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Calciomercato > Italia > Italia, De Rossi: "Prima di parlare di Motta si sciacquassero la bocca"

Italia, De Rossi: "Prima di parlare di Motta si sciacquassero la bocca"

Il centrocampista della Roma risponde alle domande dei giornalisti


Daniele De Rossi ©Getty Images
Bruno De Santis (@Bruno_De_Santis)

02/06/2016 14:00

ITALIA CONFERENZA DE ROSSI / COVERCIANO - Dal ritiro di Coverciano, il centrocampista della Roma e della Nazionale, Daniele De Rossi, parla in conferenza stampa nel secondo giorno di ritiro degli azzurri: Calciomercato.it segue per voi le dichiarazioni del calciatore. 

CONDIZIONE FISICA - "E' ottima nonostante il fastidio al tendine che è una parte delicata perché ci ho sofferto molto in passato. Da un anno e mezzo non sentivo più nulla per il lavoro fatto con il fisioterapista, ora è uscito fuori forse per i campi un po' duri e si è infiammata: c'è stata una preoccupazione, forse eccessiva. O ti fermi e la cura o ci giochi sopra. Ma a livello fisico mi sento bene. A Roma ho avuto problemi muscolari, non mi sono mai curato con l'idea di fare l'Europeo. Era una prospettiva ma un paio di questi infortuni me li sono procurati proprio per provare a rientrare prima possibile con la Roma. Ad esempio con il Real Madrid non era normale scendere in campo, se avessi pensato agli Europei sarei stato fuori. Non mi sono pentito, ho sempre cercato di anticipare il rientro per aiutare la Roma". 

MOTIVAZIONI - "Conte punta molto sulle motivazioni e riesce a toccare le corde giuste. L'ha sempre fatto e in questo momento in particolare, credo che chiunque voglia caricare una squadra come la nostra spingerebbe sul tasto della rivalsa. Non siamo favoriti, ma è giusto essere consapevoli che possiamo battere ogni squadra con la quale giochiamo. Dobbiamo trovare questa consapevolezza". 

TOTTI-SPALLETTI - "E' sempre spiacevole quando ci sono delle tensioni che forse erano percepite più grandi di quelle che erano. Non è mai stato utili parlare di questa storia e chiunque lo faceva creava solo scompiglio: non ne ho mai parlato proprio per questo e non vedo perché dovrei farlo oggi. E' poco interessante per me, per quello che devo andare a fare e credo anche per voi". 

CONVOCAZIONE - "Rispetto alle altre volte ero molto meno sicuro, mentre le altre volte ero certo di esserci. Conte punta molto sulla condizione atletica e visti i miei infortuni ero un punto di domanda. Ho dovuto fare un lavoro diverso per approcciarmi a questo tipo di appuntamento: sono partito sapendo che era decisiva anche la partitella del giovedì". 

ADDIO ITALIA - "Lasciare la Nazionale? Non mi pongo scadenze, la deciderà il prossimo allenatore se vedrà che c'è gente più brava di me, più adatta di me. Spesso si lascia per anticipare le scelte del ct ma non ho questi problemi: so che la forma fisica va a scadere, ma non deciderò io farò scegliere al ct. Non mi vergognerei se non dovessi essere più convocato: ci tengo molto e se ci sarà bisogno, io sarò presente. Non si dà l'addio alla Nazionale se non ci sono problemi fisici e problemi a proseguire gli impegni con il club".

VINCERE L'EUROPEO - "Non festeggio la convocazione all'Europeo perché è una cosa normale. Il mi obiettivo è fare un grande europeo e vincerlo. Possiamo vincere con tutte, anche con le più forti. Dobbiamo passare il turno e poi giocare tutte le finali. Secondo me possiamo già vincere contro tutti, dobbiamo diventare una squadra che può vincere sette volte". 

LAVORO - "Mai lavorato così tanto e visto che questo alla Juventus era un'arma in più, potrebbe esserlo anche per l'Europeo. Una cosa da sfruttare rispetto alle altre squadre". 

TATTICO - "E' un vantaggio avere un allenatore che cura il lato tattico. Sapere dove sta il tuo compagno senza guardarlo è importantissimo. Avere l'allenatore che ti insegna la tattica e i movimenti, ti aiuta ad aiutare e ad essere aiutato. Per me è un vantaggio. Posizione? Qualcosina può cambiare, si sta più alto o basso a seconda dell'allenatore". 

BLOCCO JUVENTUS - "La Juventus ha sempre portato tanti giocatori ed è normale. Ma considerando le altre squadre noi della Roma non siamo così pochi. Se c'è una cosa che non devo consigliare alla mia società è puntare sui giovani e lo dimostrano i risultati della Primavera". 

2 GIUGNO - "Legato al calcio, per quello che si può dimostrato ho sempre dato rilevanza a questa maglietta, ho sempre sentito forte la mia appartenenza. Mi sento sempre investito di una missione importante. Essere italiani bisogna ritrovare questo orgoglio e anche se non è facile bisognerebbe riunirci: il calcio ogni 2/4 anni ci porta a tifare tutti per la stessa squadra e lo si dovrebbe fare anche negli altri campi". 

NUMERO 10 - I numeri di maglia siamo un po' più importanti quando sei più giovane. Lo avuto anch'io, quando c'è stato da prendere il 10 l'ho preso pur senza volerlo. Ma non la ritengo una cosa importante, non credo l'abbia scelta Thiago ma l'ha accettata perché è un ragazzo eccezionale che non crea problemi. La gente che si diverte a parlare di Thiago Motta e paragonarlo con la gente del passato, dvorebbe venire a farsi due palleggi con lui, vederlo come tocca il pallone e sciacquarsi la bocca prima di parlare di un calciatore che ha vinto tutto nel club e speriamo ora vinca anche con la nazionale. A livello tecnico non è inferiore a nessuno dei precedenti numeri 10: se lo può permettere". 

FUTURO - "Non mi vedo all'Inter, al Milan, ma in un calcio lontano dalla Roma, un distacco completo dalla squadra del mio cuore. Ma è un discorso che non voglio fare, perché c'è tempo per pensarci". 

MODULO - "Non lo so, l'allenamento proviamo 11 contro 0 e siamo tutti forti. Nel campo devi vedere come ti metti quando l'avversario fa una certa cosa. Vista la mia età, questi moduli li ho fatti quasi tutti e questo è importante". 




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