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Calciomercato > Juventus > Juventus, Allegri: "Ascolto i consigli, poi faccio di testa mia. Volevano farmi il funerale..."

Juventus, Allegri: "Ascolto i consigli, poi faccio di testa mia. Volevano farmi il funerale..."

Il tecnico bianconero si racconta tra campo e vita privata


Massimiliano Allegri ©Getty Images
Luca Incoronato (@_n3ssuno_)

11/03/2016 12:34

SERIE A JUVENTUS INTERVISTA ALLEGRI / ROMA - Una stagione dura per il tecnico della Juventus, Allegri, messo sotto analisi da società, tifosi e stampa dopo i successi dello scorso anno, con una finale di Champions League raggiunta, seppur persa contro un formidabile Barcellona. Al momento i bianconeri sono primi in classifica, ancora in corsa in Europa, con un 2-2 ottenuto in casa contro il Bayern Monaco e in finale di Coppa Italia. 

La situazione non era così rosea nel girone d'andata, con la Juventus che ha faticato a trovare la giusta quadratura dopo i cambi apportati dal mercato. Il lavoro del tecnico e la forza dei senatori hanno però infine dato i frutti sperati. Calciomercato.it vi riporta le parole di Allegri, che ha commentato le ultime news Juventus, parlando anche del passato sportivo e della vita privata: "Ho sempre ascoltato i consigli ricevuti, poi alla fine facevo come credevo. - ha dichiarato a 'Gq Italia - Non ho sempre ragione e non posso sempre dire cose giuste. Sai che pa..e fosse sempre così? Ne ho combinate tante nella mia vita e nessuno avrebbe mai scomesso su di me. So cosa si diceva, che ero una testa matta, che puntavo ai cavalli e che avevo lasciato la mia sposa all'altare. Io però vengo da Livorno e per questo sono uno 'scoglio'. Sono duro e felice degli sbagli commessi. Li ho pagati tutti e intanto sono cresciuto".

PRESIDENTI - "Sempre un ottimo rapporto con Berlusconi. Si è romanzato tanto, inventando anche dei complotti. E' simpatico, poi certo se mancano i risultati è normale separarsi. Fu Galliani a dirmi del licenziamento al Milan, anche se il giorno dopo ricevetti la telefonata del presidente. Non sono scaramantico, piuttosto credo nella positività. Cellino lo era. Il suo numero preferito era il 23 e infatti stravedeva per Larrivey. Quando in una gara segnarono lui e Matri, che indossava la 32, il presidente era in estasi".

JUVENTUS - "Pensavano tutti a farmi il funerale. Alla fine si sono ricreduti. Ora sono io che mi diverto. Nel calcio fanno tutti i professori, dunque non porto rancore. Parlano di tattiche e schemi ma ormai a pallone non s'inventa più nulla da quando non c'è più il retropassaggio al portiere".




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