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Calciomercato > Altro > Atletica, Schwazer: "Niente scuse, non ho sbagliato. Qualcuno non mi vuole alle Olimpiadi"

Atletica, Schwazer: "Niente scuse, non ho sbagliato. Qualcuno non mi vuole alle Olimpiadi"

L'atleta azzurro risponde alle accuse di presunta positività al doping


Alex Schwazer ©Getty Images
Silvio Frantellizzi (Twitter: @SilFrantellizzi)

22/06/2016 18:06

ATLETICA CONFERENZA STAMPA SCHWAZER DOPING/ ROMA - L'atleta azzurro Alex Schwazer, interviene in conferenza stampa per rispondere alla notizia de 'La Gazzetta dello Sport' sulla sua nuova positività al doping. 

IL LEGALE DI SCHWAZER - Parla il legale di Schwazer: "La notizia è incredibile e devastante, l'accusa è ingiusta. Alex intende andare alle Olimpiadi, ha intrapreso un percorso di assoluta trasparenza e correttezza".

PARLA SCHWAZER - "Oggi non ci saranno scuse, non devo scusarmi per un errore che non ho fatto. Non ho fatto alcun errore, da un anno e mezzo con tanta fatica sto facendo il contrario, andando a Roma ad allenarmi e facendo il possibile affinché il mio ritorno sia pulito. Non mi devo scusare con il mio allenatore perché non ho fatto nessun errore. Sono stato informato ieri di questa positività, per me è un incubo, la peggior cosa che potesse succedere. Si andrà in fondo a questa cosa perché ho investito tanto nel mio ritorno, forse anche troppo, e non verrà abbandonato solo perhé c'è una nuova ostilità. Qui si andrà fino alla fine, qualcuno non vuole che io vada alle Olimpiadi. Io darò il cento per cento per chiarire tutto. So che quando un alteta viene trovato positivo al doping ha poca credibilità, a prescindere se sia colpevole o no, volontario o no. Sono abituato a questo, per me non è un problema, ma spero che prima di scrivere cose forse non tanto vere, abbiate la correttezza di pensarci due volte".

DONATI - "Considerando il passato, Alex è l'idendikit perfetto dell'atleta che si dopa all'insaputa dell'allenatore e di chi gli sta accanto - dichiara l'allenatore Sandro Donati, uno dei più intransigenti in Italia sulla questione doping - Quindi avrei potuto abbandonarlo dicendo che non me ne ero accorto. Questo non accadrà mai. Non avete idea di quante ingiurie stanno arrivando: ognuno si specchierà con quanto sta dicendo. Abbiamo fatto 35 controlli ematici all'Ospedale San Giovanni e i risultati li abbiamo inviati insieme alla disponibilità alla Wada e alla Iaaf di Alex di rinunciare alle finestre quotidiane per i controlli. Non abbiamo avuto risposte. Mi sono reso conto che l'atleta trovato positivo una volta diventa una preda, un soggetto singolo e debole su cui ci si può accanire. L'odio che c'era nei miei confronti per le mie lotte al doping doveva trovare una vendetta ed eccola servita".

 




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