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Calciomercato > Olanda > Addio Johan Cruyff: il 'Profeta del gol' che ha rivoluzionato il calcio moderno

Addio Johan Cruyff: il 'Profeta del gol' che ha rivoluzionato il calcio moderno

Storia e successi dell'asso olandese: dall'Ajax al Barcellona passando per la nazionale


Cruyff © Getty Images
Michele Furlan (Twitter: @MicheleFurlan1)

24/03/2016 15:19

CALCIO JOHAN CRUYFF MORTE SUCCESSI STORIA / ROMA - La notizia è arrivata spietata e tagliente: Johan Cruyff non ce l'ha fatta e si è spento a 68 anni per un male incurabile ai polmoni. Il calcio moderno gli deve tanto, se non tutto. L'olandese, infatti, è stato un vero e proprio 'Profeta' di questo sport. Dall'invicibile Ajax degli anni '70 ai successi col Barcellona, da giocatore e da allenatore, passando per il calcio totale dell'Olanda: storia e successi di Johann Cruyff, uno dei più grandi di sempre.


CRUJIFF E IL CALCIO TOTALE TRA AJAX E NAZIONALE OLANDESE

Nato ad Amsterdam nel 1947,Johan Cruyff cresce calcisticamente nel vivaio dell'Ajax con cui fa il proprio esordio 'tra i grandi' nel 1964, sotto la lente speciale dell'allora allenatore Vic Buckingham. Nel 1965 arriva la prima svolta: il tecnico inglese viene esonerato e al suo posto arriva Rinus Michels. Il binomio Michels-Cruyff sarà fondamentale per il club e per il giovane Johan. Con Michels in panchina inizia l'era del calcio totale. Cruyff è la guida sul campo: testa alta, tecnica sopraffina, intelligenza superiore e la sfrontatezza che solo chi sa di essere speciale può avere. infatti non veste alcun numero dall'1 all'11 (come era consuetudine all'epoca), prendendo il 14 come scelta anticonformista. Dopo la finale di Coppa dei Campioni persa contro il Milan nel 1969 arriva la scintilla che contribuisce a creare una delle squadre più forti di ogni epoca. L'Ajax di Michels e Cruyff vince tutto a livello nazionale e sale finalmente sul tetto d'Europa nel 1971, battendo il Panthinaikos di Ferenc Puskas. Nel 1972 e 1973 arrivano altre due Coppe dei Campioni (in panchina c'è Stefan Kovacs), una Supercoppa Europa e la Coppa Intercontinentale. Il 'Profeta del Gol' (così soprannominato da Sandro Ciotti) ricostituisce il sodalizio vincente con Michels nella nazionale olandese che ai Mondiali del 1974 stupisce il globo con un gioco che non si era mai visto, capace di non lasciare punti di riferimento in campo. L'unica pecca è la finalissima persa con la Germania, con il numero 14 'Oranje' che non riesce ad alzare al cielo il trofeo più ambito. La consolazione a livello individuale arriva col Pallone d'Oro 1974, il terzo messo in bacheca dopo quelli del 1971 e 1973.


L'AMORE DI CRUYFF PER IL BARCELLONA E LA CARRIERA DA ALLENATORE

Nel 1973 termina l'avventura di Cruyff con la maglia dell'Ajax. Il fantasista olandese passa al Barcellona dove in panchina siede proprio Rinus Michels. Il rapporto tra il campione e la Catalogna diventa ben presto solidissimo. L'anticonformismo dell'asso olandese si sposa alla perfezione con la voglia di indipendenza della regione spagnola, che sta vivendo gli ultimi scampoli della dittatura di Francisco Franco. Grazie al suo apporto il Barcellona torna a vincere il campionato ma in 'Blaugrana' non arrivano gli stessi successi maturati ad Amsterdam e nel 1978 Cruyff lascia la Spagna per gli Usa. Torna nella penisola iberica per vestire la casacca del Levante salvo poi chiudere la carriera tra Ajax e Feyenoord, tornando alle origini. La mente aperta e la visione moderna e totale del gioco lo portano a cominciare la carriera di allenatore che è sfavillante quanto quella da calciatore. Comincia, ovviamente, dall'Ajax vincendo anche una Coppa delle Coppe. Nel 1988 arrivano le seconde nozze col Barcellona, squadra lontana anni luce da quella che è ora. Il 'Profeta' agisce in maniera drastica rivoluzionando il settore giovanile 'blaugrana' (la mitica 'Masia') e poggiando la propria filosofia sulla formazione di un'idea di gioco che continua tutt'ora. I risultati sono strabilianti: il 'Barça' dei primi anni '90 è una delle squadre più complete di sempre e vince finalmente la prima Coppa dei Campioni della propria storia nel 1992.  La bacheca si riempie: 4 campionati, una Coppa del Re, 3 supercoppe nazionali, una Europa e una Coppa delle Coppe. La finalissima di Champions League persa ad Atene contro il Milan di Fabio Capello (con un roboante 0-4 a fungere da 'macchia') segna la fine del ciclo che si chiude ufficialmente nel 1996, anche per via dei tanti problemi di salute. Crujiff ha poi svolto il ruolo di dirigente. L'olandese ha contribuito in maniera sensibile a rivoluzionare il calcio dall'epoca dell'immediato dopoguerra a quella moderna, facendosi veicolo e precursore di concetti ancora validi ai giorni d'oggi, svolgendo. Un illuminato, un filosofo e un pensatore dello sport: un vero e proprio 'Profeta'. Che ci mancherà, tanto.




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