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Calciomercato > Italia > Italia, Gentile: "Dopo il diverbio con la Figc nessun club italiano si avvicina a me"

Italia, Gentile: "Dopo il diverbio con la Figc nessun club italiano si avvicina a me"

L'ex Ct dell'Under 21 ha rilasciato un'interessante intervista


Claudio Gentile © Getty Images
Andrea Corti (@cortionline)

14/03/2016 17:20

ITALIA GENTILE FIGC / ROMA - Nel corso di un'intervista concessa a 'inBlu Radio', l'ex Ct della Nazionale Under 21 Claudio Gentile è tornato sulla polemica con la Figc recentemente riportata nelle news Italia per lo sviluppo della sua carriera da allenatore,: "Sono 10 anni che non riesco a sedermi su una panchina di un club italiano. Ho richieste dall’estero ma non capisco perché in Italia non riesco ad allenare. Dopo il diverbio con la Federazione nessuno osa chiedermi di farmi allenare una squadra italiana. Non ho dato mai retta alle pressioni per far giocare un giocatore, sono sempre andato per la mia strada e pur vincendo me l’hanno fatta pagare. C’è invece gente che fallisce e rimane. Bisognerebbe chiedere alla Federazione italiana che parametri usa per la valutazione di un tecnico".

JUVENTUS - Poi Gentile ha parlato della sua ex squadra, la Juventus, rivelando un retroscena di calciomercato: "stato vicino alla panchina della Juventus ma ho dovuto rinunciare per una promessa che mi era stata fatta dai dirigenti federali. Li avvisai dell'opportunità della Juventus, loro erano in Germania e mi dissero 'quando torniamo mettiamo tutto a posto'. Poi è stato chiamato per la panchina dell’Italia Roberto Donadoni e io non ho fatto più parte del progetto. Ho fatto attendere la Juve per una questione di rispetto: la Nazionale mi aveva dato la possibilità di fare l’allenatore e ho atteso la loro decisione. Purtroppo le cose sono andate così. La Champions? Sono convintissimo che mercoledì la Juventus batterà il Bayern".

OLIMPIADE - "La cosa a cui tengo di più è la vittoria della medaglia olimpica ad Atene, dopo 70 anni che il calcio italiano non vinceva nulla".

 

MARADONA 1982 - "Si è lamentato del mio comportamento ma chi è stato espulso durante quel campionato del mondo è stato proprio lui contro il Brasile. E’ il lamento di uno che farebbe meglio a stare zitto".

 

 




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