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Calciomercato > Euro 2016 > La storia degli Europei, dal 1984 al 2012: doppio colpo Francia-Spagna. Che sorprese Danimarca e Gre

La storia degli Europei, dal 1984 al 2012: doppio colpo Francia-Spagna. Che sorprese Danimarca e Grecia!

Calciomercato.it ripercorre le edizioni passate della competizione continentale per Nazionali


La Danimarca del 1992 ©Getty Images
Jonathan Terreni

09/06/2016 13:47

LA STORIA DEGLI EUROPEI DAL 1984 AL 2012 / ROMA - Gli Europei sono ormai alle porte. Si inizia venerdì, quando la Francia, paese ospitante, affronterà nel match inaugurale la Romania. Sarà questa la 16a edizione della rassegna continentale riservata alle Nazionali. Le partite più importanti, i numeri, i protagonisti e le curiosità: Calciomercato.it rivive la storia degli Europei con due speciali 'ad hoc'. In questo secondo numero: da Francia 1984 a Polonia e Ucraina 2012.


1984-1988-1992: FRANCIA, OLANDA E LA SORPRESA DANIMARCA

Nel 1984 si torna in Francia, Paese che ospitò la prima edizione nel 1960 e che in questa edizione passa d'ufficio alla fase finale candidandosi come grande favorita al titolo. L'Italia è campione del Mondo in carica ma non centra la qualificazione. Nel girone eliminatorio vinto dalla Romania chiude addirittura al quinto posto con 5 punti e Bearzot inizia la rifondazione in vista del mondiale messicano. Le aspettative transalpine non vengono deluse. Il faro dei 'Bleus' è quel Michel Platini che incanterà anche a Torino e che tra il 1983 e il 1985 vincerà il Pallone d'Oro per tre volte. Giresse, Tigana, Fernandez e Lacombe le altre colonne del Ct Hidalgo. Nel gruppo A passano Francia e Danimarca, nell'altro girone la Spagna, reduce dal fallimento del mondiale casalingo e il Portogallo. Platini e Domergue schiantano i lusitani in semifinale con il gol di 'Roy Michel' nel finale dei supplementari, mentre gli iberici passano solo ai rigori contro la Danimarca (decisivo l'errore di Larsen). In finale al 'Parco dei Principi' c'è troppa Francia per la Spagna: Platini e Bellone regalano il primo titolo della storia.

Quattro anni dopo, in Germania, è tempo degli 'Orange'. van Basten, Rijkaard e Gullit segnano un'epoca. Una corazzata che permette all'Olanda di raggiungere la vetta d'Europa e che non si vedeva in patria dai tempi di Cruijff e del calcio totale. L'Italia, in mano a Vicini, sceglie la linea giovane. Si riparte da Zenga, Maldini, De Napoli, Donadoni, Mancini e Vialli. A braccetto con i padroni di casa gli azzurri passano il girone. Inghilterra e Danimarca le grandi delusioni: entrambe non fanno neanche un punto. Vialli intanto decide la sfida con la Spagna a Francoforte e ci porta in semifinale dove ci tocca l'Urss di Lobanovski. La superiorità sovietica è evidente. Finisce con un secco 2-0 a Stoccarda: reti di Litovcenko e Protasov. Nella parte sotto del tabellone l'Olanda schianta la Germania Ovest con il rigore di Koeman e il gol di van Basten. In finale il 'Cigno di Utrecht' segna il gol forse più bello di ogni edizione: quel destro al volo che è una piuma letale alle spalle di Dasayev. Finisce 2-0 per gli arancioni con rete di un altro milanista: Gullit. Un Europeo non dominato dall'Olanda ma vinto con talento e cinismo e con un Michels in panchina che farà parlare di sé.

E' la Svezia ad ospitare Euro 1992 e qui ecco la prima grande sorpresa della storia. La vittoria della Danimarca è una favola. La compagine di Nielsen, ripescata dopo l'esclusione della Jugoslavia devastata dalla guerra, batte in finale la favoritissima Germania di Vogts. L'Italia esce dal Mondiale casalingo con l'utimo atto di Vicini. La squadra però non riesce a staccare il biglietto per la Svezia e la rifondazione ripartirà da Arrigo Sacchi. Non sarà un'edizione indimenticabile dal punto di vista dello spettacolo: squadra chiuse, bloccate e poco gioco. In semifinale la Germania  ha la meglio sulla Svezia e poi c'è la sorpresa Danimarca che nel girone ha messo dietro Francia e Inghilterra. Servono i calci di rigore ai danesi per accedere in finale ai danni dell'Olanda. Ironia della sorte: fatale l'errore dal dischetto di van Basten. A Goteborg Jensen e Vilfort, che ne frattempo ha la figlia malate di leucemia ricoverata in ospedale, schiantano la Germania. E la bella storia di un gruppo spensierato ma con quel pizzico di talento che non ti aspetti: Larsen, Laudrup, il capitano Olsen, Povlsen e il muro Schmeichel a chiudere la porta. I sogni si avverano.

INCREDIBILE FAVOLA GRECIA NEL 2004

L'Inghilterra, grande delusa quattro anni prima, si prende in carico l'organizzazione del torneo nel 1996 sperando di rivivere il film del 1966. La 'Tre Leoni' però si arrende solo ai rigori in semifinale alla Germania che di fatto avrà la strada spianata verso il suo terzo titolo. In finale i tedeschi trovano la sorpresa Repubblica Ceca che, sull'onda del successo danese quattro anni prima, tentano l'impresa e ci vanno vicinissimi. Berg li porta in vantaggio a Londra. Poi nella ripresa entra Bierhoff, ariete dell'Udinese e cambia la musica. Pareggia a 73' e al minuto cinque del supplementare con tanto di golden gol, realizza la rete della vittoria. E l'Italia? Si riparte come detto da Sacchi che lascia a casa Roberto Baggio, Vialli e Signori: iniziano le polemiche. Casiraghi annienta la Russia all'esordio. Contro la Repubblica Ceca gli azzurri, con cinque cambi rispetto a quattro giorni prima, cadono malamente. Nel match decisivo contro la Germania Zola, uno dei migliori della spedizione, fallisce un rigore. Termina 0-0 e si torna a casa con le pive nel sacco: la Repubblica Ceca ci è avanti per lo scontro diretto. Di talento in questa edizione ce n'è a volontà: dal capocannoniere Shearer (5 reti) a Stoickov, Suker, DjorkaeffLaudrup, Bergkamp, Figo e quel Gascoigne così amato e così discusso.

Per la prima volta sono due paesi ad ospitare l'Europeo nel 2000: Belgio e Paesi Bassi. Il nuovo millennio si apre con una grande delusione per l'Italia che arriva in finale contro la Francia campione del mondo in carica, va avanti col gol di Delvecchio ma Wiltord a tempo scaduto e il golden gol di Trezeguet regalano il successo ai 'Bleus'. Lacrime azzurre per una Nazionale equilibrata, di esperienza e un pizzico di estro. Così come due anni prima i rigori furono fatali, sono ancora i nostri cugini a gioire. La squadra di Zoff passa come prima nel girone con Turchia, Belgio e Svezia. Nei quarti c'è la Romania: ci pensano Totti e Inzaghi a portarci in semifinale dove ci attende un''Amsterdam Arena' a forti tinte arancioni. Il memorabile 'cucchiaio' di Totti e le parate di Toldo ci portano in finale contro la Francia di Lemerre che batte il Portogallo solo grazie al rigore di Zidane al 117'. A Rotterdam la sconfitta brucia: il titolo era lì, a qualche secondo.

Si chiama Grecia. E' un sogno diventato realtà. Una di quelle storie che accadono raramente nel calcio ma poi fanno più rumore e restano per sempre. In Portogallo la matricola Grecia sale sul tetto d'Europa: un mix di carattere, patriottismo e fortuna. Inserite nello stesso girone, Portogallo e Grecia si ritrovano proprio in finale e i lusitani hanno stavolta la grande occasione per vincere finalmente un titolo continentale, per di più in casa. Ci arrivano battendo Inghilterra e Olanda, trascinati da l'astro nascente del calcio mondiale Cristiano Ronaldo. Nel frattempo la formazione di Rehhagel avanza in sordina ma non troppo. Supera i quarti grazie alla rete di Charisteas contro la Francia. Una sorpresa clamorosa, ora finirà: dicono tutti. In semifinale il roccioso Dellas realizza il silver gol al minuto 115'. L'atto conclusivo sembra un tappeto rosso per il Portogallo e invece ecco la grande beffa. E' ancora Charisteas a zittire Lisbona. Scolari soccombe sotto i colpi di una squadra ermetica e quadrata senza nomi di spicco. Vryzaz, ex Perugia e Fiorentina gioca nel Celta Vigo. Charisteas nel Werder Brema. Zagorakis, il capitano, passerà al Bologna nel calciomercato dell'estate. Il calcio è bello soprattutto per queste storie.

2008-2016: OTTO ANNI DI SPAGNA. L'EGEMONIA DELLE 'FURIE ROSSE'

Dal 2008 ad oggi (visto che al momento sono ancora i campioni in carica) sarà l'era della Spagna: un'egemonia che porta le 'Furie Rosse' anche sul tetto del mondo per la prima volta nella loro storia, a cavallo tra due successi europei. Il primo nel 2008 in Austria e Svizzera. In panchina l'indimenticato Aragones, maestro di vita e di calcio. Ai quarti l'Italia di Donadoni porta il match ai rigori ma gli errori di De Rossi e Di Natale fermano la corsa azzurra dopo che nel girone eravamo riusciti a passare assieme all'Olanda, eliminando la Francia (un solo punto per i 'Bleus' senza vittorie). In semifinale sbarazzarsi della Russia è un gioco da ragazzi per i ragazzi terribili Silva, Xavi, Iniesta e compagnia mentre la Germania batte la Turchia solo al 90' con Lahm. A Vienna decide una rete del 'Niño' Torres. David Villa è il capocannoniere della rassegna con 4 reti.

La Spagna vince il mondiale sudafricano del 2010, si presenta a Euro 2012 come grande favorita e non delude le attese. in Polona e Ucraina si vede un altro calcio, costruito dalla base di Aragones e affinato da Vicente del Bosque, sergente di ferro ma dal buon gusto estetico. Italia e Spagna si ritrovano di fronte nel girone e sarà l'antipasto della finale. A Danzica, nella partita inaugurale, finisce 1-1 con vantaggio azzurro firmato Di Natale e pari spagnolo di Fabregas. Passeremo entrambe, per poi rivederci tre partite dopo. E mentre gli azzurri eliminano l'Inghilterra ai rigori e la Germania con la doppietta di Balotelli, la Spagna passeggia sulla Francia e rischia grosso contro il Portogallo in semifinale: i rigori sono ancora una volta piacevoli per le 'Furie Rosse'. La finale di Kiev però è senza storia. Silva, Torres, Alba e Mata ci annientano ma si sapeva sarebbe stato complicato. Peccato; applausi comunque per gli azzurri di Prandelli. La Spagna ha riscritto la storia: y viva España.

 




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