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Calciomercato > Inter > Inter, Boninsegna: "Via dall'Inter per Mazzola. Su Icardi e Pavoletti..."

Inter, Boninsegna: "Via dall'Inter per Mazzola. Su Icardi e Pavoletti..."

Ecco il racconto dell'ex centravanti dei nerazzurri e della Juventus


Boninsegna ©Getty Images

09/04/2016 12:49

BONINSEGNA INTER JUVENTUS VIERI PAVOLETTI / MILANO - L'ex attaccante di Inter, Juventus (tra le altre) e della Nazionale italiana, Roberto Boninsegna, ha raccontato il proprio percorso calcistico al 'Corriere dello Sport': "Ho iniziato anch'io in parrocchia, con i sacerdoti che s'improvvisavano centrocampisti. Era strano perché mio padre era un sindacalista, era comunista. In maniera intelligente, senza fanatismi. Una domenica un prete disse che i comunisti mangiavano i bambini. Iniziai a pensare di dover temere qualcosa. Mio padre se n'è andato nel 1977, il giorno in cui vinsi lo scudetto con la Juventus contro la Sampdoria. Non feci in tempo ad arrivare da lui ma il suo compagno di stanza mi disse che sorrise quando gli riferì che avevo segnato un gol".

INTER - "Al campetto un distinto signore mi chiese un giorno se volevo fare un provino per l'Inter. Pensai che scherzasse ma poi ne sostenni due. Per due anni feci la spola tra Milano e Mantova, poi mi dissero che volevano restassi in foresteria. Mia madre non voleva ma alla fine cedette".

HERRERA - "Mi mandò a Prato e a Potenza, sfiorando la serie A. Realizzai dieci reti e fu un bell'anno, anche se non vedemmo una lira. Mi mandarono poi a Potenza. Sembrava che l'Inter di Herrera, che vinceva tutto, non mi volesse".

HERIBERTO HERRERA - "All'inizio non capivo cosa dicesse ma poi ci fu una cavalcata bellissima. Ho segnato 171 gol, con due scudetti e tre classifiche dei cannonieri vinte, non due come dicono le statistiche. In finale di Coppa dei Campioni poi perdemmo contro l'Ajax di Cruyff".

COCA COLA - "Altro che sceneggiata. Quella lattina mi arrivò in testa, piena, così svenni. Ancora oggi ci sono dei club lì contro di me".

MAZZOLA - "Siamo cresciuti insieme. Credo si adoperò perché io tornassi all'Inter. Il nostro rapporto si è incrinato negli ultimi ann in cui abbiamo giocato. Voleva fare il regista e io non pensavo fosse quello il suo ruolo. La mia sincerità mi costò il posto all'Inter. In estate Fraizzoli mi chiamò per dirmi che doveva andare alla Juventus".

ATTACCANTI MODERNI - "Io ero un classico centravanti d'area. Vieri e Casiraghi mi somigliavano. Oggi Icardi mi somiglia. Mi piace Pavoletti. Credo si aun talento. Il problema è che gli italiani arrivano tardi in prima squadra e giocano poco".

L.I.




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