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Calciomercato > Milan > Milan, Galliani: "Speriamo Brocchi resti il prossimo anno, altrimenti tornerà in Primavera"

Milan, Galliani: "Speriamo Brocchi resti il prossimo anno, altrimenti tornerà in Primavera"

L'amministratore delegato ha parlato nel corso della presentazione del nuovo allenatore


Adriano Galliani ©Getty Images

13/04/2016 14:07

MILAN GALLIANI PRESENTAZIONE BROCCHI / MILANO - Il Milan riparte da Brocchi. Durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico, l'amministratore delegato dei rossoneri Adriano Galliani ha spiegato la scelta della società, soffermandosi anche sul calciomercato Milan del futuro: "Il presidente ed io, come facciamo da oltre 30 anni, ci confrontiamo, parliamo e poi arriviamo ad una decisione condivisa e tutti poi tiriamo nella stessa direzione. Oggi ho letto interpretazioni sui pensieri miei e del presidente, ma non è così. C'è dialettica interna, poi quando prendiamo una decisione la decisione è una sola. La società ha scelto una linea, abbiamo detto quello che dovevamo dire nei comunicato, abbiamo identificato in Brocchi l'uomo che può dare una scossa e migliorare il gioco della squadra. Mihajlovic ha fatto un buon lavoro, gliene diamo atto, ma abbiamo pensato che servisse qualcosa di diverso in questo momento".

Galliani poi aggiunge: "Tutto noi ci auguriamo e crediamo che Brocchi sia l'allenatore del Milan dell'anno prossimo, o comunque resterà con la Primavera. Nei quadri del Milan rimarrà, è la verità, sta facendo benissimo".

Sul futuro l'amministratore delegato dei rossoneri ha spiegato: "Noi non abbiamo contattato alcun allenatore, nessun Di Francesco. Ci auguravamo di poter lavorare fino a fine stagione e poi vedere, ma non è accaduto e sono dispiaciuto. Nessun allenatore può dire di essere stato contattato dal Milan. La parte sportiva la gestiamo da 30 anni io e Berlusconi e le decisioni vengono prese condividendole. In questo periodo non abbiamo contattato alcun allenatore perché avevamo un allenatore con contratto anche per la prossima stagione e visti questi 5 risultati abbiamo preso la decisione di promuovere l'allenatore della Primavera, percorso molto simile a quello della Lazio con Inzaghi e mi auguro che Cristian come il suo amico Simone Inzaghi abbia la stessa fortuna domenica a Genova".

CONSENSO - Galliani poi risponde alle domande sulle critiche arrivata da gran parte dei tifosi: "Evidentemente dispiace che le scelte che vengono fatte dalla società, convinti di fare il bene della società, non abbiamono il consenso. D'altra parte chi gestisce la società ha il dovere di prendere le decisioni e queste competono a chi gestisce questa società. Questo è quello che noi abbiamo pensato di fare per il bene del Milan. Poi l'importante non è la condivisione iniziale, ma che arrivino i risultati. Nel calcio tutto quello che fai quando poi arrivano i risultati è perfetto. Noi siamo convinti che questa decisione, forse non popolarissima, possa fare bene al Milan, altrimenti non sarebbe stata presa".

CONFERMA BROCCHI - "Credo il gioco, è determinante. L'ho ripetuto tante volte che sono da 30 anni con Silvio. Il Milan ha grande tradizione di gioco, è sempre stata una squadra che ha giocato gran calcio. Sento il presidente tutti i giorni e lo sento innervosito quando si gioca male, non quando si perde. Ricordo una delle più grandi sfuriate dopo uno 0-0 in Champions contro il Celta Vigo in cui si era giocato senza punte. Il gioco è un fattore determinante ed è il motivo per cui siamo qui oggi a presentare Brocchi, anche perché normalmente attraverso il gioco si centrano i risultati".

ACQUISTO CINESI  - "La trattativa con i cinesi, che ci sia o no, riguarda un gradino più alto. Eventualmente questa trattativa riguarda la proprietà, non chi gestisce il Milan, quindi va fatta a Fininvest"

ALLENATORE DEL FUTURO - "Parlare d'altro quando stiamo presentando Brocchi mi pare prematuro. L'abbiamo scelto perché conosciamo la squadra, sappiamo come gioca la Primavera che è uno stile che trova approvazione e condivisione dei vertici societari. La nostra speranza ed il nostro credo è che si possa continuare con Brocchi".

MERCATO MILAN - Per quanto riguarda il calciomercato, Galliani spiega: "Come ogni estate si farà il mercato condividendolo con l'allenatore che ci sarà la prossima stagione. Figuriamoci se ora io posso parlare su come giocherà l'anno prossimo il Milan".

RISULTATI - "Sono nel calcio da una vita. Quindi è chiaro ed evidente che i risultati, positivi o negativi, arrivano dall'insieme società, tecnici e giocatori. Chiaro che se non arrivano i risultati evidentemente ci sono concorsi di colpe tra le componente così come c'erano concorsi di meriti in tutto il periodo di precedente. Ci dicono che guardiamo il passato, ma secondo me è inevitabile guardare indietro perché una società va valutata nel complesso, non nei soli ultimi anni. L'ultimo scudetto vinto prima della Juve l'ha vinto il Milan. I risultati di queste ultime tre stagioni non ci soddisfano. Speriamo di poter concludere una stagione non fallimentare, ma media grazie alla Coppa Italia ed alla posizione finale in classifica. Crediamo che il Milan possa e debba tornare ad altissimi livelli". 

EUROPA - "Valutando i ranking, la Champions nasce nel 92/93 e mi sono accorto che siamo la squadra che ha fatto più finali da quando esiste. In questo periodo il presidente era Berlusconi e l'amministratore delegato era Galliani. Credo che queste critiche che leggo anche sui social siano un filino ingenerose, ma questo è. Siamo certi di poter arrivare ad un futuro che assomigli molto di più al passato".

DIRIGENTI - "I manager vengono nominati dagli azionisti, quindi per quanto mi riguarda mi sento benissimo ed in forma, ma le scelte le fa la proprietà e per quanto riguarda il mio futuro non rispondo. Faccio il mio lavoro con l'impegno e la determinazione di sempre. Da Tim Cook in giù siamo tutti nelle mani degli azionisti".

ERRORI - "Chissà quanti sono stati. Intanto vorrei dire che da piccolo a chi mi chiedeva cosa volessi fare da grande rispondevo che volevo fare il presidente del Monza. Ho commesso tanti errori in 30 anni, normale. Ma è difficile giudicare il proprio lavoro. C'è questo triangolo e da lì arrivano i successi e gli insuccessi, poi dividere in percentuale tra società, tecnico e giocatori non penso ci sia mai riuscito nessuno. Ci sono errori e cose ben fatte, ma io poi credo che le valutazioni vadano fatte in un arco temporale più lungo".

B.D.S.




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