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Calciomercato > > Allievi Elite, ESCLUSIVO Bolic: "Il Savio è il top, ma è ora del grande salto"

Allievi Elite, ESCLUSIVO Bolic: "Il Savio è il top, ma è ora del grande salto"

L'allenatore della compagine capitolina si è confessato ai nostri microfoni


Alessandro Bolic
Daniele Trecca (@danieletrecca)

12/05/2016 20:25

ALLIEVI ELITE ESCLUSIVO BOLIC / ROMA - Recentemente abbiamo assistito allibiti alle immagini da Far West riguardanti la partita Albalonga-Tor Sapienza, valevole per i playout del campionato Allievi Elite, ma il calcio dilettantisco è pieno anche di esempi positivi e di belle favole. Quella del Savio, ad esempio, si è interrotta solamente in semifinale, a causa di un regolamento che, in caso di pareggio dopo i tempi supplementari, va a premiare la squadra piazzatasi meglio durante la 'regular season'. 

"Sono molto contento della nostra stagione - esodisce a Calciomercato.it Alessandro Bolic, allenatore del Savio - Siamo l'unica squadra che, pur non avendo raggiunto l'obiettivo finale, non ha mai perso. Peccato essere usciti per questa regola. Ma il risultato non è tutto a livello giovanile e gli obiettivi della società sono stati rispettati. E' importante far crescere i ragazzi, ne abbiamo messi in vetrina parecchi e 7-8 giocatori andranno a fare la Primavera. Il Savio è la società più titolata della Capitale a livello dilentattistico, come struttura non si può certo chiedere di più, ma credo che sia pronto per fare il grande salto nel professionismo, anche passando attraverso la Primavera. I corsi di Coverciano mi hanno aiutato molto e ho preso anche il titolo di 'Allenatore professionista Uefa A'". L'ottima stagione non è passata affatto inosservata e diverse squadre, professioniste e non, hanno seguito con attenzione il lavoro dell'allenatore romano. "So che il mio lavoro è stato apprezzato e voglio continuare il mio percorso di crescita, in presenza di un progetto serio. Ho fatto tutto in maniera graduale, perché se uno vuole veramente arrivare ad un obiettivo finale è meglio immagazzinare le cose passo passo.". 

A differenza di qualche anno fa, i vivai delle squadre italiane presentato qualche lacuna organizzativa, ma il problema è generale. "Bisogna far chiarezza sulle regole dei calendari - prosegue Bolic - la Primavera non è più una vetrina come in passato. Si arriva in prima squadra e non si gioca. Si rischia un finanziamento sempre minore dei settori giovanili, perché non portano un patrimonio ai club. Le seconde squadre come in Spagna? Servono delle regole chiare sui fuori quota, altrimenti rischiano di diventare un pretesto per tesserare altri giocatori".

Interpellato poi sul suo modulo di gioco preferito, Alessandro Bolic mostra di avere le idee chiare: "Un allenatore bravo deve riuscire a far esprimere i giocatori al loro massimo. Il sistema va plasmato in base ai calciatori che hai, perché a questi livelli la cosa più importante è che i giovani si possano esprimere e crescere. Adopero di solito il 4-3-3, ma per favorire la crescita dei ragazzi, non bisogna fissarsi su un modulo. I ragazzi devono sapersi adattare alle varie situazioni. Inoltre, sono uno che studia quasi in maniera maniacale l'avversario, che va sempre rispettato e studiato. Avere iniziato come osservatore per il Crotone, mi ha sicuramente aiutato da questo punto di vista. Ora spero in una chiamata dal professionismo. Nel calcio, come nella vita, sono tre gli ingredienti che servono: bravura, risultati fortuna".  

 




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