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Calciomercato > Spagna > Barcellona, Messi: "Mi piacciono la Serie A e la Premier. Nel futuro non si sa mai..."

Barcellona, Messi: "Mi piacciono la Serie A e la Premier. Nel futuro non si sa mai..."

Il campione argentino ha parlato anche del confronto con Cristiano Ronaldo


Leo Messi ©Getty Images

27/03/2016 18:31

BARCELLONA MESSI PARAGONE CRISTIANO RONALDO FUTURO / BUENOS AIRES (Argentina) - Tra pochi giorni andrà in scena il grande ‘Clasico’: Barcellona e Real Madrid si sfideranno al ‘Camp Nou’. Una gara che metterà di fronte due dei più forti giocatori al mondo: Leo Messi e Cristiano Ronaldo. "I confronti sono qualcosa che fa la stampa. Io penso solamente ad aiutare la mia squadra sempre - ha dichiarato la ‘Pulce’ ai microfoni della 'MBC' - L’unica cosa che voglio è crescere e migliorarmi di stagione in stagione. Non penso a confrontarmi con Cristiano (Ronaldo, ndr) o con nessun altro. Quando ha vinto i suoi Pallone d’oro se li è guadagnati: votano gli allenatori, i giocatori, i giornalisti e il vincitore va sempre accettato. Quindi vuol dire che se li è meritati".

BARCELLONA - "Il calcio è uno sport di squadra e con il Barcellona ci siamo prefissati degli obiettivi. Se il singolo fa bene e la squadra no è inutile. Il gruppo deve venire sempre prima del singolo. Tutti nello spogliatoio la pensiamo così. Siamo un gruppo consolidato, giochiamo insieme da anni, con uno sguardo ci intendiamo". 

REAL MADRID - "Ha dei grandi calciatori. Hanno sempre avuto stelle mozzafiato ed è uno dei migliori club al mondo. Sono sempre un avversario difficile e con loro è sempre difficile vincere lo scudetto in Spagna".

RUOLO IN NAZIONALE - "Dipende dal tecnico: con Sabella ho giocato in una posizione diversa rispetto a quello che occupo col Barcellona. Ora col 'Tata' (Martino, ndr) abbiamo una filosofia più simile a quella del Barça".

VITA PERSONALE - "Sono una persona tranquilla. Mi piace stare con la mia famiglia. Ad un giocatore capita spesso di stare lontano dai propri cari, quindi cerchiamo di cogliere ogni momento possibile di riposo per stare con loro". 

IL FIGLIO THIAGO - "Thiago ancora molto piccolo, ama passeggini e aeroplani. Non so se giocherà a calcio, non lo obbligherò, sceglierà quello che vuole fare e che gli piacerà di più". 

FUTURO - "Mi piacciono molto il calcio inglese e quello italiano. Seguo spesso i loro big match. Ma come ho già detto, la mia intenzione è quella di continuare qui e restare molti anni, magari chiudere anche la carriera con loro. Però nel calcio non si sa mai, le cose possono cambiare da un giorno all’altro".

RIJKAARD - "Tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno insegnato qualcosa, ma forse il più importante è stato Frank Rijkaard. Se non avesse creduto in me non mi avesse fatto debuttare in prima squadra, forse non sarei qui ora. E' una persona importante per me: si fidava di me e mi ha messo al momento giusto". 

TRATTAMENTO PER LA CRESCITA - "La verità è che ero molto giovane e non capito quello che si stava facendo. La mia famiglia ha fatto tutto quello che poteva, non è stato facile ma non mi è costato: è diventata subito una routine. Sapevo bene che ogni sera dovevo fare l’iniezione, ma non ho avuto problemi a trascorrere una vita normale, giocare fuori con i miei amici, andare a scuola. Ho sempre seguito i consigli del medico".

D.G.




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