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Calciomercato > Serie A > Serie A, da Mancini a Spalletti: il ritorno in panchina è un bel rischio

Serie A, da Mancini a Spalletti: il ritorno in panchina è un bel rischio

Qualcuno ha pagato la scelta di tornare dove già era stato, Zeman su tutti


Spalletti ai tempi della prima esperienza alla Roma ©Getty Images
Jonathan Terreni

13/01/2016 12:45

SERIE A RITORNI IN PANCHINA MANCINI ZEMAN SPALLETIT / ROMA - Luciano Spalletti è solo l'ultimo caso di un ritorno su una vecchia panchina, lasciata per scelta anni prima. In attesa dell'ufficialità del suo ritorno a Roma il tecnico toscano rivive la sua prima esperienza, quella dal 2005 al 2009, prima di lasciare il posto a Claudio Ranieri. L'altro caso recente è quello di Roberto Mancini che, dopo aver riportato l'Inter a vincere lo Scudetto nella precedente gestione dal 2004 al 2008 è tornato sulla panchina nerazzurra un anno fa e poco più e per il momento i risultati sono dalla sua. Non può dire lo stesso Zdenek Zeman, accolto come un eroe nella stagione 2012/2013 sempre a Roma sponda giallorossa, dove nel biennio 1997-1999 aveva conquistato un quarto e un quinto posto. La seconda parentesi è da dimenticare, culminata col l'esonero a febbraio e le polemiche con l'ambiente.

Anche sul versante biancoceleste della Capitale ci sono dei precedenti. Quello di Maestrelli (1970-1975 e dicembre 1975 1976) e quello di Reja, alla Lazio prima dal 2010 al 2012 poi dal dicembre 2013 al giugno 2014: il tutto senza grossi risultati, con il presidente Lotito a respingere in più occasioni le sue dimissioni.

Emblematico anche il caso di Dino Zoff alla Juventus dal 1984 al 1986 e dal 1988 al 1990. Meglio il secondo periodo, culiminato con la conquista della Coppa Italia e della Coppa Uefa. Alla Lazio dal 1990 al 1994 ricopri anche la carica di presidente. Poi la nuova avventura da allenatore nel 2001 con il terzo posto in campionato.




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