• Atalanta
  • Bologna
  • Cagliari
  • Chievo
  • Crotone
  • Empoli
  • Fiorentina
  • Genoa
  • Inter
  • Juventus
  • Lazio
  • Milan
  • Napoli
  • Palermo
  • Pescara
  • Roma
  • Sampdoria
  • Sassuolo
  • Torino
  • Udinese
  • Champions league
  • Coppa Italia
  • Europa league
  • Italia
  • Lega PRO
  • Serie A
  • Serie B

Calciomercato > Spagna > Capello: "Zidane può diventare un grande, Simeone che guerriero"

Capello: "Zidane può diventare un grande, Simeone che guerriero"

Il noto allenatore italiano dice la sua sui tre colleghi che militano in Liga


Fabio Capello © Getty Images

16/01/2016 13:29

CAPELLO PARLA DI ZIDANE SIMEONE LUIS ENRIQUE LIGA SPAGNOLA / MILANO - Intervenuto ai microfoni di 'Fox Sports', Fabio Capello ha avuto modo di soffermarsi su due grandi allenatori della Liga spagnola, che guidano le squadre di Madrid. Queste le sue parole:

ZIDANE - «Ha la possibilità di diventare un grande allenatore. Non ha fatto un grande campionato con la squadra B, però ha il carisma per poter far tornare il Real Madrid in testa alla classifica ma soprattutto di vincere la Champions League. Al Real quando Ancelotti ha vinto la coppa Zidane era il suo vice e credo che sia stato un grande maestro per lui. Ancelotti è in assoluto uno dei più grandi allenatori al mondo e da lui si può imparare molto. Soprattutto gestire questi giocatori cosi importanti come Ronaldo e Benzema per farli sentire sempre al centro del progetto. Dare sicurezza alla squadra. Con Benitez non c’era sicurezza perché si presentava in maniera brusca con i giocatori e questo non era ben accettato soprattutto perché non era un ex giocatore». 

SIMEONE - «Ha fame, grinta, morde continuamente, ogni partita è una guerra che lui vuole vincere e ha trasmesso questo concetto alla squadra e si vede sempre in tutti i momenti della partita. E’ una squadra che non prende gol perché tutti corrono, tutti partecipano e aspettano il momento giusto per partire. Gli hanno cambiato la squadra in 3 anni e lui è sempre ad alto livello. La sua abilità sta nel trasmettere anche ai nuovi giocatori la sua voglia di vincere. Ritengo che sia stato bravissimo a trasmettere ai leader che sono in campo la sua grinta. E’ arrivato quasi a vincere la Champions League contro il Real Madrid e non c’è riuscito per un pelo perché mancavano 2 minuti alla fine della partita».

D.G.

 




Commenta con Facebook