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Calciomercato > Sassuolo > Sassuolo, Di Francesco: "I segreti del mio calcio. Gara più difficile? Col Napoli!"

Sassuolo, Di Francesco: "I segreti del mio calcio. Gara più difficile? Col Napoli!"

Il tecnico neroverde parla del suo modo di allenare


Eusebio Di Francesco ©Getty Images

26/03/2016 10:04

SASSUOLO DI FRANCESCO ZEMAN SARRI / SASSUOLO - Il suo Sassuolo è tra le rivelazioni più belle di questa Serie A. Il suo calcio è concreto, organizzato e, soprattutto, divertente. Eusebio Di Francesco non a caso è considerato tra gli allenatori italiani più promettenti. Per lui si parla di un possibile futuro al Milan. Il tecnico ha rilasciato una lunga intervista alla 'Gazzetta dello Sport'. Queste le sue parole: "Il mio calcio è palla in verticale, scarico, attacco alla profondità. Lo dico sempre ai ragazzi: due passaggi orizzontali sono già troppi. Poi, il gioco senza palla è importante: il calcio è tempo e spazi. Quei movimenti nei miei allenamenti si ripetono continuamente, la ripetitività è fondamentale. Zeman aggrediva in ogni azione, io invece sono 'difranceschiano': va bene l’aggressione ma non sempre. A volte bisogna temporeggiare. Il nostro riferimento difensivo è la palla, come per Sarri. La difesa si sposta in base a dove si trova il pallone,".

IL MODULO - "Se subentrassi a stagione in corso mi adatterei. Però se una squadra mi sceglie sa che cosa mi piace, quindi dovrà sposare il mio modo di giocare. Il 4-3-3 ha un solo problema: fai fatica ad andare a marcare il play avversario. Per il resto, è spettacolare. Io in allenamento non lavoro mai su un secondo sistema di gioco".

ZEMAN - "E’ l’allenatore che mi ha lasciato di più, era dieci anni avanti, con lui mi divertivo in campo e fuori: è l’unico allenatore che mi ha fatto ridere. La preparazione atletica però non l’ho presa da lui. Facevamo dieci volte i mille metri per quattro giorni di seguito, poi i sacchi sulle spalle, i gradoni… No, voglio troppo bene ai miei ragazzi".

GLI ATTACCANTI - "I movimenti? Semplificando, un attaccante va sull’esterno, uno attacca il primo palo, uno attacca il secondo. Le tre punte devono muoversi in maniera coordinata e Berardi nell’interpretazione dei movimenti è il numero uno. E Sansone viene subito dopo. Io voglio attaccanti da uno contro uno, che saltano l’uomo e puntano la porta. Altrimenti, se tutti corrono sulla linea laterale, poi finisce il campo".

SU ZAZA - "Per me è straordinario. Quando era da noi gli chiedevo: “Simone, oggi hai corso in allenamento?”. E lui: “Sì”. Poi gli facevo vedere i dati del Centro Mapei, che le altre società non hanno, e gli dicevo: “Questo livello non basta. Se non migliori, panchina”. E migliorava, perché i dati non mentono, danno una motivazione speciale".

GARA PIU' DIFFICILE - "Le due con il Napoli sono tra le più difficili: ha qualità nel palleggio e verticalizza benissimo. Higuain è migliorato molto, perché Sarri è bravissimo e gli allenatori per fortuna contano ancora. Poi c’è Insigne, che a sinistra fa certe giocate… Si vede che ha avuto Zeman, un bel maestro".

 

M.D.A.




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