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Calciomercato > Roma > Roma-Verona, Spalletti show: "Mi sono eccitato! Giocatori senza alibi. Voglio la Curva strapiena"

Roma-Verona, Spalletti show: "Mi sono eccitato! Giocatori senza alibi. Voglio la Curva strapiena"

Il nuovo allenatore giallorosso inaugura la seconda esperienza nella Capitale


Baldissoni e Spalletti © Calciomercato.it
dagli inviati Eleonora Trotta, Federico Scarponi, Andrea Corti / M.T.

16/01/2016 15:01

ROMA VERONA SPALLETTI CONFERENZA STAMPA / TRIGORIA - E' il grande giorno della presentazione alla stampa di Luciano Spalletti. L'allenatore della Roma torna nella Capitale per la sua seconda esperienza dopo il primo ciclo vincente dal 2005 al 2009. Calciomercato.it ha seguito in diretta per voi tutte le sue dichiarazioni.

Esordisce il Dg Mauro Baldissoni: "Il cambio dell'allenatore certifica sempre che qualcosa non sta funzionando, ma allo stesso tempo è la prima scelta per una possibile soluzione e questo ci consente di viverlo con entusiasmo. I programmi della Roma non cambiano: vogliamo migliorarci per essere competitivi ai più alti livelli. Consentitemi di ringraziare ancora una volta Rudi Garcia per i risultati in campo, ma soprattutto per la sincera passione con cui ha lavorato alla Roma. Non sono certo io a dovervi dire chi sia Spalletti o quanto di buono abbia già fatto qui. C'è una curiosità che mi ha colpito: Tonino Cagnucci ha scritto un libro intitolato 'Le cento partite che hanno fatto la storia della Roma' e mi pare che ben sette avessero in panchina Spalletti. Con l'auspicio che quel numero possa crescere, do il benvenuto a Luciano Spalletti – o meglio, il bentornato alla Roma".

Tocca a Spalletti: "E' un piacere ritrovarvi, buonasera a tutti. Sono tornato perché ho già allenato la Roma e so quanto sia bello allenarla in questa città. Naturalmente ci vorrà tempo per essere al passo delle migliorie e delle cose nuove qui a Trigoria, perciò ho deciso di dormire qui per impararle prima ed essere al vostro e al nostro livello. Io ci posso mettere qualcosa in più sopra: il primo allenamento è stato di buona impressione perché viene quasi naturale, ma l'impressione buona si è confermata anche nei successivi, cosa che non credevo proprio per il rischio che nel fare tutto quel che dicevo facessero confusione. Invece ho trovato ragazzi attentissimi per voglia e questo è il miglior messaggio che potevo ricevere dalla squadra. Alleno da qualche anno e so che qualcuno potesse essere dispiaciuto per Garcia e che ci fosse il pericolo che nei primi allenamenti fosse disturbato o amareggiato, sviluppando non al meglio gli allenamenti richiesti, invece non è stato così. Anche a me dispiace per l'allenatore che mi ha preceduto, che ha fatto delle buone cose perché ha lasciato anche dei record qui. In bocca al lupo, Rudi".

"VINCERE, SENZA ALIBI" - "Sono fermamente convinto che in questo calcio il nervoso, il temperamento, la testa, i segnali che può mandare la testa alle gambe siano più importanti che non viceversa. Nella preparazione di un calciatore bisogna parlare anche dei periodi passati fuori dalla squadra: casa, famiglia, la vita generale. Quando si fa questo lavoro si cerca sempre la strada più breve e in questo caso non è certamente quella di fare una preparazione che duri tre mesi. Non posso dire ai giocatori che se perdono partite per altri tre mesi va bene perché non hanno birra nelle gambe. I giocatori non hanno alibi e noi abbiamo solo una strada: vincere subito, sennò le stesse persone che mi hanno salutato con affetto ieri all'aeroporto tra due mesi saranno lì a prendermi per un orecchio e farmi fare il giro della città. Ho un vantaggio: la conosco già. Però me lo fanno fare lo stesso (sorride, ndr)".

STERZARE SUBITO - "Spero che avremo la Roma che vorrei sin da subito, perché sennò sarebbe un problema: le altre corrono fortissimo, siamo un po' in ritardo e non c'è altra strada. Dobbiamo sterzare subito per far vedere la stoffa e i colori di questa squadra".

SCUDETTO - "Pensavo che non mi faceste questa domanda (ride, ndr). Ho risposto praticamente prima, perché il primo impatto deve essere la prima partita, la prima settimana di lavoro, quello che la squadra riesce a cambiare velocemente. Se non ci sarà questo primo passaggio sarà difficile che avvengano gli altri".

FLORENZI - "Mi stai chiedendo se sia un 2 o un 7? Secondo me è un 3 e mezzo, un 4 e tre quarti. Quando ho visto giocare la Roma lui ha fatto bene tutti i ruoli. Sarà un problema. Ci sono giocatori che interpretano più ruoli e che fanno più collettivo. Il nostro calcio si è elevato grazie ad allenatori bravi e giocatori che hanno sviluppato una cosa più totale, di squadra. La Fiorentina, il Napoli, l'Empoli... a me piace il Torino di Ventura. Noi siamo più europei ora ed è la strada giusta per proporre un calcio piacevole al pubblico".

QUI GRAZIE AI FIGLI - Sulla Roma che ha cambiato tanti allenatori e se esistano ancora i fattori che lo fecero andare via nel 2009: "Mi sta chiedendo se sono venuto per dimettermi? Io sono venuto qui perché allenare la Roma è bellissimo, voi non lo potete sapere, il resto è tutto cancellato e per me è tutto nuovo. Sono venuto anche perché me l'hanno chiesto tre tifosi speciali a cui non potevo dire di no: i miei figli".

MERCATO - "Il mio rapporto con Sabatini? In primis devo conoscere i calciatori che abbiamo, di alcuni non so bene le qualità e mi sembra di essere già in ritardo perché domani si gioca e devo fare una formazione. Sabatini è un grandissimo dirigente del nostro calcio quindi sicuramente se li ha scelti hanno delle qualità. Chiaro che poi ci sarà un confronto e che si possa migliorare in tutto. Parlano del mio rapporto con Sabatini... quando l'ho saputo, gli avevo portato un regalo ma me lo sono tenuto (sorride, ndr)".

PALLOTTA - "A lui porto una maglietta della Curva perché quella che aveva gli stava stretta. E' venuto ad aprirmi la porta di casa con la maglia della Roma nera e secondo me gli sta aderente. Gliela porto più grande perché sarebbe segno che la Roma è cresciuta, migliorata. Quello che vogliamo noi è lo stesso obiettivo che vorrebbe lui".

TOTTI - "Su Francesco è facile: gli ho dato tutto quello che avevo e anche di più. E' stato il primo calciatore che ho incontrato la prima volta che venni alla Roma. Ho cercato di non disturbare il suo talento e ora sarò in sintonia con quella scelta. Se volete chiedermi del contratto, perché tanto si va a parare lì, questo è un rapporto diretto tra lui e Pallotta, non riguarda me. Il proprietario della Roma e il calciatore che è la storia della Roma devono parlare in maniera diretta, senza il filtro di un allenatore. E' giusto che io non possa influenzare".

MODULO - "Il mio 4-2-3-1 nasceva dagli interpreti che avevo. Andando fuori e facendo nuove esperienze ho imparato altre soluzioni e mi sembra di aver conosciuto qualcosa di nuovo. Quel 4-2-3-1 ha fatto cose meravigliose, mi divertivo e qualche volta mi sono anche eccitato durante l'allenamento a vederli andare così forti. Ero arrivato a un punto in cui dicevo: 'Finché non cambiano le misure del campo sarà 4-2-3-1'. Ora si fa anche qualcosa di diverso e probabilmente è anche da provare velocemente, perché la squadra deve essere apertissima ad assimilare subito delle belle notizie e a proporle subito, perché sennò si fa tardi".

DECISIONE DI TORNARE - "Non è dipeso da cosa hanno messo sul piatto: a me faceva piacere tornare alla Roma, per cui è stato facile subito. La differenza la facciamo noi qui dentro, Pallotta ha una passione sfrenata per questa squadra e ve lo assicuro io perché ho visto come gira per casa. Mi hanno detto che non lo posso dire, però è così... Francesco sicuramente avrà trasferito ai suoi compagni di squadra la sua storia, per cui ora c'è solo da fare dei punti in fretta".

DIFFERENZE CON GARCIA - "Garcia ha fatto un buon lavoro, gli ho visto giocare delle partite splendide, dei periodi splendidi. Ha un modo di lavorare, un credo calcistico, ha fatto tutto quello che doveva; io probabilmente voglio cambiare qualcosa, però poi l'obiettivo è sempre quello, riuscire a farla diventare una squadra continua, a farla giocare in un modo riconosciuto, che sia più brava dell'avversario. Per me non è un problema di differenza, ma di conoscenze nuove: ormai è un calcio più aperto, meno rigido, e questi calciatori sanno adattarsi. Una squadra forte si fa da un centrocampo forte e il nostro è fantastico".

CASTAN - "Stamattina l'ho guardato e so cosa gli è successo. Gli ho detto: 'Voglio sapere da te come stai'. Lui: 'Io bene'. Io: 'E se ti faccio giocare domani?. Lui mi ha risposto: 'Vedrà che prestazione che faccio'. Meglio di così..."

PLAYMAKER - "Vuoi sapere chi sia il Pizarro? Ne abbiamo quattro: De Rossi, Pjanic, VainqueurStrootman. Abbiamo diversi calciatori che possono prendere in mano il gioco della squadra. Pizarro era un trequartista che tirammo dietro".

RÜDIGER - "Sa fare benissimo anche il terzo centrale, ci gioca in Nazionale. Ovviamente non può proporre calcio offensivo alla grande, ma andiamo a dama lo stesso con l'intesa del reparto".

ASSENZA CURVA SUD - "Mi spiace moltissimo per questa vicenda. Sono in ritardo per le mie cose e non ho potuto mettere a fuoco bene cosa sia successo ma è veramente un dispiacere che ti ferisce il cuore quando vedi questo stadio qui con poche migliaia di persone dentro. Per le grandi risalite e i grandi periodi ci vogliono più qualità: sicuramente una grande squadra; una grande società; un allenatore che faccia meno danni possibile; una Curva, dei tifosi che facciano una Curva strapiena che ruggisce e che magari canta anche un inno prezioso come quello di 'Grazie Roma'. Se non ci sarà questa componente perderemo una spinta importantissima e siccome loro mi hanno mandato messaggi d'affetto anche in questi anni ora mi debbono sostenere, perché noi abbiamo bisogno anche di loro per fare questa grande risalita. Per me la Sud domani è piena".

DZEKO - "Se fossi arrivato e mi avessero chiesto un centravanti oltre a quelli già in rosa, io avrei preso Dzeko".

DE ROSSI - "Nel discorso di prima sul cambiamento della squadra Daniele diventa fondamentale, perché ha esperienza e qualità più di tutti. Insieme a un altro paio di giocatori è quello a cui si possono chiedere più cose e ha dato completa disponibilità, anche di fare qualcosa di particolare che mi ha fatto molto piacere, però anche questa non si può dire".

 




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