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Calciomercato > Inter > Inter, Mourinho: "Tornerò, ma non è ancora il momento. Vi svelo quando è 'nato' il Triplete"

Inter, Mourinho: "Tornerò, ma non è ancora il momento. Vi svelo quando è 'nato' il Triplete"

Lo 'Special One' è sbarcato a Milano per assistere alla gara di questa sera


José Mourinho ©Getty Images

20/02/2016 13:49

INTER MOURINHO FUTURO / MILANO - La sua presenza era stata già preannunciata, inevitabile quindi il bagno di folla che lo ha atteso all'uscita dell'aeroporto. José Mourinhosarà presente questa sera a 'San Siro' per assistere ad Inter-Sampdoria: per lui sarà la prima volta dopo l'addio datato 2010. 

"Io dico sempre che qui arrivi da professionista e ne esci da interista", ha dichiarato lo Special One appena sceso dall'aereo. "Un giorno probabilmente tornerò ma non è questo il momento: tifo per questa squadra e per il progetto di Thohir e Mancini", le sue parole riportate da 'Sportmediaset'. Il tecnico portoghese ha poi spiegato da chi è nata l'idea: "Non ero mai tornato prima qui, solo una volta per Real-Milan di Champions. Mai successo con San Siro interista. Parte tutto da Moratti. Mangiare col mio presidente, con la signora Moratti, con i figli: sensazione fantastica. Non ho mai nascosto che l'anno più bello della mia carriera è stato quello con l'Inter. Poi la vita è così, ma io sono rimasto sempre vicino a Moratti e lui sempre vicino a me. Ci siamo sempre promessi di stare un po' insieme. Tornare oggi è una sensazione fantastica, spero solo di tornare a Londra felice non solo per essere stato con i miei amici, ma anche per una vittoria dell'Inter. Avevo pensato di tornare al derby, ma era il Milan a giocare in casa. Ho sempre rispettato i rossoneri, Galliani e tutti gli altri. Per cui, ho deciso di evitare quella data. Ma ripeto: rispetto il club, c'è sempre stato un rapporto super-positivo. Mi piacerebbe vedere anche loro di nuovo in Champions". 

RITORNO - La sua presenza nel capoluogo lombardo non poteva che accendere le speranze dei tifosi e con loro far impazzire le news Inter: "Questo è il mio ex club - ha proseguito 'Mou' - ma non la mia ex squadra visto che non c'è nessun calciatore che ho avuto. Ma l'Inter è l'Inter, gli interisti sono gli interisti. Dico sempre che tu arrivi all'Inter come professionista e ne esci come interista: questo è il potere di Moratti. Io sono interista, e ripeto che non voglio nessun tipo di speculazione. Io non sarò il prossimo anno allenatore dell'Inter e loro non me lo hanno chiesto. Forse lo sarò in futuro, perché no? Sono già tornato al Chelsea dove avevo allenato. Ma non tornerò già qui, ora c'è il progetto con Mancini e spero che vada bene. Non voglio chiudere la porta per il futuro, nel calcio non si deve mai in nessun caso, specialmente se hai avuto gioia e rapporto fantastico con una società. Ma non è ancora il momento. Faccio il tifo per Mancini, con Thohir, si vede che c'è feeling. Sicuramente non si vincerà il campionato in questa stagione, ma se torniamo in Champions League, o almeno in Europa League, sarà una stagione di rilancio rispetto alle ultime".

SERIE A - "Chi vince lo scudetto? Juve o Napoli, in questo momento entrambe ancora giocano le coppe e questo può contare. Due belle squadre che hanno fatto percorsi diversi per essere in vetta. Anche la Fiorentina è una squadra fantastica con Sousa, una sorpresa per tanti. Inter e Milan torneranno, la Roma con Spalletti sta rimontando: erano anni che in Italia non si vedeva un campionato così".

RICORDI NERAZZURRI - "Non sono tornato prima perché non ho avuto tanto tempo traMadrid e Chelsea... Ma anche perché volevo tornare con emozioni più controllate e il tempo in questo senso aiuta. Magari qualcuno non ha capito bene perché non sono tornato dopo la partita di Madrid. Chi mi conosce, come i giocatori, sa che magari sarei rimasto e non sarei uscito dallo stadio: sarebbe stato troppo difficile per me controllare l'emozione. E loro hanno capito questo. Magari oggi qualche lacrime scorrerà, ma sarà diverso. Se mi aspetto un coro per me? No, mi aspetto cori per l'Inter. Sarà una gara difficile con la Samp, speriamo di uscire dallo stadio felici. 

TRIPLETE - "La nascita del Triplete? Penso nasca nel giorno in cui abbiamo perso a 'Old Trafford' in Champions. Io e Moratti capimmo che bisognava cambiare tante cose. Il grande artefice fu Moratti. Lui e i tifosi furono decisivi. Ripeto: all'Inter arrivi come professionista, ma poi diventi di più. Quando giochi, quando lavori: c'era un'empatia super con club e tifosi. E questo qualcosa in più ha permesso alla squadra di fare un miracolo come quello di resistere al 'Camp Nou' al Barcellona in dieci uomini e poi di 'mangiare' il Bayern in finale".

MANCHESTER UNITED - Inevitabile, infine, una domanda sul possibile approdo al Manchester United, autentico tormentone di calciomercato: "Lo United una possibilità? Io sto parlando con voi perché è tanto tempo che non lo facevo e mi sembrava corretto fermarmi. Ma voglio stare tranquillo e non commentare su questo. Non cerco club, aspetto qualche contatto. E' logico. Ma ora ho il piacere di fare cose che di norma non posso fare per questioni di tempo". 

D.G.




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