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Calciomercato > Inter > Inter, Bonucci affossa Mancini. I numeri di una rivoluzione (quasi) fallita

Inter, Bonucci affossa Mancini. I numeri di una rivoluzione (quasi) fallita

Da prima a quinta in poco più di due mesi. Ed i vari Jovetic, Ljajic e Perisic sono 'scomparsi'


Mancini © Getty Images
Lorenzo Polimanti (@oldpoli)

29/02/2016 11:10

INTER JUVENTUS BONUCCI MANCINI CRISI / MILANO - La notte degli Oscar, del tabù sfatato da Leonardo Di Caprio e del sogno Champions più distante per un'Inter sempre più lontana parente di quella cinica e vincente ammirata ad inizio stagione. Il gol di Bonucci ed il rigore di Morata regalano il big match della 27a giornata di Serie A alla Juventus, che batte un'Inter in piena crisi, di risultati e non solo. L'avvio da colossal di una squadra completamente rivoluzionata durante l'estate di calciomercato si sta trasformando, giornata dopo giornata, in un 'B-movie' che, ormai, difficilmente sbancherà al botteghino raggiungendo quel terzo posto che rischia oggi di scappare a sette punti di distanza. Ed i tanti acquisti già finiti praticamente nel dimenticatoio non incoraggiano le news Inter in vista della volata finale.

L'OSCAR A LEONARDO... BONUCCI: INTER AFFOSSATA

Notte degli Oscar, dicevamo. Mentre ad Hollywood l'Academy assegnava per la prima volta la 'Statuetta' a Leonardo Di Caprio, allo 'Juventus Stadium' il palcoscenico se l'è preso un altro Leonardo: Bonucci. "Affossiamo l'Inter" aveva detto Bonucci pochi giorni fa. E ci ha pensato proprio lui,  un ex nerazzurro, che col secondo gol in campionato ha indirizzato l'incontro entrando sempre più nei cuori dei tifosi bianconeri, che ormai lo hanno eletto al pari dei grandi juventini come Buffon, Chiellini e Marchisio.

I NUMERI DELLA CRISI DELL'INTER

Quello che sembrava (e doveva restare) un incidente di percorso, si è rivelato in realtà un enorme segnale di allarme. Il punto di svolta, ma in negativo. L'Inter, alla sosta natalizia, guidava la classifica di Serie A con un punto di vantaggio sulla coppia Fiorentina-Napoli, 3 sulla Juventus, 4 sulla Roma e 8 sul Milan. Il ko interno con la Lazio del 20 dicembre doveva rimanere soltanto un episodio, una  battuta d'arresto in un cammino che sembrava tracciato ed esaltante. Ed invece? Invece il 2016 è tutta un'altra storia, tutta un'altra squadra. Solo 3 vittorie in campionato, appena 9  punti in 8 giornate nel girone di ritorno. Peggio di Torino, Carpi e Verona, per dire. Ed il risultato è che poco più di due mesi dopo quella sconfitta con i biancocelesti, la banda di Roberto Mancini vede ora la Juventus distante 13 lunghezze, il Napoli 9 (con una partita in meno), la Roma 5, la Fiorentina 4 (con una partita in meno) ed il Milan si è rifatto sotto, in ritardo di appena un punto. Quello che più salta all'occhio, poi, è il netto calo di rendimento dell'Inter nella zona nevralgica del campo. Anche per questo la difesa, che nella prima parte di stagione si era rivelata vero punto di forza di questa squadra, nel nuovo anno è rimasta imbattuta solamente in due occasioni in campionato. Problema non da poco, quando davanti non segnano.

DA JOVETIC A LJAJIC: CHI LI HA VISTI?

Quelli davanti, appunto. All'Inter di inizio anno si criticavano i pochi gol, i troppi 1-0. Così Roberto Mancini, a gennaio, ha pensato di puntare su un altro attaccante, piuttosto che puntellare il centrocampo, scegliendo uno specialista: Eder. L'italo-brasiliano arrivato dalla Sampdoria con 12 reti all'attivo in cambio di 15 milioni di euro complessivi. Un investimento decisamente importante, che per il momento non sta ripagando. Gettato subito nella mischia, l'ex blucerchiato ha messo insieme fino ad ora 396' in campo (appena 5' ieri con la Juve) senza trovare però la via del gol. Ma quello che più fa riflettere è che, nonostante la grande abbondanza di soluzioni offensive, il tecnico nerazzurro abbia deciso di proporre allo 'Juventus Stadium' uno schieramento a due punte, lasciando fuori tanti giocatori fortemente voluti e, ora, praticamente scomparsi. Il caso emblematico porta il nome di Stevan Jovetic, partito a mille e ora dimenticato. Due presenze da titolare al posto di Icardi e poi appena 16' di spezzoni in questo 2016. Oppure Adem Ljajic: ad un certo punto sembrava potesse diventare l'uomo in più, quello della svolta. Invece dopo il derby perso 3-0 non è stato più lanciato dal primo minuto e ha messo insieme poco più di 30' in campo. Infine Ivan Perisic, cercato praticamente per tutta l'estate ed ora titolare solo in una delle ultime cinque gare.

A poco più di un paio di mesi dalla chiusura del campionato, l'Inter non ha praticamente ancora trovato un assetto fisso, un blocco di titolarissimi. Dei nuovi arrivati solo Miranda e Murillo rimangono intoccabili. Da Kondogbia a Jovetic, nessuno dei nomi della rivoluzione estiva si è conquistato il posto fisso. Rivoluzione ormai (quasi) fallita.




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