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Calciomercato > Napoli > Napoli, Cannavaro: "Ha più fame della Juventus, per lo Scudetto deve sperare nella Champions"

Napoli, Cannavaro: "Ha più fame della Juventus, per lo Scudetto deve sperare nella Champions"

L'ex difensore sul suo futuro: "La Nazionale era il mio sogno da giocatore, lo è da allenatore"


Fabio Cannavaro ©Getty Images
Marco Di Federico

13/02/2016 09:58

NEWS SERIE A NAZIONALE CANNAVARO JUVENTUS NAPOLI / ROMA - Fabio Cannavaro, da poco libero dopo l'esperienza da allenatore all'Al Nassr, ha rilasciato una lunga intervista al 'Corriere dello Sport', nella quale ha toccato molte delle ultime news Serie A, a partire dalla super sfida di questa sera tra Juventus e Napoli.

SCUDETO - "È una partita speciale, anche se a me non piace che ogni anno cresca l'odio tra le due tifoserie. - le sue parole - Resta una partita di calcio, basta con curve chiuse, insulti e striscioni offensivi. Io penso che in questo momento il Napoli sia davvero forte, è in crescita, mentre la Juventus perde i pezzi a causa degli infortuni. Penso che il Napoli abbia molte possibilità di vincere lo Scudetto, lo dico da osservatore ma anche un po' da tifoso. Gli azzurri hanno più fame: la Juventus ha la Champions ed il Napoli deve sperare che riesca a battere il Bayern ed andare avanti".

CALCIOPOLI - "Fui chiaro con i dirigenti della Juventus. Dissi loro: 'Ho 33 anni, posso fare al massimo due campionati di alto livello, in A posso restare anche con mille punti di penalizzazione. Se va in B vorrei concludere altrove la mia carriera'. Il giorno dopo mi avevano venduto sul calciomercato al Real Madrid".

MARADONA - "Quando lui arrivava al Centro Paradiso, tutti noi ragazzini restavamo incantati. Per noi era come un'apparizione. Un giorno io ed Ametrano prendemmo il coraggio a quattro mani e gli chiedemmo gli scarpini: il giorno dopo arrivò il magazziniere con due paia di Puma King. Non ce li siamo più tolti".

ANCELOTTI - "Bianchi e Lippi, in due momenti diversi, ebbero il coraggio di credere in me, ma dal punto di vista tattico e tecnico il più importante allenatore della mia carriera è stato lui. Mi insegnò a giocare a zona".

NAZIONALE - "Era il mio sogno da giocatore, lo è da allenatore. Ma so che, come da calciatore, bisogna fare esperienza. Ed è quello che sto facendo".




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