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Calciomercato > Estero > Da Vardy a Tevez, i personaggi del 2015

Da Vardy a Tevez, i personaggi del 2015

Calciatori, allenatori e dirigenti che hanno cambiato il volto del calcio quest'anno


Carlos Tevez © Getty Images
Matteo Torre (@torrelocchetta)

31/12/2015 19:00

PERSONAGGI 2015 VARDY TEVEZ CALCIO / ROMA - Si chiude un altro anno di calcio capace di toccare tutte le sfaccettature delle emozioni. I protagonisti sono stati in grado di far piangere, sorridere, impazzire, persino deludere i tifosi di tutto il mondo. Ecco i nomi di chi per noi ha segnato in qualche modo la storia del calcio nel corso del 2015.

 

Jamie Vardy (attaccante Leicester City, Inghilterra)

L'eroe dell'anno, calcisticamente parlando, è lui. La sua storia è stata ripetuta fino alla nausea, quindi la ripercorriamo in velocità. cinque anni fa giocava tra i dilettanti, oggi è capocannoniere della Premier League e ha infranto il record di tutti i tempi di gol in partite consecutive del campionato inglese, stabilito da Ruud van Nistelrooy, castigando nientemeno che il Manchester United. La favola di questo 28enne l'ha portato a indossare la maglia dell'Inghilterra. E nessuno vuole svegliarsi, perché stiamo sognando insieme a lui.

 

Lionel Messi, Neymar, Luis Suarez (attaccanti Barcellona, Argentina/Brasile/Uruguay)

Sembra impossibile scinderli in campo. Il trio MSN è ormai riconosciuto come uno dei più forti se non il migliore di tutti i tempi nella storia del calcio. Vengono da un altro pianeta e lo dimostrano pressoché in ogni partita, mettendo in ridicolo calciatori di fama mondiale con la loro tecnica purissima. Insieme segnano quando vogliono, sfornano assist quando vogliono, vincono trofei quando vogliono. Extraterrestri da Triplete.

 

Carlos Tevez (attaccante Juventus/Boca Juniors, Argentina)

Se non fosse esistito questo Barcellona, sarebbe lui l'eroe del Triplete. Ha raccolto l'eredità della 10 di Del Piero, una maglia ai limiti del sacro per la Juventus, completando un ciclo vincente come pochi se ne erano visti nella storia del club bianconero. Ha sbaragliato ogni pronostico e ha condotto per mano la Juve in ogni momento di difficoltà, alle soglie della Champions League. E' il simbolo che abbiamo scelto per incarnare un gruppo stratosferico. Quello che ha fatto sarà difficilmente eguagliabile per un altro calciatore in Italia nei prossimi anni.

 

Gonzalo Higuain (attaccante Napoli, Argentina)

L'emblema di come nel calcio il confine tra gloria e miseria sia labile. Ha chiuso la stagione scorsa fallendo il rigore della Champions League, trascorrendo un'estate tribolata dopo aver palesato una certa insofferenza. Ha deciso di rimettersi in gioco nella bollente piazza di Napoli e ha vinto. E' tornato grande, dopo aver sfiorato il baratro calcistico. E appena sei mesi dopo sta giocando forse il miglior calcio della sua carriera.

 

Jorge Sampaoli (commissario tecnico Cile)

Dopo la conquista della Coppa America, Jorge Sampaoli viene considerato quasi un eroe nazionale in Cile, nonostante nelle sue vene pompi sangue argentino. Insieme a Marcelo Bielsa, ad oggi è il tecnico sudamericano tatticamente più preparato e non è dunque un caso che il suo nome sia stato già accostato a diverse squadre europee (Arsenal, Chelsea, Lazio e Roma).

 

Carlo Ancelotti (allenatore Real Madrid)

A Madrid il suo esonero non è stato digerito da nessuno. Anche nella Casablanca è stato capace di farsi amare da tutti gli esigentissimi fuoriclasse e tifosi che aveva attorno. Ha gestito con eleganza sia la sua uscita di scena che la trattativa poi sfumata col Milan. Un signore del calcio che chiunque, oggi, farebbe carte false per avere in panchina. Tranne, forse, Florentino...

 

José Mourinho (allenatore Chelsea)

Purché se ne parli. Lo 'Special One' domina incontrastato da oltre un decennio i rotocalchi del mondo sportivo. La scorsa stagione ha riportato il titolo al Chelsea, ma le cose più strabilianti sono successe da settembre in poi: ruolino di marcia terribile in Premier League, stagione più negativa della sua carriera, esonero. Eppure, nonostante tutto ciò, è osannato sia dai tifosi del Chelsea (che lo rivorrebbero a vita) che da quelli degli arcirivali del Manchester United (che lo vorrebbero al posto di van Gaal). Comunque la si pensi, Mourinho resta una delle personalità più influenti nella storia del calcio.

 

Luis Enrique (allenatore Barcellona)

"Si è liberato il posto al Barcellona": questo slogan di alcuni tifosi della Roma di qualche anno fa sembra essere diventato il leitmotiv dei suoi incredibili successi in blaugrana. Gli è stato dato un gruppo sensazionale, che in quanto tale imponeva esigenze altissime, e non ha mai disatteso le aspettative. In pochi mesi ha dribblato le polemiche su un suo presunto pessimo rapporto con Messi, conducendo il Barça a un altro Triplete. Il modo migliore per mettere a tacere le critiche.

 

Federico Mattiello (difensore Chievo/Juventus)

Il giovane difensore di scuola Juventus ha emozionato tutta l'Italia. L'8 marzo, per un contrasto col romanista Nainggolan, si è fratturato tibia e perone. E' tornato in campo il 19 ottobre e appena tre giorni dopo, in allenamento, si è fratturato la stessa gamba. Ha una forza d'animo da fuoriclasse e facciamo tutti il tifo per lui. Perché nel 2016 deve riprendersi il calcio di Serie A e far vedere di che pasta è fatto. Forza, Fede!

 

Gianluigi Donnarumma (portiere Milan)

E' nato nel 1999. Ha 16 anni. E gioca titolare nel Milan. Alla sua età gli altri portieri che infiammano il panorama internazionale giocavano negli Allievi. Ogni gioco di parole sulla sua omonimia con un certo Buffon, poi, è stato già abusato. E non a caso.

 

Sebastian Giovinco (attaccante Juventus/Toronto)

Ai margini della Juventus, la 'Formica Atomica' ha scelto la MLS a gennaio e in molti hanno azzardato nel prevedere la sua fine calcistica con questa mossa azzardata. A distanza di dodici mesi, Giovinco è stato eletto MVP degli Stati Uniti, ha ritrovato la Nazionale e segnato oltre 20 gol. Parlano i numeri. Punto.

 

Sinisa Mihajlovic (allenatore Sampdoria/Milan)

Ha fatto ottime cose con la Sampdoria, è stato per mesi al centro delle voci di mercato, è uscito allo scoperto e ha accettato il Milan da ex interista, tornando sui suoi passi rispetto al passato, quando aveva "bisogno di nemici". Come in tutta la sua vita, Sinisa ha fatto le cose a testa alta, pienamente convinto delle sue scelte. E ha fatto parlare di sé. Tanto.

 

Maurizio Sarri (allenatore Empoli/Napoli)

Ha fatto la gavetta, quella vera. Per molti alla sua età – 56 anni – il grande treno è già passato. Poi succede che l'Empoli rivelazione della B salga in cattedra anche in A con il suo allenatore, un napoletano trapiantato in Toscana, giocando un calcio da leccarsi i baffi. Succede che quello stesso napoletano diventato grande in Toscana venga chiamato a sedere sulla panchina del 'suo' Napoli. Succede che il Napoli di Sarri giochi per distacco il miglior calcio d'Italia: come prova, la quantità industriale di gol all'attivo. Applausi, Sarri: sta contribuendo a nobilitare il calcio italiano. E per tutta la strada che ha fatto, non era certo scontato vederlo a questi livelli. Una storia da insegnare.

 

Radamel Falcao (attaccante Manchester United/Chelsea)

Cosa gli è successo? Forse a questo non può rispondere nessuno. Con l'Atletico Madrid ha sfiorato il tetto del mondo, era considerato al pari di Messi e Cristiano Ronaldo. Anche quest'anno il suo nome ha infiammato il mercato, più per la gloria degli anni passati che per meriti attuali. Dal Manchester United al Chelsea, con in mezzo forti accostamenti alla Juventus. Realtà di primissima grandezza che si sono prima innamorate, quindi rapidamente disamorate di lui. Falcao è uno che fa parlare da anni. Ma ora rischia di essere a un passo dal dimenticatoio.

 

Sepp Blatter e Michel Platini (presidenti FIFA/UEFA)

Otto anni di squalifica per i due nomi più potenti nelle gerarchie del calcio mondiale. Addio a una carriera fatta di tanti, troppi punti oscuri per il dirigente svizzero. E addio a chi, attorno all'aspirazione a diventare presidente della FIFA, aveva costruito tutta la sua carriera politica dopo essere stato uno dei calciatori più meravigliosi di questo sport.

 




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