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Calciomercato > Italia > Italia, Conte: "Il catenaccio è superato. Miglior calcio in Inghilterra, la Serie A..."

Italia, Conte: "Il catenaccio è superato. Miglior calcio in Inghilterra, la Serie A..."

Il Ct azzurro analizza il momento che sta vivendo il nostro calcio e non solo


Antonio Conte (Getty Images)
Daniele Gargiulo

10/02/2016 15:54

ITALIA CONTE FIFA / ROMA - Tra circa quattro mesi inizieranno gli Europei di calcio e le news Italia inizia a preparsi a questo importante impegno. L'obiettivo è quello di replicare l'ottimo cammino del 2012, quando la truppa di Prandelli si arrese solamente in finale: a distanza di quattro anni, è il turno di Antonio Conte cercare di raggiungere quel traguardo solamente sfiorato nell'ultimo ventennio. In attesa dell'inizio della competizione, l'allenatore pugliese ha rilasciato una lunga intervista a '1904', il magazine della FIFA, dove ha analizzato il momento del calcio italiano e non solo: "Il miglior calcio attualmente si gioca in Inghilterra, seguita da Spagna e Germania". Proprio dalla Premier League provengono continui rumors di calciomercato che lo coinvolgono, accostandolo con insistenza alla panchina del Chelsea. Il suo pensiero, però, al momento è indirizzato sul movimento nostrano: "La Serie A è solo al quarto posto, non c’è dubbio su questo - ha ammesso Conte - Il calcio italiano è stato di gran lunga il migliore un tempo: era uno dei tornei più attraenti del mondo e tutti volevano giocarci. Quando siamo diventati campioni del mondo nel 2006, il 66% dei calciatori di Serie A erano italiani. Oggi la cifra è scesa al 34%. Ed i proprietari dei club non sono più disposti ad investire ingenti somme di denaro nelle loro squadre. Questo semplicemente perché c’è mancanza di denaro in Italia".

NAZIONALE - Problemi, questi, che lo coinvolgono direttamente: "Tutta questa situazione si riflette inevitabilmente sulla Nazionale italiana. C’è un minor numero di calciatori convocabili. Io comunque sono ancora ottimista per il futuro della Serie A: siamo sulla buona strada per tornare in cima".

FUTURO SERIE A - Spiragli di luce, però, si sono iniziati a vedere negli ultimi anni: "I club hanno iniziato ad investire di più nelle giovanili e la Federazione ha lanciato un ambizioso progetto di sviluppo - ha spiegato Conte - Stiamo vivendo un periodo molto eccitante che potrei paragonare a quello che si è visto in Germania 15 anni fa, quando la Federcalcio tedesca aveva avviato la creazione di centri di formazione in ogni regione. E tutti quanti sappiamo quanto si sia rivelato vincente questo progetto, con la nazionale che si è laureata campione del mondo nel 2014 grazie ai bambini che sono stati formati in quell’era".  

ESPERIENZA EUROPEI - A giugno prenderà parte agli Europei: la prima competizione di un certo livello da quando guida l'Italia. "Ho fatto parte della nazionale per sei anni ed ho raggiunto due finali (Mondiali 1994, Euro 200), quindi non ho molto da imparare in ambito internazionale - ha aggiunto il commissario tecnico azzurro - però qualche consiglio da uno o due allenatori che ho avuto lo chiederò. Da giocatore ho avuto la fortuna di essere allenato da grandi tecnici: Lippi, Trapattoni, Sacchi, Ancelotti…quindi varrà sicuramente la pena fare qualche telefonata (ride, ndr)!".

MENTALITA’ - In questi mesi Conte ha cercato di plasmare il gruppo che volerà in Francia, non prima di aver svolto però qualche amichevole di preparazione: “I miei giocatori sanno che apprezzo la disciplina e la decenza. Anche il rispetto reciproco è molto importante. Se c’è tutto questo, allora ci sono le basi per una buona cooperazione. In termini di gioco, invece, sono un fan del calcio offensivo. I grandi successi in Italia sono stati costruiti sul catenaccio? E’ vero, ma il catenaccio ed il contropiede hanno ormai fatto il loro tempo. Dobbiamo voltare pagina: il calcio è cambiato drasticamente. Ed ho la sensazione che la mentalità stia cambiando in Italia. Qual è la mia idea di calcio offensivo? Non significa passare rapidamente in avanti dopo aver recuperato palla, ma trovare il giusto equilibrio tra attacco e difesa”.

SACCHI - “Arrigo Sacchi è stato un grande allenatore. Ha cambiato il calcio italiano col suo stile di gioco e ancora oggi possiamo beneficiare di questa sua rivoluzione. Ma io non voglio semplicemente copiare qualcun altro: voglio imparare dal passato e prendere tutto il possibile da questo per migliorarmi”.

CALCIO E SOCIAL - In conclusione Conte parla dei nuovi valori per i giovani calciatori che vivono in questa era tecnologica: “Internet ed i social media media hanno cambiato molte cose. E non sempre in meglio. In questa epoca di smartphone e computer, i giovani giocatori possono montarsi la testa col successo, convinti che sia sufficiente giocare un paio di buone partite per essere arrivati. Questo è quanto di più lontano ci sia dalla realtà. Io con i miei giocatori ci parlo tanto: ovviamente ora li vedo di tanto in tanto. Era più facile quando era alla Juventus. Penso, però, che sia i commissari tecnici che gli allenatori di club abbiano un ruolo da giocare in questa storia”.




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