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Calciomercato > esclusivo > Brexit, ESCLUSIVO Capello: "Ecco come cambia il calciomercato europeo"

Brexit, ESCLUSIVO Capello: "Ecco come cambia il calciomercato europeo"

L'Avvocato, esperto di diritto sportivo, intervistato in esclusiva da Calciomercato.it


Pierfilippo Capello © Getty Images
ESCLUSIVO
Alessio Lento (@lentuzzo)

24/06/2016 12:57

BREXIT CAPELLO CALCIOMERCATO ESCLUSIVO / ROMA - La notizia del giorno è, senza ombra di dubbio, il risultato della votazione sul referendum, il cosiddetto 'Brexit', della popolazione della Gran Bretagna che ha deciso uscire dall'Unione Europea. Il fronte del 'Leave' ha avuto la meglio su quello del 'Remain', una svolta storica che avrà ripercussioni anche sul piano calcistico. "Ho la sensazione che, avendo vissuto e lavorato con l'Inghilterra, molti inglesi abbiano preso una decisione di pancia - esordisce l'Avvocato Pierfilippo Capello, esperto di diritto sportivo, in esclusiva a Calciomercato.it - Hanno pensato di risolvere così i problemi che ci sono, su tutti l'immigrazione e la recessione economica, cose molto più complicate da risolvere. In realtà, l'Inghilterra è il paese meno europeo degli europei. C'è il controllo dei passaporti all'ingresso, la dogana, una moneta diversa, regolamenti fiscali e sul cibo completamente diversi dagli altri. Il risultato della votazione è chiaro, a Londra ha vinto il 'Remain', mentre la parte più country, per così dire, ha votato l'uscita dall'Unione Europea. Questo, secondo il mio parere, significa che difficilmente ci saranno grandi cambiamenti dal punto di vista operativo. Londra continuerà ad essere il centro europeo delle attività economiche".

BREXIT, GLI EFFETTI SUL CALCIOMERCATO - Andando nello specifico del calciomercato Inghilterra, cosa cambia dopo questa decisione? "Doverosa premessa, l'effetto non sarà immediato - spiega l'Avvocato Capello ai nostri microfoni - Finché non uscirà formalmente dall'UE, resta in vigore l'accordo precedente. Detto questo, ci sono tre punti da analizzare. Il primo riguarda l'articolo della Fifa sui trasferimenti dei ragazzi dai 16 ai 18 anni ancora senza contratto da professionista. In passato, i club inglesi hanno pescato dai nostri vivai, dopo questa votazione non potranno più farlo. Il secondo punto riguarda la libera circolazione dei lavoratori, e dunque dei calciatori. Oggi un italiano può giocare in qualsiasi squadra europea senza alcun problema, in Inghilterra non esisterà più questo diritto. Bisognerà capire se la Football Association troverà un accordo per equiparare i calciatori, così come succede con la Svizzera che sono considerati comunitari. Però, il problema fondamentale non è questo. Oggi i grandi club inglesi ragionano su due livelli: il primo è come vincere il campionato prossimo, il secondo è su base quinquennale. Oggi hanno dirigenti che lavorano su investimenti a lungo termine, per esempio per quanto riguarda i settori giovanili o sui migliori prospetti del calcio internazionale. Fossi adesso nel Manchester United, per esempio, avrei difficoltà a gestire questo tipo di investimento". 

Il terzo punto analizzato è quello che riguarda l'economia: "Un altro dei principi dell'Unione Europea riguarda la libera circolazione di capitali. I trasferimenti finanziari, in entrata e in uscita, dovranno essere regolati o da accordi comuni o bilaterali con ciascuno degli stati dell'Unione. Oggi i grandi capitali che arrivano in Inghilterra sono extraeuropei, i proprietari dei grandi club, e non solo, non sono europei e per quel tipo di capitali non ci saranno problemi. I problemi sorgeranno quando si andrà a discutere di capitali per la compravendita di calciatori. In ogni caso, credo che il sistema di adatterà facilmente a questa nuova situazione che si è venuta a creare", ha concluso l'Avvocato Pierfilippo Capello a Calciomercato.it.




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