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Calciomercato > > Manchester United, Mourinho si presenta: "Il successo è la mia natura. Obiettivo migliorarsi"

Manchester United, Mourinho si presenta: "Il successo è la mia natura. Obiettivo migliorarsi"

Le dichiarazioni dello 'Special One' nel giorno della presentazione come nuovo manager dei 'Red Devils'


José Mourinho ©Getty Images
Giorgio Musso (@GiokerMusso)

05/07/2016 11:50

MANCHESTER UNITED CONFERENZA STAMPA MOURINHO / MANCHESTER (Inghilterra) - Parte ufficialmente l'avventura di José Mourinho sulla panchina del Manchester United. L'ex tecnico dell'Inter, che lo scorso 27 maggio ha firmato un contratto triennale (con opzione per un altro anno) con i 'Red Devils', è stato presentato quest'oggi nella conferenza stampa dell''Old Trafford'. Calciomercato.it - per le news Inghilterra - ha seguito in tempo reale le dichiarazioni dello 'Special One'. 

LA CHAMPIONS NON BASTA - "Speriamo che si tratti solo di una stagione senza Champions League. Dobbiamo far in modo che questa società torni dove deve stare e cioè in Champions. Non sono mai stato bravo a giocare con le parole, non ho particolari filosofie, sono sempre stato un po' più aggressivo nell'approccio rispetto ai rischi che possono arrivare: è più pragmatico e onesto concentrarsi sugli ultimi tre anni e sul fatto che non faremo la Champions. Sarebbe pragmatico dire: lavoriamo e proviamoci, dobbiamo tentare di arrivare tra le prime quattro. Però ho una mentalità aggressiva e dunque vi dico che vogliamo vincere, anche giocando bene".

TRE ANNI DA CANCELLARE - "Non sono in grado di lavorare senza cercare il successo, è la mia natura, non potrei avvicinarmi a questo tipo di lavoro con paura e cercando di non ottenere il massimo. Non è la mia direzione. Nelle grandi soietà in cui ho lavorato il Manchester United è sicuramente una dimensione diversa. Alcune cose devono cambiare in meglio, non in peggio. Gli ultimi tre anni sono da dimenticare per lo United: dobbiamo semplicemente migliorare, fare meglio, arrivare quarti non è l'obiettivo. Voglio che i giocatori diano il massimo per vincere, che tornino a dare soddisfazioni ai tifosi. Sono arrivato in un club che è difficile da descrivere. Non mi piace definire tutto questo come 'Il lavoro dei sogni'. Questa è la realtà e la realtà è che questo rappresenta il lavoro che tutti vogliono".

STRATEGIE DI MERCATO - "Vogliamo dare spinta e qualità alla squadra. Come stile di gioco preferisco giocatori specifici per un solo ruolo, al massimo uno o due possono essere flessibili. Abbiamo individuato quattro obiettivi e il quarto giocatore arriverà prima del 31 agosto. Il mercato è aperto e i giocatori devono essere felici, anche quelli che restano. Chi vuole andarsene è libero di andare, ma noi dobbiamo pensare al mercato fondamentale. Stiamo avendo i giocatori che vogliamo, che ci servono, adesso arriverà il terzo giocatore e poi anche il quarto. Stiamo facendo bene in questo senso".

GIGGS E FERGUSON - "Giggs? Poteva essere ciò che voleva in questa società, ma lui ha preso una decisione: è stato coraggioso nel farlo. Esattamente come me al Barcellona, per Giggs è semplice passare da vice ad allenatore, ma non è stato facile lasciare la sua casa dopo 29 anni. Se un giorno dovesse tornare, con me in panchina, le porte saranno aperte per lui. Ferguson? Mi ha detto di portare l'ombrello e la mia tipica bottiglia di vino - ha detto sorridendo Mourinho - Ci saranno tante occasioni per poter stare insieme: adesso è un po' in giro,  è in vacanza, ma quando tornerà a Manchester ci sarà tempo per condividere racconti sulle nostre vite e su quelle che ci succede. La sua opinione è molto importante per me".

ESEMPIO LEICESTER - "Guardiola? Non mi piace individuare un nemico. In Spagna la corsa per la Liga era tra Real Madrid e Barcellona, in Italia fra tre squadre, ma in Premier League non ha senso parlare di una sfida a due tra Manchester United e Manchester City. L'eredità del Leicester non è stata solo la felicità che hanno trasmesso al paese e a tutti noi. Stiamo in un torneo dove venti squadre lottano tutte per il titolo. So di avere tante responsabilità nei confronti dei tifosi dello United, ma non per questo sono nervoso. Questa nuova possibilità mi stimola e mi rende orgoglioso di fare il mio lavoro. Io gioco contro me stesso, sento di dover dimostrare qualcosa a me e non agli altri". Chiusura, poi, sul ruolo di Rooney: "Lui per me è un numero dieci, un nove o un nove e mezzo. Non sarà mai un numero sei o un otto".




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