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Calciomercato > Milan > Milan, Paolo Maldini ricorda papà Cesare: "Vi svelo il nostro rapporto. Rossoneri? Io ci sarò semp

Milan, Paolo Maldini ricorda papà Cesare: "Vi svelo il nostro rapporto. Rossoneri? Io ci sarò sempre"

L'ex terzino e capitano del Milan ha parlato del padre a cinquanta giorni dalla sua scomparsa


Cesare e Paolo Maldini © Getty Images

23/05/2016 12:03

MILAN PAOLO MALDINI RICORDA PAPA' CESARE / MILANO - Cinquanta giorni fa ci lasciava Cesare Maldini, ex bandiera del Milan e tecnico dell'Under 21 azzurra con la quale è riuscito a vincere tre Europei di fila. Intervistato da 'Repubblica', il figlio Paolo ha voluto ricordarlo con le sue memorie: "Era un padre all’antica: quando gli dissi che volevo tentare la strada del calcio mi disse ‘Giochi solo se vai bene a scuola, altrimenti smetti’. Non era molto espansivo, ma ho capito quanto amore ci fosse nel suo modo asciutto di esserci vicino, anche quando allenava a Foggia, a Terni, a Parma. Qualche scontro con papà l'ho avuto. Lui aveva il suo carattere, io il mio. Niente di grave, ma se c'era una stupidaggine a portata di mano io la facevo. Mai in campo, solo fuori". 

L’ex capitano del 'Diavolo' ha poi svelato le due domande che gli fese papà Cesare quando gli disse di voler provare in una grande squadra, dopo gli inizi in periferia: "Oltre all'immancabile riferimento all'importanza dello studio, mi fece solo due domande: vuoi giocare nell'Inter o nel Milan? Vuoi giocare in porta o fuori? Perché la prima domanda? Non voleva che mi sentissi obbligato a percorrere la sua stessa strada, voleva che mi sentissi libero".

Togliersi l’etichetta del 'figlio di Maldini' non è stato facile per Paolo: “A 10 anni arrivo al Milan e il tecnico chiede a mio padre: signor Maldini, dove lo faccio giocare? Ah, non so, veda lei, disse mio padre, e andò in un angolo della tribuna, il più lontano possibile dal campo. Esordii da ala destra. Ma la voce di "figlio di" mi ha accompagnato fino alla prima squadra. Giochi solo perché sei il figlio di Maldini: voci di avversari ma anche di genitori dei miei compagni. So che a Sandro Mazzola era stato riservato lo stesso trattamento. Ed è per questo che vorrei risparmiarlo ai miei figli. Con i miei figli faccio come faceva mio padre: li seguo senza assillarli, non m'importa se diventeranno campioni o si fermeranno a metà strada o smetteranno tra due mesi. Lo studio conta, come conta che siano felici. Non sono mai andato a parlare coi loro allenatori, nemmeno quando erano miei ex compagni, come Nava ed Inzaghi. Ci vuole rispetto, diceva spesso mio padre. Ed è vero, ci vuole rispetto: dei ruoli, delle regole, dell'arbitro, degli avversari”. 

E in futuro sarà possibile rivederlo al Milan? "In un momento così difficile per la squadra e la società potrei dire che è meglio tacere. Ma dirò quello che ho detto a Berlusconi l'ultima volta che ci siamo visti: se ci sarà la possibilità di ridare qualcosa al Milan, che tanto ha dato alla famiglia Maldini, io ci sarò. Ma servono condivisioni, serve che mi accettino per come mi conoscono".

D.G.




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