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Calciomercato > Roma > Calciomercato Roma, Sabatini: "C'è uno scollegamento con Pallotta, ma non posso rompere oggi"

Calciomercato Roma, Sabatini: "C'è uno scollegamento con Pallotta, ma non posso rompere oggi"

Il direttore sportivo giallorosso: "Con Spalletti c'è sintonia. E' il mio ultimo anno qui"


Walter Sabatini ©Getty Images
Stefano D'Alessio (Twitter: @SDAlessio)

06/06/2016 07:50

CALCIOMERCATO ROMA INTERVISTA A WALTER SABATINI SU LA GAZZETTA DELLO SPORT / ROMA - Il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini ha concesso una lunga intervista a 'La Gazzetta dello Sport'. Calciomercato.it vi riporta i passaggi salienti sulle ultime news sul calciomercato Roma:

L'ADDIO DI RUDI GARCIA - "Sensi di colpa per Rudi Garcia? No, ho cercato di proteggerlo. Molti mi accusano di aver perso tempo. Forse, ma ricordo che in un momento di grande successo per lui non ha voluto tradire la Roma. E poteva farlo".

IL RAPPORTO CON LA PROPRIETA' USA - "Io non ho perso la poesia, ma il mio modo di pensare al calcio è diverso dal loro. 5 anni senza vincere niente? Non è andata proprio così. Qui è mancato un trofeo, ma la Roma è società patrimonializzata ed è al terzo anno di Champions. È stato fatto un lavoro virtuoso che viene riconosciuto in Italia e all’estero, ma non a Roma per rabbia e frustrazione".

ADDIO ALLA ROMA - "Lo stipendio? Altrove potrei guadagnare di più. Il primo febbraio con una mail ho chiesto al presidente di lasciarmi libero perché ho percepito – e lo percepisco tuttora – uno scollegamento tra me e lui... Mi scusi, non posso andare avanti su questo argomento. Non posso rompere oggi, abbiamo traguardi da raggiungere. Lo farò quando sarò a posto con la mia coscienza. Comunque io non ho mai parlato di dimissioni. In un primo momento lui aveva accettato, poi ha cambiato idea. Per un certo momento mi sono sentito un prigioniero, negli ultimi tempi però ho trovato tante persone che mi hanno aperto gli occhi nell’individuare i problemi, le potenzialità. Mi hanno dato speranza. Una cosa però è certa: questo è il mio ultimo anno alla Roma e io continuerò a fare il ds alla mia maniera. Non sono commissariabile".

GLI ACQUISTI DELLA ROMA - "Dei circa 70 calciatori presi alla Roma solo il 50% era da Roma? Forse anche meno, ma in quel momento c’era una logica. Mi accusano di non prendere italiani, ma dove sono quelli bravi a cifre abbordabili? Occorrerebbe cambiare il sistema, che invece è stantio. A Roma la gente i calciatori a volte li sbrana. Le plusvalenze? Mi hanno complicato la vita. Io impongo i calciatori agli allenatori? Li propongo, ma li condivido con l’allenatore. E poi con Spalletti c’è sintonia. Se non fossi stato costretto a cedere i migliori, la Roma avrebbe già vinto qualcosa? Questo non glielo dirò mai".

RINNOVO TOTTI - "A Francesco ho sempre parlato con affetto. Gli avevo detto: 'Smetti'. Lo penso ancora oggi, però ora che farà il contratto credo abbia una grande occasione: avrà un anno cuscinetto per lavorare su se stesso. Spalletti? Certo che in lui c’era una quota residuale di uno stato d’animo che era maturato in passato, ma Spalletti voleva imporre un modo di essere e ci è riuscito. Ora si sono risintonizzati. Certo, la sintonia sarà stentata, ma occorrerà l’intelligenza di entrambi. Francesco dovrà essere generoso con i compagni. Pur essendo un campione Totti non è stato nell’Olimpo, ma le sue giocate non si vedranno più su un campo di calcio. Non ha vinto Palloni d’oro o Champions, però i suoi colpi saranno chiusi in un libro e non saranno più riproposti da nessuno".

 




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