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Calciomercato > Inghilterra > Inghilterra, questione extracomunitari: ecco cosa cambia dopo la Brexit

Inghilterra, questione extracomunitari: ecco cosa cambia dopo la Brexit

La storica decisione della Gran Bretagna potrebbe avere delle ripercussioni, a lungo termine, sul calcio inglese


Brexit ©Getty Images

24/06/2016 11:05

INGHILTERRA BREXIT QUESTIONE EXTRACOMUNITARI / ROMA - Ormai è ufficiale: la Gran Bretagna è ufficialmente uscita dall'Unione Europea. Una storica decisione, quella presa dal popolo britannico, che potrebbe riflettersi anche sul mondo del calcio, in special modo per quanto riguarda la questione degli extracomunitari. 

Da oggi in poi qualsiasi calciatore che non è nato nel Regno Unito dovrà essere considerato tale? Questa è una proiezione che non coinvolgerà direttamente il calcio a breve termine: prima ci sono degli accordi da ridiscutere, sia politici che non, e questa tematica potrebbe non essere affrontata prima di due anni. 

La prima 'grana' che dovranno affrontare i club britannici riguarda invece un discorso prettamente economico: la svalutazione della sterlina comporterebbe un inevitabile aumento dei costi per l'acquisto di calciatori EU che può facilmente arrivare ad un minimo del 20%. Allo stesso tempo, invece, sarebbe più semplice per tutti gli altri club europei acquistare giocatori dalla Gran Bretagna

Non solo: ad oggi il 65% dei calciatori che militano in Premier League sono stranieri tesserati all'epoca grazie al passaporto UE, che permetteva la libera circolazione dei lavoratori nei Paesi che aderiscono all'unione. Visto che la FA, in merito all'acquisto di extracomunitari, prevede che questi ultimi abbiano totalizzato almeno il 75% delle partite ufficiali disputate dalla sua nazionale per concedere il permesso di lavoro, ad oggi molti di loro non avrebbero i requisiti per essere ingaggiati. E parliamo di giocatori del calibro di Payet e Kante, solo per fare alcuni esempi. 

La questione è in pieno divenire e bisognerà seguire con attenzione i futuri sviluppi, tenendo bene a mente come la UEFA sia un organo completamente autonomo dalla UE. Le strade percorribili, fondamentalmente, sono due: mantenere la libera circolazione dei lavoratori tra Gran Bretagna e Unione Europea oppure considerare extracomunitario qualsiasi giocatore che non provenga dal Regno Unito. I sostenitori di questo ultimo filone sono sicuri che sia la strada giusta per valorizza i talenti locali. Ma dimenticano che una disposizione del genere, se fosse stata attuata a suo tempo, non avrebbe permesso ai tifosi di Oltremanica di ammirare le gesta di campioni come Eric Cantona, Paolo Di Canio e Cristiano Ronaldo

D.G.




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