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Calciomercato > Roma > Roma, Vainqueur: "Pjanic un genio, Nainggolan da Real Madrid. E Spalletti..."

Roma, Vainqueur: "Pjanic un genio, Nainggolan da Real Madrid. E Spalletti..."

Il centrocampista giallorosso ha fatto il punto di come sta procedendo la sua esperienza nella Capitale


William Vainqueur ©Getty Images

16/03/2016 21:57

ROMA VAINQUER SPALLETTI / BRUXELLES (Belgio) - Tra le note liete della stagione della Roma c'è sicuramente anche il nome di William Vainqueur, centrocampista francese arrivato in estate dalla Dinamo. Intervistato dalla rivista belga 'Foot Magazine', il giallorosso ha parlato della sua esperienza nella Capitale e non solo: 

SPALLETTI - "Stella o non stella, se non fai quello che chiede ti uccide (ride, ndr). Ma lui ama i suoi giocatori e li difenderà fino alla fine. Io non sono nessuno in questa squadra rispetto a tutti i grandi nomi che ci sono, ma lui mette tutti sullo stesso piano. Tatticamente è il top, concepisce il gioco come nessuno. Ti dice di metterti in quel punto preciso in una certa fase di gioco, inizialmente non capisci bene perché, poi ti rendi contro che la palla ti arriva sui piedi".

PIAZZA ROMA - "Qui si sente ogni giorno la pressione intrinseca di un club delle dimensioni della Roma. Quando le cose vanno bene come adesso, le persone ti lasciano in pace, ma quando le cose vanno meno bene, come tra novembre e dicembre, l’ambiente si riscalda rapidamente. Gli ultras sono venuti al centro di allenamento. Il derby di Roma è un evento unico. Ogni volta che si vince, si può fare ciò che si desidera in città, vai al ristorante e non paghi, la gente ti segue. Ho avuto la possibilità di giocarlo e soprattutto, di vincerlo". 

RENDIMENTO - "Sono felice della mia stagione, soprattutto perché sono circondato da grandi giocatori: De Rossi, Pjanic, Keita, Maicon, Nainggolan, e, ovviamente, Totti. Il primo giorno mi sono trovato seduto due posti lontano da lui. Vi assicuro che diventi più piccolo. E ho scoperto un altro calcio, un altro livello, qui si va a duemila, se non vedi il gioco prima di ricevere la palla sei morto e senti Totti urlare".

NAINGGOLAN - "È eccezionale. Lui sa fare tutto. È potente, tecnico, può giocare un po' più al centro o un po' più basso. La Roma è già molto forte ma lui può giocare con le più forti, a mio parere: PSG, Real Madrid, non importa. Ma il ragazzo che mi ha impressionato di più, a parte Totti, è Pjanic: è un genio. Quando è al 100%, è un piacere. Non va a 100 miglia all'ora, ma vede tutto sul campo. Per Miralem e Radja non c'è confine".

REAL-ROMA - "Quando gli ho annunciato che sarei stato titolare contro il Real Madrid, il mio agente mi ha detto di ricordarmi da dove ero venuto e di ricordarmi i sacrifici che avevamo fatto, perché l’avevamo fatto per questo. A Roma ero in panchina come Zidane, due settimane dopo mi son trovato sul terreno del 'Bernabeu' con Modric…".

DERBY - "I leader e i tifosi ti fanno capire che non si può perdere. Quando eravamo in albergo, abbiamo visto arrivare 5-6000 sostenitori alle 8 del mattino. Walter Sabatini mi ha chiamato nel suo ufficio e lui non ci ha girato intorno, mi disse che avrei giocato, che si fidava di me e che non mi aveva preso per niente. Ed è là che inizi a traballare. Prima della sosta, eravamo ancora secondi o terzi, ci hanno lanciato uova e pomodori e mi sono chiesto dove fossi finito. Qui è un'altra cosa. Quando siamo andati a Napoli, per esempio, siamo dovuti andare in aereo quando non ci sarebbero volute più di due ore. E all'arrivo in aeroporto c’erano 200 agenti di polizia per scortarci. È stata pura follia".

TOTTI - "Quando c’è Totti, probabilmente fai un po’ più di attenzione, ma se devi portargli il pallone tu lo fai e probabilmente ti urlerà alla fine, ma nello spogliatoio ti darà una pacca sulla spalla. Sono persone che rispettano molto il calcio, sanno che fa parte del gioco. E’ incredibilmente tranquillo negli spogliatoi. Ma sportivamente, rimane impressionante. Ha quasi 40 anni, mi chiedo come abbia fatto. Ha gli occhi ovunque, ha un piede che gli permette di fare quello che vuole. Contro il Chievo Verona, ho veramente realizzato dove mi trovavo: ho visto De Rossi, Maicon, Gervinho e mi sono reso conto che giocavo nella Roma. È stupido, ma è davvero lì che ho capito".

D.G.




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