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Calciomercato > Juventus > Juventus, Buffon: "Bayern, delusione atroce. Giocherei anche gratis per questa squadra"

Juventus, Buffon: "Bayern, delusione atroce. Giocherei anche gratis per questa squadra"

Il capitano bianconero ha rinnovato ieri il suo contratto fino al 2018


Gianluigi Buffon ©Getty Images

12/05/2016 13:16

JUVENTUS BUFFON / TORINO - Gianluigi Buffon ha rinnovato ieri fino al 2018 il proprio contratto con la Juventus. Una carriera leggendaria in bianconero quella del portiere della Nazionale, con una macchia in questa stagione: "Mi sono chiesto di migliorare ancora nella tenuta nervosa, nel carattere e nell’attenzione della gara. Questo ha detto Monaco di Baviera - ha dichiarato il numero uno dei campioni d'Italia a 'La Stampa' - Ho riflettuto su quella sconfitta e mi sono accorto di aver commesso un errore madornale: dopo il 2-2 ho patito quella rete a livello di energie nervose. Mi sono fatto sopraffare da una delusione atroce e questo me lo porto appresso per i prossimi due anni".

BANDIERA - Lo stesso Buffon, presente ad un evento benefico al Circolo Filologico di Milano, ha poi aggiunto sul rinnovo: "Ho avuto la fortuna di allungare ancora il mio contratto con la Juventus. Quando fai parte di una società per 15-16 anni ti senti ormai parte integrante, giocheresti anche gratis perché senti un senso di appartenenza".

IL MITO DEL CAMPIONE - "A me basta essere ricordato per quello che ho fatto nel mondo dello sport. Poi come uomo ho i miei pregi e i miei difetti, com'è normale che sia. Sinceramente non mi piace quando c'è la 'beatificazione' di uno sportivo. Io detesto come ci descrivono, in maniera unica. Ultimamente di me si sta parlando molto, e anche bene, con qualsiasi tipo di iperbole. Ma finché si parla di sport va bene, perché quelli sono fatti e sono sotto gli occhi di tutti. Ma non capisco perché si debba andare per forza oltre, che dietro un grande sportivo debba esserci un grande uomo. Io non mi sento un grande uomo, io sono uno come tanti. Ho sicuramente qualche virtù, ma non capisco questa esigenza smodata di innalzare il mito sportivo con quello dell'uomo".

G.M.




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