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Calciomercato > Inter > Inter, Montoya: "In Italia si pensa troppo alla tattica. Betis? Un passo avanti"

Inter, Montoya: "In Italia si pensa troppo alla tattica. Betis? Un passo avanti"

L'ex nerrazzurro ha parlato del suo ritorno in Spagna


Martin Montoya, ex Inter ©Getty Images
Andrea Della Sala (Twitter: @dellas8427)

11/02/2016 12:24

SERIE A INTER MONTOYA BETIS / MILANO - Nella sessione invernale di calciomercato, l'Inter ha ceduto al Betis Siviglia Martin Montoya. Le news Inter hanno visto il terzino spagnolo, arrivato in estate dal Barcellona, lasciare l'Italia dopo soli sei mesi in cui non è riuscito a imporsi nel campionato italiano. Ora ripartirà dalla Liga, a 'Marca' il giocatore ha provato a spiegare cosa non ha funzionato coi nerazzurri: "Il trasferimento al Betis, può rappresentare un passo avanti per me: è un grande club e ora l'importante per me è solo giocare. Nei sei mesi all'Inter non ho giocato quanto avrei voluto, ogni calciatore spera di sentirsi utile e importante e di percepire la fiducia e non ho trovato questo in Italia. Non credo proprio che sia un passo indietro questo trasferimento, anzi è una grande occasione per la mia carriera".  

INTER - "Non so spiegare perché non ha funzionato all'Inter. Era tutto diverso rispetto al Barcellona: in Spagna si pensa a fare un bel gioco, a tenere sempre il pallone e a cercare di essere offensivi, inoltre quando si difende lo si fa con tutta la squadra; in Italia, invece, si guarda solo alla tattica, a difendere e forse l'allenatore ha tenuto conto del fatto che venivo da un campionato dove si gioca in modo molto differente".

PROGETTO - "Non mi sarei mai immaginato di dover lasciare l'Inter dopo soli sei mesi. Mi avevano parlato di un grande progetto con tanti giovani e questo era quello che mi aveva attirato, pensavo di poter giocare con maggiore continuità. Se dopo cinque mesi, però, ti accorgi che non puntano su di te, allora devi per forza trovare una soluzione. Avevo parecchie offerte dalla Liga spagnola, ma ho scelto di accettare la proposta del Betis perché sapevo di andare in una città spettacolare, in una squadra che mi piace e nella quale il mio contributo può essere importante". 




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