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Calciomercato > Benessere > Salute, cos'è il meldonium? Ecco la sostanza che ha fermato la Sharapova

Salute, cos'è il meldonium? Ecco la sostanza che ha fermato la Sharapova

L'inventore attacca la Wada: "E' un grave errore professionale, non c’è alcuna prova scientifica che migliori le prestazioni"


Maria Sharapova (Getty Images)

13/03/2016 16:08

SALUTE MELDONIUM SOSTANZA SHARAPOVA / ROMA - E' di qualche giorno fa la notizia della squalifica della tennista Maria Sharapova trovata positiva al meldonium durante un controllo anti-doping tra lo shock del mondo dello sport e non. Ma cos’è il meldonium? La sostanza è stata inserita dal primo gennaio 2016 nell’elenco delle sostanze proibite dalla Wada (World Anti-Doping Agency) dopo che ne è stata riscontrata la ricorrenza nei test su diversi atleti. Si tratta di un farmaco anti-ischemico che, in quanto tale, migliora la fluidità del sangue. Altera il metabolismo abbassando l’emoglobina, per questo l'Agenzia anti-doping lo considera un modulatore metabolico che può esser usato per potenziare le prestazioni o come copertura di altre sostanze a loro volta capaci di accrescere la resistenza atletica. Sviluppato e prodotto in Lettonia, è commercializzato dagli anni '80 in molti paesi ex-sovietici e non solo dove è utilizzato per condizioni cardiopatiche e angina. Non è commercializzato in Italia e negli Usa e negli anni '80 veniva usato dalle truppe russe in Afghanistan per migliorare le prestazioni fisiche e non sentire la fatica.

GLI STUDI - In test sugli animali, il farmaco si è dimostrato efficace nell'incrementare la mobilità muscolare, prolungare i tempi di resistenza allo sforzo prima che sia avvertita la fatica e proteggere contro alcuni effetti dello stress. Secondo una revisione delle sue proprietà pubblicata nel 2015, diminuisce anche i livelli di acido lattico e urea nel sangue degli atleti, accorciando i tempi di recupero dopo un'intensa attività fisica.

LE DICHIARAZIONI - Maria Sharapova si è giustificata così in conferenza stampa: "Il medicinale si chiama Mildronate, la sostanza meldonium, e mi viene prescritta dal mio dottore da dieci anni per motivi di salute. Sono sempre stata onesta nel corso della mia lunga carriera, una seria professionista. Ma adesso ho commesso un terribile errore di cui mi assumo la piena responsabilità. Mi dispiace deludere i miei tifosi e lo sport che ho amato fin dall’età di 4 anni, quando ho impugnato per la prima volta una racchetta. Non ho letto la nuova lista Wada dei farmaci proibiti. Ho ricevuto una lettera della Wada il 22 dicembre in cui si annunciava il cambio delle regole e un link in cui si elencava la nuova lista di sostanze proibite, ma non l’ho letto. E’ il mio corpo e solo l’unica che risponde di ciò che ingerisco". Sulla prescrizione del meldonium la tennista a riferito di disturbi "dal 2006, influenze e carenza di magnesio dovuta a un principio di diabete ereditario".

Fino al 31 dicembre scorso il meldonium non era considerato una sostenta proibita ai fini dei test antidoping, ma l’elenco Wada viene costantemente aggiornato.

Il farmacologo lettone Ivars Kalvin, l’inventore del principio attivo, ha così commentato gli ultimi eventi: "Dichiarando fuorilegge il meldonium si mette a rischio la vita di molti atleti professionisti, il suo uso protegge il cuore di chi, soprattutto in allenamento, si spinge oltre i limiti, e pone il suo sistema cardiovascolare al riparo da danni irreversibili. Chi lo chiama doping sbaglia, soprattutto se viene incluso tra le sostanze proibite come modulatore del metabolismo. Considero la scelta della Wada un grave errore professionale, una pessima decisione - ha concluso - non c’è alcuna prova scientifica che il meldonium migliori le prestazioni, esso si limita a prevenire danni vascolari in condizioni di fatica estrema".

S.C.


 




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