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Calciomercato > Roma > Roma, Maicon: "Totti non si discute. Quella famosa gara con la Juve? Lì abbiamo capito tante cose..

Roma, Maicon: "Totti non si discute. Quella famosa gara con la Juve? Lì abbiamo capito tante cose..."

Il terzino brasiliano ha ripercorso la sua lunga carriera


Maicon ©Getty Images

16/03/2016 20:37

ROMA MAICON RICORDI / ROMA - Ospite degli studi di ‘Roma Tv’, il terzino giallorosso Maicon ha ripercorso la sua gloriosa carriera in una lunga intervista. Di seguito i passaggi più significativi: 

MANCINI - "E' un grandissimo allenatore e una grandissima persona. Nel momento in cui sono arrivato all'Inter mi ha aiutato tantissimo e mi ha fatto imparare molto del calcio italiano visto che non è facile da imparare. Sicuramente è stato un pezzo importante della mia crescita nel calcio italiano".

IL PALLONETTO DI TOTTI A 'SAN SIRO' - "Non è un bel momento perché ho subito gol, però di Francesco non c'è neanche bisogno di parlarne per quello che ha fatto nel calcio mondiale. Oggi sono con lui e sono contento di potermi allenare con lui perché non si discutono le sue qualità. Era la partita più difficile del campionato perché Spalletti studiava il nostro gioco e gestiva i nostri punti deboli. Per me Roma-Inter è sempre stata la partita più difficile del campionato. Sicuramente era la partita che mi dava più fastidio, siamo stati tanti anni a lottare per lo scudetto, meno male che l'ho vinto sempre".

VITTORIA CHAMPIONS - "Vedere tutte quelle squadre attaccate a questo trofeo e nell'anno 2009/2010 riuscire a baciarla e ad alzarla in un palco importante come il 'Bernabeu', per me è stato un momento indimenticabile che ho passato con la mia famiglia, che mi aiuta sempre. E' un trofeo che tutti vogliono conquistare ma è difficilissimo riuscirci perché affronti le migliori squadre del calcio mondiale e quindi è stato un giorno indimenticabile. Per me personalmente e poi per la società perché ha lavorato tanto per arrivare a questo traguardo. Sicuramente anche per il presidente Moratti perché se lo meritava di più dei giocatori e dei tifosi. Sono contento anche per questo".

MOURINHO - "Lui è un pezzo importante della storia del calcio, io ho avuto la fortuna di stare per tanti tempi insieme a mister Mourinho quindi non ho niente da dire. Devo solo ringraziarlo per quello che mi ha fatto fare nel calcio e quello che mi ha fatto conquistare. Lui sicuramente è una parte importante di quello che abbiamo conquistato. E' un allenatore vincente e sa lavorare con i giocatori, si è visto e si vede sempre ogni settimana. Non ora perché non sta lavorando, però si vede che è uno in gamba e dove va fa la storia. Sono contento che abbiamo fatto la storia insieme in una grande società".

ESPERIENZA AL CITY - "Una scelta non facile. Sono arrivato da una società che mi ha fatto crescere tanto nel calcio ma in quel momento era arrivato il momento di cambiare e ho fatto questa scelta. Era un progetto che stava crescendo, purtroppo non è andata bene non per la società perché è grandissima e si vede anche adesso. Neanche per colpa dello staff e dei compagni, perché l'accoglienza è stata perfetta, ma per l'infortunio che ho già avuto alla seconda partita con questa squadra. Sono stati mesi di difficoltà ma comunque sono stati mesi in cui dovevo vedere la mia forza".

ULTIMI MONDIALI - "Due anni prima mi davo come finito nel calcio. Ho dovuto fare ancora delle scelte e dimostrare che ero vivo nel calcio mondiale e alla fine mi sono guadagnato questa gioia di aver fatto un mondiale con la mia nazionale a casa mia".

L'ARRIVO A ROMA - "Questa è una bella foto, è il giorno della mia presentazione in una squadra importante che ha il nome della Capitale, in una squadra che mi ha dato l'opportunità di dimostrare ancora una volta che ero vivo nel calcio. E' una foto veramente bellissima per cui devo ringraziare solamente tutti quelli che mi hanno voluto con questa maglia: l'allenatore Rudi Garcia, che mi ha chiamato e mi ha detto che mi avrebbe dato l'opportunità di dimostrare ancora il mio valore. Ringrazio anche le altre persone che mi hanno dato questa opportunità. Spero di aver ringraziato i tifosi facendo il mio lavoro in campo. Quando mi hanno chiesto di venire qui non ci ho pensato due volte, la mia scelta è stata sì. Sono già tre anni che sono qui e sono veramente contento per quello che ho fatto e quello che posso ancora fare con questa maglia".

SABATINI - "Devo ringraziare tanto il direttore perché è stato il primo a volermi in questa società. Quando ci siamo visti ci siamo capiti guardandoci negli occhi che avevamo le stesse idee e gli stessi obiettivi. Lo devo ringraziare per tutto e per le parole che ogni tanto spara su di me. E' una persona per bene che devo ringraziare per l'opportunità di giocare ancora a grandi livelli".

PRIMO DERBY - "Parlavano tanto di questa partita perché l'ultimo non era andato bene. Non voglio neanche tornare indietro a queste parole, però la settimana di quella partita sono stato chiamato da mille persone, il telefono suonava ogni minuto per dirmi che era la partita più importante della stagione. Ho capito il messaggio e ho cercato di dare il mio contributo anche nello spogliatoio prima della partita perché ero consapevole delle nostre qualità e alla fine è andata benissimo per tutto quello che abbiamo fatto, già da prima dell'inizio della partita i tifosi hanno capito che le parole dell'allenatore erano importanti: il derby non si gioca, si vince. Quindi siamo andati all'estremo delle sue parole".

TOTTI-DE ROSSI -  "Prima li ho affrontati questi giocatori, poi ricevere un abbraccio così affettuoso da quelli che sono diventati tuoi compagni di squadra...non ho parole, devo solo ringraziarli per l'accoglienza, dal primo giorno che sono arrivato in ritiro mi hanno stretto la mano così forte che capii che mi volevano aiutare. Li devo ringraziare per come mi hanno accolto in società".

GARCIA - "Mi ha dato l'opportunità di giocare il mio calcio e di continuare ancora. Ogni allenatore fa le sue scelte, lui ha deciso di lasciarmi in panchina ma su di lui non devo dire niente ma devo solo ringraziarlo perché mi ha dato l'opportunità di fare quello che mi piace, cioè giocare. Mi dispiace per quello che è successo alla fine però nel momento in cui eravamo insieme mi ha aiutato tanto".

JUVE-ROMA DIRETTA DA ROCCHI - "E' stata la foto del campionato perché è successo di tutto in quella partita. Abbiamo capito tante cose in quella partita, sulla nostra forza, che ciascuno deve fare il proprio lavoro e che avremmo dovuto fare meglio in quella stagione. In questa foto ci sono tanti campioni che fanno vedere ogni settimana che sono giocatori importanti che stanno sempre lì sul pezzo. In quel momento abbiamo capito tante cose".

CASTAN - "Questo è un grande, è un campione perché come giocatore prima di avere questo grosso problema dimostrava in calcio di essere un grandissimo. Già lo avevo visto quando giocava in brasile, ha conquistato tanto e si vedeva subito che era un grandissimo giocatore. Sicuramente per passare questi periodi brutti e rialzarsi ancora...mi piace vedere giocatori che riescono a rialzarsi, non è semplice perché ogni giorno vedi i compagni allenarsi e giocare e non puoi fare niente, non puoi aiutarli e fare quello che ti piace. Sicuramente come calciatore non ci sono parole, conosciamo le sue qualità. Quello che mi piace di più ha dimostrato la sua forza in un momento che nessuno avrebbe voluto passare. Ha dimostrato di essere una grande persona con una forza impressionante".

RICORDI COL BARCELLONA - "Affrontare giocatori del genere non è mai facile e neanche in un palcoscenico così. Affronti la migliore squadra del mondo da qualche tempo, però ho bei ricordi di quello stadio perché abbiamo passato il turno in semifinale di Champions con la maglia dell'Inter. Ci sono anche dei brutti ricordi perché ogni tanto prendi delle bastonate e se non sei al 120% è difficile fare un risultato che non sia una sconfitta. Tornare lì è sempre bello perché ti vede tutto il mondo".

ELIMINAZIONE CON LO SPEZIA - "E' andato tutto storto perché giochi alle 14.30, sei abituato a giocare la sera; affronti una squadra che non ha nulla da perdere; in queste partite aiutano i tifosi e non hai neanche quelli... è una foto brutta perché vedi da una parte i giocatori tutti sfasciati e gli altri tutti insieme. E' una foto che ti fa capire che anche quando affronti queste piccole squadre devi fare di più e dimostrare il tuo valore perché non è mai facile. Fare 120 minuti senza fare un tiro in porta... E' stata una giornata bruttissima e non siamo riusciti a raggiungere l'obiettivo di passare il turno".

SPALLETTI - "Il giorno della presentazione di un grande allenatore che ho affrontato tante volte e avevo la voglia di lavorare insieme a lui. Adesso sto riuscendo a realizzare ancora questo progetto. Sono contento che lui sia venuto in questa città. E' uno che conosce bene l'ambiente e si vede che ha già imposto la sua filosofia di lavoro. I giocatori ogni giorno stanno capendo bene e quindi si vede ogni fine settimana che stiamo crescendo ogni partita. Il lavoro in campo è cambiato tantissimo perché sicuramente ogni allenatore ha il suo metodo di lavoro e ognuno fa del suo meglio. Sicuramente Garcia ha fatto il suo e l'abbiamo visto per tanto tempo. Adesso mister Spalletti è venuto con il suo e sicuramente le sue parole nei confronti dei giocatori, dei tifosi, della società, è entrato nella mente dei giocatori. Conosce il calcio italiano e sicuramente sa entrare nella testa dei giocatori. Se un giocatore capisce cosa vuole l'allenatore va tutto bene come stiamo dimostrando adesso".

D.G.




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