamo avanti di dieci anni”. E io ho risposto: “Ti sbagli, erano venti”. Berlusconi ha portato nel calcio italiano cose inimmaginabili e il calcio italiano lo rimpiangerà. Lo rimpiangeranno tutti. La missione era vincere, convincere e divertire. Come ho detto a Marotta, alla Juve mancano due verbi: a loro basta vincere".

ULTIMI ANNI - La vincente storia di Berlusconi, però, non è stata caratterizzata solo da vittorie. Gli ultimi anni vedono un Milan in netto affanno, incapace di lottare per i vertici  alti e relegata al ruolo di squadra di medio-alto livello. Sacchi spiega: "Credo che ci siano stati tanti fattori a indurlo a pensare di poter lasciare il Milan. Ma se lo farà, lo farà davvero togliendo una parte di se stesso. Ho visto un uomo prendere tranquillanti per resistere, tanto viveva una partita importante. Era molto coinvolto, sempre. Ha il Milan sotto la pelle, per questo non è facile separarsene».

I RICORDI - Sacchi parla della partita più bella vissuta sulla panchina milanista: "La partita capolavoro fu quella contro la Steaua Bucarest, la prima finale di coppa Campioni, allora si chiamava così, della sua gestione. Lui è entusiasta, mi dice: “Quanta gente, che spettacolo meraviglioso con tutti questi tifosi che ci hanno seguito da Milano fino a Barcellona”. Io gli rispondo: “Guardi che bello questo stadio polifunzionale, c’è persino una chiesa”. “Allora vado a pregare”. Ci andò, e dopo la partita mi disse: “Glielo avevo detto che erano comunisti”".

CINESI - Secondo le ultime news Milan sembra ormai fatta per l'arrivo della cordata cinese. L'era Berlusconi potrebbe presto volgere al termine: "Lo ripeto, finché non vedo non credo - prosegue Sacchi - Ma se lo fa, è perché ha intuito che è il momento giusto per separarsi dalla sua creatura. Hanno influito le critiche? I fattori sono tanti, ma non sarà in ogni caso una separazione semplice. Chi non si è reso conto di quanto grande sia stato il suo impatto, lo farà nei prossimi anni. Se firma questa cessione e davvero se ne va, mancherà a tutto il calcio italiano. Anche a chi non ha voluto riconoscere i suoi meriti".




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